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Mirco Celin morto a 35 anni provando un’auto da rally, l’ultima storia due ore prima: “Oggi niente bici”

Pubblicato: 24/08/2026 10:03

«Oggi niente bici». Poche parole pubblicate su Instagram appena due ore prima della tragedia, diventate inevitabilmente amare dopo quanto accaduto. È l’ultima storia condivisa da Mirco Celin, il 35enne morto nello schianto avvenuto in via Dolo, a Fossò, mentre si trovava a bordo di un’auto da rally insieme a un amico.

Nell’immagine pubblicata sui social compare anche la Lancia Delta S4 sulla quale Celin sarebbe salito poco dopo. Alla guida dell’auto si trovava l’amico F.C., rimasto ferito nell’incidente. Mirco, invece, non è sopravvissuto allo schianto.

La passione per la bicicletta e le imprese sportive

Tecnico elettromeccanico alla Italcarrelli, Celin era appassionato di automobili, ma a occupare un posto centrale nella sua vita era soprattutto la bicicletta. In particolare la gravel, disciplina che unisce elementi del ciclismo su strada e della mountain bike e che lo aveva portato ad affrontare percorsi particolarmente impegnativi.

Il 35enne era appena rientrato da una lunga prova di 323 chilometri, percorsi da Fossò fino a Cremona e ritorno. Ad aprile aveva inoltre completato la Veneto Gravel Edition di Bassano del Grappa, entrando tra i “finisher” della manifestazione.

Allenamenti e avventure erano spesso raccontati sui suoi profili social, diventati nel tempo una sorta di diario delle esperienze affrontate in bicicletta e in viaggio.

«Ciò che rimane nella vita non sono i doni materiali, ma i ricordi dei momenti che hai vissuto e che ti hanno reso felice. Riempi la tua vita di prime volte, riempi la tua vita di avventure», aveva scritto due anni fa in occasione del suo compleanno, pubblicando alcune fotografie di un lancio con il paracadute.

Il Cammino di Santiago in gravel

Tra i traguardi ai quali era maggiormente legato c’era il Cammino di Santiago de Compostela, completato due anni fa proprio in sella alla sua bicicletta gravel.

Al termine del percorso aveva affidato ancora una volta ai social la soddisfazione per l’impresa: «L’arrivo a Santiago ha un sapore speciale. Tanta stanchezza ma anche tanta soddisfazione, che si mischia alla gioia degli altri pellegrini che arrivano. Un luogo speciale nel mondo».

Poi un pensiero rivolto alla famiglia: «Grazie mamma e papà per avermi fatto gambe forti per pedalare fino a Santiago».

I viaggi, dalla Corea del Sud a Capo Nord

Alla passione per lo sport Mirco univa quella per i viaggi. Nel corso degli anni aveva visitato, tra gli altri luoghi, la Corea del Sud, l’Islanda e la Norvegia, raccontando le proprie esperienze anche attraverso un blog.

Tre anni fa aveva raggiunto Capo Nord partendo direttamente da Fossò e attraversando sette Paesi. Un’avventura da oltre 11mila chilometri, che aveva raccontato con orgoglio come uno dei suoi grandi viaggi “on the road”.

L’ultima giornata della sua vita avrebbe dovuto essere dedicata a un’altra delle sue passioni, quella per le automobili. Poco prima di salire sulla Lancia Delta S4, aveva fotografato la vettura e scherzato sull’eccezione alla sua routine sportiva: «Oggi niente bici». Due ore dopo, lo schianto di Fossò nel quale Mirco Celin ha perso la vita.

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