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“Ha fatto tutto lui!”. Accuse shock a Ranucci in diretta tv: Berlinguer ammutolita

Pubblicato: 03/09/2026 11:45

La nuova stagione televisiva riparte con una discussione destinata a far parlare. In studio il confronto si concentra su una vicenda che coinvolge Report, il suo conduttore e il futuro della trasmissione. Una storia nella quale si intrecciano televisione, giornalismo e polemiche sulla libertà di informazione, con posizioni differenti che finiscono per convergere su un punto.

Ad aprire il dibattito sono Giuseppe Cruciani e Mauro Corona, chiamati a commentare la situazione nel corso della prima puntata stagionale di È sempre Cartabianca, condotta da Bianca Berlinguer. I due, pur con toni e argomentazioni personali, esprimono una valutazione critica nei confronti di Sigfrido Ranucci.
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Il caso Report arriva su Rete 4

La prima puntata stagionale di È sempre Cartabianca è andata in onda su Rete 4 con la nuova collocazione del programma, passato dalla serata del martedì a quella del mercoledì in prima serata.

Tra i temi affrontati in studio c’è anche il caso Report, al centro di una discussione che riguarda la sostituzione di Ranucci alla guida della trasmissione. La vicenda ha provocato una reazione all’interno della redazione del programma, che ha espresso la propria contrarietà alla decisione.

Il dibattito televisivo si concentra anche sulla questione della libertà di informazione, evocata nel confronto sulla situazione del conduttore.

Cruciani prende una posizione netta e contesta l’idea che la sostituzione di un volto televisivo possa essere considerata una minaccia alla libertà di stampa e di espressione.

«La libertà di informazione tanto declamata da Ranucci in pericolo? Io non credo che la sostituzione di un conduttore in una trasmissione possa segnare l’esistenza o meno della libertà di informazione, della libertà di espressione in Italia», afferma il conduttore de La Zanzara.

La posizione di Giuseppe Cruciani

Nel suo intervento, Cruciani collega le difficoltà attraversate da Ranucci anche al rapporto personale che il giornalista avrebbe avuto con Valter Lavitola, descritto nel dibattito come un suo stretto conoscente e oggi agli arresti perché sospettato di essere il mandante dell’attentato avvenuto davanti all’abitazione del giornalista Rai.

Secondo Cruciani, quindi, la situazione non sarebbe riconducibile a una campagna contro la libertà di informazione. Il giornalista e conduttore ritiene invece che le difficoltà attuali siano conseguenza delle scelte personali di Ranucci.

«Credo che Ranucci si sia procurato da solo i guai, probabilmente indirettamente per colpa di un suo carissimo amico e dunque il vittimismo di Ranucci oggi e l’attaccare ai giornali di destra perché hanno legittimamente fatto una campagna di informazione cercando delle notizie, cosa che ha sempre fatto anche lui, la trovo altamente ridicola e penso che l’unico responsabile di questa vicenda sia Ranucci stesso che aveva una relazione molto stretta con colui che gli ha messo la bomba, una storia che ricorda i film all’italiana quasi», conclude il conduttore.

Una valutazione particolarmente dura, che arriva proprio mentre la vicenda continua a suscitare reazioni nel mondo del giornalismo e della televisione.

Mauro Corona: «Il vaso si è incrinato»

Anche Mauro Corona interviene nel confronto, pur chiarendo di avere un rapporto di affetto nei confronti di Ranucci. La sua posizione, però, è altrettanto critica rispetto alla possibilità che il conduttore possa continuare a guidare Report nelle attuali condizioni.

«Io posso dire una cosa – aggiunge Corona -, mi dispiace, ho molto affetto per Ranucci ma qualora anche gli avessero lasciato la conduzione di Report ormai il vaso si è incrinato».

Corona utilizza quindi l’immagine di un oggetto fragile, ormai compromesso, per spiegare la propria posizione sul rapporto tra Ranucci e il pubblico.

«E’ come un vaso di cristallo rotto e incollato, ognuno può dire: ‘Tu che sentenzi, che vai a indagare di qua e di là, pensa te cos’è successo…’. Finché non si chiarisce questa cosa, ma si chiarisce veramente, io se fossi stato in lui sarei andato via subito da Report e avrei detto: ‘Finché le cose non sono chiare, mi tolgo dal programma».

La redazione di Report in agitazione

La discussione arriva mentre la redazione di Report è in stato di agitazione per la sostituzione di Ranucci alla guida del programma. La scelta della Rai ha indicato Daniele Piervincenzi come nuovo conduttore, mentre Giulia Presutti, inizialmente indicata tra i volti destinati a raccogliere il testimone, ha rinunciato all’incarico.

Il confronto a È sempre Cartabianca si concentra dunque su una vicenda che coinvolge contemporaneamente il futuro di uno dei programmi di inchiesta più noti della televisione italiana e la posizione del suo storico conduttore.

Le parole di Cruciani e Corona introducono nel dibattito due valutazioni molto dure, pur partendo da sensibilità diverse. Entrambi, infatti, ritengono che la vicenda che coinvolge Ranucci abbia ormai prodotto conseguenze difficili da ignorare.

Al centro resta il futuro di Report, mentre sullo sfondo continua il confronto sulla libertà di informazione e sulle responsabilità personali del conduttore. Un tema che, già alla prima puntata stagionale di È sempre Cartabianca, ha acceso il dibattito in studio.

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