
Tragedia a Caorle, nel Veneziano, dove Giovanni Gusso, 58 anni, è morto mentre stava sistemando e regolando la propria attrezzatura da sub. L’incidente è avvenuto nel pomeriggio di giovedì 20 agosto, mentre l’uomo si trovava da solo nella propria abitazione.
Per cause ancora da chiarire, la bombola da immersione sarebbe esplosa sotto pressione, provocando il distacco dell’erogatore che, secondo la prima ricostruzione, sarebbe stato scagliato ad altissima velocità contro il volto dell’uomo.
L’allarme dopo ore: il vicino trova il corpo
Gusso, conosciuto in paese con il soprannome di Nani, stava effettuando alcuni lavori nel garage adiacente alla casa. Nessuno si sarebbe accorto immediatamente dell’incidente.
L’allarme è scattato soltanto nel tardo pomeriggio, poco dopo le 19, quando un vicino ha notato la porta del box insolitamente spalancata. Entrato per controllare, ha trovato il 58enne a terra, con gravi ferite al capo.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del Suem 118, ma per l’uomo non c’era più nulla da fare. Il medico ha potuto soltanto constatare il decesso, che secondo i primi accertamenti sarebbe avvenuto alcune ore prima.
I carabinieri ricostruiscono la dinamica
Accanto al corpo sono stati trovati diversi attrezzi e l’erogatore della bombola. Gli elementi raccolti hanno portato i carabinieri a ipotizzare un incidente domestico avvenuto durante la manutenzione dell’attrezzatura.
La dinamica precisa resta comunque da chiarire e gli accertamenti sono in corso.
La morte di Gusso ha sconvolto la moglie e le figlie, che hanno appreso della tragedia soltanto dopo che l’incidente si era già verificato. I carabinieri hanno ascoltato anche alcuni vicini e residenti della zona, che non avrebbero sentito né visto nulla al momento dell’incidente.
La salma è stata trasferita all’obitorio del cimitero di Caorle e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria, che dovrà valutare eventuali ulteriori accertamenti.


