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Palermo, controlli sui vaccini a scuola: arrivano i carabinieri

Pubblicato: 24/08/2026 11:27
Carabinieri sul luogo di un intervento

La morte per difterite di Anna Rosa Bartolotta, la bambina di quattro anni che non aveva mai ricevuto vaccinazioni, accende i riflettori su un’emergenza che coinvolge la salute dei più piccoli. A Palermo scatta una risposta coordinata per rafforzare i controlli sui bambini non vaccinati a scuola e contrastare la diffusione delle teorie no vax.

La procura per i minorenni ha accelerato le verifiche, coinvolgendo scuole, Asp, Comune e forze dell’ordine. L’operazione partirà ufficialmente con l’inizio del nuovo anno scolastico e, nella prima fase, si concentrerà nella zona nord della città.

Controlli urgentissimi nelle materne e alle elementari

La verifica, definita “urgentissima”, è stata disposta dalla procuratrice per i minorenni Claudia Caramanna. Dal primo giorno di lezione i carabinieri entreranno nelle scuole dell’infanzia e nelle elementari della zona nord di Palermo per individuare gli alunni che non risultano in regola con gli obblighi vaccinali.

Nel mirino c’è soprattutto la fascia dei bambini più piccoli, quella che prima dell’ingresso nella scuola dell’obbligo può sfuggire più facilmente ai controlli. Secondo quanto emerso, alcune famiglie contrarie ai vaccini presenterebbero la prenotazione di un appuntamento senza poi sottoporre realmente i figli alla vaccinazione, ripetendo la procedura per rinviare l’adempimento.

Il sistema delle prenotazioni e il ruolo delle scuole

“Può funzionare alla materna, ma alla prima elementare i controlli sono stringenti”, precisa Giusto Catania, dirigente scolastico. La prossima settimana il Comune di Palermo scriverà inoltre al Provveditorato agli studi per avviare una campagna congiunta di informazione e sensibilizzazione.

Il 15 settembre, quando riprenderanno le lezioni in tutti gli ordini e gradi secondo il calendario regionale, i militari avranno già una procedura definita. I nominativi degli iscritti vengono inseriti nel portale ministeriale Sidi; le scuole trasmettono gli elenchi all’Asp, che li confronta con l’anagrafe vaccinale e comunica agli istituti i nomi degli studenti non in regola.

Le sanzioni e il rischio dell’abbandono sanitario

L’Asp dispone dei dati sulla situazione vaccinale dei bambini residenti nell’intera area metropolitana, non solo nella zona nord dove ora si concentra l’attenzione. Per le famiglie, le conseguenze possono andare ben oltre la richiesta di regolarizzare la posizione: le sanzioni previste oscillano tra cento e cinquecento euro.

Nei casi in cui venga accertata una condizione di “grave negligenza”, come l’assenza delle visite pediatriche, può essere valutata anche la perdita della potestà genitoriale. È il passaggio più delicato dell’intervento, che punta non soltanto alla verifica dei certificati, ma anche a far emergere eventuali casi di abbandono sanitario.

La battaglia contro le teorie no vax

“Tutto quello che favorisce le vaccinazioni è utile”, dice Giusto Catania, dirigente dell’Istituto comprensivo Giuliana Saladino al Cep. “Quindi ben vengano le attività dei carabinieri e il segnale che la procura sta inviando con forza alla città”. L’ex assessore comunale ricorda che “sono i piccoli da zero a sei anni quelli che più facilmente sfuggono ai controlli perché nido e scuola dell’infanzia non sono scuole dell’obbligo, chi non frequenta non passa dal filtro scolastico”.

Anna Rosa era stata estromessa lo scorso dicembre dalla scuola dell’infanzia Leonardo Sciascia dello Zen, che frequentava, proprio perché non era mai stata vaccinata.

Una risposta culturale oltre le verifiche

Per Catania, gli istituti scolastici restano una delle principali linee di difesa. “La battaglia è culturale: con il Covid è aumentata la consapevolezza, ma anche il complottismo no vax e le parole della mamma di Anna Rosa sono le stesse parole di Trump”. L’iniziativa della procura, aggiunge il dirigente, “manifesta la volontà di affrontare il problema”.

Anche Giovanna Perricone, garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, sottolinea l’esigenza di un’azione coordinata. “Dalle verifiche possono partire le segnalazioni dei genitori alle autorità, le sanzioni e la presa in carico della famiglia, accompagnata da un dialogo sul fronte dell’istruzione e dell’educazione, valori oltretutto propri della scuola. Non so se questa sia la scelta giusta, ma è certamente un modo per affrontare la questione”.

L’Asp: atteso un aumento delle vaccinazioni

Perricone avverte che il rifiuto dei vaccini è diventato “parte di un’ideologia” e chiede “un’operazione a tappeto e strategica”. Accanto ai controlli istituzionali, serve un lavoro culturale diffuso e costante. “Dal momento che non possiamo chiudere i social”, spiega, “bisogna compensare e parlarne in modo capillare, anche nei supermercati i genitori devono trovare video che spiegano l’importanza dei vaccini, solo così si incrinano le idee complottiste”.

Intanto, nei centri vaccinali palermitani si attendono le prime conseguenze della tragedia. Dopo la pausa del fine settimana, l’azienda sanitaria prevede un aumento delle richieste. “Da lunedì ci aspettiamo un incremento delle vaccinazioni e dei richiami – annuncia l’Asp – dovuto alla paura dei rischi dopo la terribile vicenda di Anna Rosa e al desiderio di mettersi in regola in vista della scuola. Siamo attrezzati per sostenere tutte le richieste”.

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