
Primarie sì, primarie no. Nel Campo largo il tema è ormai sul tavolo, ma la data della consultazione continua a non essere definita. Con le elezioni politiche all’orizzonte, l’alleanza di centrosinistra deve ancora trovare un’intesa sul percorso per individuare il candidato alla guida del governo.
A spingere per accelerare è soprattutto Giuseppe Conte, che punta a fissare rapidamente una data per le primarie. Nel Partito Democratico, invece, prevale la prudenza. «Che spingesse pure», è la replica affidata al Giornale da un senatore dem. Anche Alleanza Verdi e Sinistra non sembra intenzionata a forzare i tempi: prima, spiegano dal partito, bisogna definire programma, tempi e modalità della consultazione.
Schlein guarda a gennaio 2027 e pensa a una partecipazione più ristretta
Un’indicazione, però, sarebbe già arrivata. Alla fine di luglio Elly Schlein, durante una riunione con i gruppi parlamentari del Pd, avrebbe indicato la fine di gennaio 2027 come possibile periodo per le primarie. Una prospettiva che, tuttavia, non si sarebbe ancora tradotta in un percorso concreto.
La segretaria dem sarebbe inoltre orientata verso criteri restrittivi per la partecipazione, con l’ipotesi di limitare il voto agli iscritti. Una scelta che si scontra con la posizione di Conte, convinto di poter contare su un consenso più ampio e favorevole a primarie aperte.
L’ex presidente del Consiglio ha intanto compiuto un passo politico importante il 21 agosto, affidando a una lettera pubblicata da Repubblica l’avvio ufficiale della propria candidatura alle primarie del Campo largo.
Il nodo della legge elettorale
A rendere ancora più incerto il quadro è la riforma della legge elettorale. Nel Pd, secondo quanto riferito, il destino delle primarie sarebbe strettamente legato al sistema che verrà adottato per le prossime elezioni.
Se il centrodestra riuscisse a varare una nuova legge con l’indicazione del candidato premier sulla scheda, le primarie del centrosinistra diventerebbero una scelta quasi obbligata per individuare il proprio candidato. Se invece la riforma non dovesse andare in porto e restasse il Rosatellum, la consultazione potrebbe allontanarsi, scenario che incontrerebbe il favore di Schlein.
La partita si intreccia con la nascita del polo centrista
Il confronto sulle primarie coinvolge anche la nuova area centrista in costruzione, ispirata dall’assessore di Roma Alessandro Onorato. Molto dipenderà dalle regole che verranno adottate per la consultazione.
In caso di turno unico, Onorato ed Enzo Maraio, esponente di Avanti Psi, potrebbero convergere su Giuseppe Conte, mentre Riccardo Magi dovrebbe sostenere Schlein. In questo scenario, la componente centrista avrebbe difficoltà a presentare un proprio candidato, con possibili ripercussioni anche sulle strategie di Matteo Renzi.
Diverso sarebbe lo scenario con un sistema a doppio turno, sul modello delle primarie del 2013 tra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi. In quel caso i federatori dell’area centrista potrebbero presentare un proprio candidato al primo turno per poi convergere al ballottaggio su Schlein o Conte.
La sindaca di Genova, infine, resta per ora un’ipotesi legata ai piani di Casa Riformista. Il Campo largo, intanto, continua a discutere delle primarie senza riuscire ancora a fissare una data definitiva.


