
Pina Picierno prende posizione sulle vicende che coinvolgono Sigfrido Ranucci e lo fa rivolgendosi direttamente alla propria area politica. La vicepresidente del Parlamento europeo precisa di non voler entrare nel merito della vicenda giudiziaria, lasciando alla magistratura il compito di chiarire i fatti, ma annuncia di non voler tacere sulle accuse relative ai comportamenti sessisti e patriarcali attribuiti al giornalista.
«Sulla vicenda giudiziaria non voglio entrare, sarà la magistratura a chiarire e da garantista aspetto fiduciosa prima di esprimere valutazioni», scrive Picierno in un post su Facebook. Poi però aggiunge: «C’è un aspetto su cui non posso e non voglio tacere», riferendosi ai comportamenti di Ranucci «sessisti e patriarcali», emersi attraverso quanto raccontato dallo stesso giornalista e dalle testimonianze riportate in questi giorni.
«Me Too, ancora una volta»
Picierno rivendica il proprio impegno femminista e il sostegno dato al movimento Me Too, sottolineando come la condanna degli atteggiamenti sessisti debba valere indipendentemente dall’appartenenza politica di chi li compie.
«Sono una femminista, ho partecipato attivamente al movimento Me Too al grido di “sorella io ti credo”», ricorda. Da qui la richiesta di fare chiarezza anche all’interno della Rai sui comportamenti che definisce «sessisti e deontologicamente inaccettabili» attribuiti a Ranucci.
«Non c’è un sessismo meno grave perché proviene dalla parte che si ritiene giusta», afferma Picierno, concludendo con una netta presa di posizione: «Il patriarcato fa schifo sempre, e faremmo bene a saperlo riconoscere, sempre».
Le accuse e le testimonianze
Tra le testimonianze citate nelle ultime settimane c’è quella della giornalista Angela Camuso, che ha raccontato di aver ricevuto presunte avances da Ranucci dopo un colloquio di lavoro sostenuto nel 2018 nella sede Rai di via Teulada per una possibile collaborazione con Report.
Camuso ha spiegato di non aver denunciato l’episodio, aggiungendo però che quell’esperienza le avrebbe lasciato una ferita personale.
La vicenda ha inoltre riacceso il dibattito su alcuni passaggi contenuti in un libro biografico firmato dallo stesso Ranucci, già richiamati nei mesi scorsi dal centrodestra. In particolare, erano stati contestati alcuni racconti relativi a rapporti sessuali e alla morte di una stagista collegata, nel racconto, a una delusione sentimentale.
Picierno, nel frattempo, chiede che il tema venga affrontato senza sconti politici: la condanna del sessismo, è il senso del suo intervento, non può dipendere da chi viene accusato né dalla parte politica a cui si ritiene appartenga.


