Vai al contenuto

Mistero a Mosca, aereo militare Usa atterra a Vnukovo: il Cremlino nega di sapere perché

Pubblicato: 25/08/2026 13:56

Un grande aereo da trasporto militare dell’Aeronautica statunitense è atterrato questa mattina a Mosca dopo un viaggio iniziato negli Stati Uniti e passato per Riga. Ma nessuno, almeno ufficialmente, ha spiegato perché si trovi nella capitale russa. Il velivolo è un Boeing C-17 Globemaster III, uno dei principali aerei da trasporto strategico delle forze armate americane. Il suo arrivo all’aeroporto di Vnukovo ha immediatamente alimentato interrogativi, anche per il particolare momento attraversato dai rapporti tra Washington e Mosca.

A rendere ancora più fitto il mistero sono state le parole del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, che ha dichiarato di non disporre di informazioni sul volo e ha precisato che per questa settimana non risultano programmati incontri al Cremlino con funzionari dell’amministrazione statunitense. Per il momento non è quindi noto chi o che cosa viaggiasse a bordo del C-17 né quale sia la finalità della missione.

Il C-17 parte da Riga e atterra a Mosca

A ricostruire il volo sono stati inizialmente i media russi sulla base dei dati disponibili attraverso i servizi pubblici di tracciamento aereo. Il Boeing C-17 Globemaster III con indicativo RCH4555 è decollato da Riga intorno alle 8.50, ora di Mosca, corrispondenti alle 7.50 italiane. Poco più di un’ora dopo, intorno alle 10.04 locali, le 9.04 in Italia, il percorso del velivolo si è concluso all’aeroporto moscovita di Vnukovo.

Non si tratta però dell’inizio del viaggio. La storia recente del volo mostra che il C-17 era arrivato nella capitale lettone il 23 agosto provenendo dagli Stati Uniti. Il punto di partenza indicato è Camp Springs, nel Maryland, dove si trova la Joint Base Andrews, la grande installazione militare alle porte di Washington utilizzata anche per le operazioni aeree legate alla presidenza e al governo statunitensi.

Perché la provenienza da Andrews attira l’attenzione

La Joint Base Andrews è conosciuta soprattutto perché vi sono basati gli aerei utilizzati dal presidente degli Stati Uniti, compresi quelli che assumono l’indicativo Air Force One quando il capo della Casa Bianca è a bordo.

Questo particolare ha inevitabilmente attirato l’attenzione, ma non dimostra che il C-17 sia coinvolto in una missione presidenziale o diplomatica. Andrews è una grande base dell’Aeronautica americana e viene utilizzata per numerose attività militari e governative.

Il dato certo è quindi soltanto il percorso ricostruito attraverso il tracciamento: Stati Uniti, Riga e infine Mosca. Chi o che cosa sia stato trasportato resta sconosciuto.

Cos’è il C-17 Globemaster III

Ad alimentare la curiosità contribuisce anche il tipo di velivolo utilizzato. Il Boeing C-17 Globemaster III non è un normale aereo destinato al trasporto di passeggeri, ma uno dei principali strumenti logistici dell’US Air Force.

È stato progettato per trasferire rapidamente su grandi distanze truppe, veicoli, elicotteri, equipaggiamenti e carichi pesanti. Può trasportare fino a circa 77,5 tonnellate ed è in grado di operare anche su piste relativamente corte e in condizioni nelle quali altri grandi aerei da trasporto avrebbero maggiori difficoltà.

Proprio queste caratteristiche rendono impossibile dedurre la natura della missione dal semplice tipo di aeromobile: un C-17 può essere impiegato per trasferire materiale, personale e attrezzature nell’ambito di operazioni estremamente differenti.

Peskov: «Non ho queste informazioni»

Il caso è rapidamente arrivato anche al Cremlino. Interrogato dai giornalisti sull’arrivo dell’aereo americano, Dmitry Peskov ha affermato di non avere informazioni da fornire.

«No, non ho queste informazioni», ha risposto il portavoce del presidente Vladimir Putin alla richiesta di chiarimenti sulla presenza del C-17 a Mosca.

Peskov ha inoltre escluso, almeno sulla base dell’agenda ufficiale, che l’arrivo possa essere immediatamente collegato a un incontro già programmato con emissari della Casa Bianca: questa settimana non sarebbero previsti colloqui al Cremlino con funzionari dell’amministrazione americana. La dichiarazione non chiarisce però la natura della missione e lascia quindi aperti gli interrogativi.

Il precedente del febbraio 2025

L’arrivo di un velivolo dell’Aeronautica statunitense a Vnukovo ha un precedente relativamente recente e particolarmente interessante. Nel febbraio 2025 un Gulfstream C-37B dell’US Air Force atterrò nello stesso aeroporto dopo essere partito anch’esso dall’area della base di Andrews.

In quel caso il mistero venne successivamente chiarito: a bordo si trovava Aleksandr Vinnik, cittadino russo liberato dagli Stati Uniti nell’ambito dello scambio che aveva consentito il ritorno a casa dell’americano Marc Fogel. Il precedente ha inevitabilmente alimentato sui media e sui social l’ipotesi che anche il volo di oggi possa essere collegato a un’operazione diplomatica o a uno scambio. Al momento, però, non esiste alcuna conferma che i due episodi abbiano la stessa natura.

Le ipotesi: scambio di prigionieri o missione diplomatica

Nelle ore successive all’atterraggio hanno iniziato a circolare diverse interpretazioni. Una riguarda appunto un possibile nuovo scambio di detenuti tra Stati Uniti e Russia. Un’altra ipotizza che il C-17 possa avere trasportato materiale e personale necessario a preparare una futura visita di alto livello.

Sono scenari plausibili per un volo militare autorizzato a raggiungere direttamente Mosca, ma restano per ora soltanto ipotesi. Non risultano annunci ufficiali né da Washington né da Mosca che consentano di stabilire un collegamento con negoziati, scambi di prigionieri o incontri politici imminenti.

Un volo insolito nel momento più delicato

Ciò che rende la vicenda particolarmente significativa è il contesto. I collegamenti militari diretti tra Stati Uniti e Russia sono tutt’altro che ordinari, soprattutto dopo il deterioramento dei rapporti provocato dalla guerra in Ucraina.

Un C-17 americano non può naturalmente comparire nello spazio aereo russo senza le necessarie autorizzazioni. La missione è dunque conosciuta almeno dagli apparati incaricati di gestire e autorizzare il volo, indipendentemente dal fatto che il Cremlino abbia scelto di non fornire dettagli pubblici.

È proprio questo contrasto a rendere interessante l’episodio: il volo è reale e tracciato, la destinazione è Mosca, ma la ragione dell’arrivo rimane riservata.

Washington per ora tace

Al momento non è arrivata una spiegazione pubblica neppure dalle autorità statunitensi. Non è noto se il velivolo trasportasse personale, materiali o entrambe le cose e non è stata annunciata una missione americana a Mosca coincidente con l’arrivo del C-17.

Fino a quando una delle due parti non fornirà ulteriori elementi, qualsiasi ricostruzione resta quindi inevitabilmente incompleta.

Il dato certo rimane quello che ha fatto scattare il giallo internazionale nella mattinata del 25 agosto: un Boeing C-17 Globemaster III dell’Aeronautica degli Stati Uniti, proveniente dalla base di Andrews attraverso Riga, è atterrato a Mosca. E ufficialmente nessuno ha ancora spiegato perché.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure