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Rimane sospeso nel vuoto, con lui una donna: panico in Italia, scoperta shock

Pubblicato: 21/08/2026 09:56

È rimasto sospeso nel vuoto per ore, bloccato a circa 50 metri dalla parete, prima di essere raggiunto e messo in salvo dai soccorritori. È accaduto nella notte tra giovedì 20 e venerdì 21 agosto sul Campanile di Val Montanaia, nelle Dolomiti friulane, dove un alpinista veneziano, classe 1973, ha vissuto una lunga e rischiosa disavventura.

L’uomo si trovava in cordata con una donna, anche lei proveniente da Venezia. I due stavano affrontando la discesa dalla cima in corda doppia quando, a partire dal grande ballatoio, hanno sbagliato la linea di calata, spostandosi verso ovest invece che verso nord.

Bloccato a mezz’aria durante la discesa

L’uomo, primo e unico dei due a iniziare la discesa, dopo circa 50 metri è rimasto bloccato a mezz’aria. Una situazione particolarmente delicata non solo per il rischio di caduta, ma anche per le possibili conseguenze della prolungata permanenza sospeso all’imbrago.

Tra queste c’è la cosiddetta sindrome da sospensione inerte, una condizione che può compromettere la circolazione sanguigna quando si rimane immobili per lungo tempo in posizione sospesa.

Alcune persone presenti alla base dell’obelisco si sono accorte delle difficoltà dell’alpinista e hanno raggiunto il Rifugio Pordenone, distante circa due ore e mezza a piedi, per lanciare l’allarme. La Sala operativa regionale dell’emergenza sanitaria ha quindi attivato la macchina dei soccorsi, mobilitando la stazione Valcellina del Soccorso alpino, l’elisoccorso regionale e un’ambulanza.

L’elicottero costretto a rinunciare

Il primo tentativo di recupero si è però rivelato impossibile. L’elicottero sanitario ha raggiunto la cima, ma la fitta nebbia e la scarsa visibilità hanno impedito l’impiego del verricello sul ballatoio.

A complicare ulteriormente le operazioni è stato il forte vento prodotto dalle pale dell’elicottero, che avrebbe potuto smuovere pericolosamente alcuni sassi e mettere a rischio sia l’alpinista sia il tecnico del soccorso.

L’elicottero è quindi rientrato al campo base dell’aviosuperficie di Pinedo e i soccorritori hanno cambiato strategia.

Il salvataggio nel buio

La squadra è risalita a piedi portando con sé diverse corde da 200 metri, affrontando la montagna dal versante est. Tre operatori sono riusciti a raggiungere la quota dell’alpinista quando ormai era scesa la notte.

Sul ballatoio anulare hanno trovato anche la compagna di cordata, rimasta in attesa dell’uomo.

A quel punto uno dei soccorritori si è calato lungo la corda fino a raggiungere l’alpinista. Dopo averlo agganciato, ha tagliato le corde che lo tenevano sospeso e lo ha accompagnato fino alla base dell’obelisco.

Nonostante le ore trascorse nel vuoto e le difficili condizioni ambientali, l’uomo è rimasto lucido, riuscendo così a evitare conseguenze ancora più gravi.

Le operazioni di soccorso sono iniziate alle 18:50 e si sono concluse intorno all’1 di notte, come riferito dal Cnsas Friuli-Venezia Giulia.

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