
Una previsione meteorologica può cambiare rapidamente quando l’atmosfera modifica il proprio assetto, ma per chi la segue da casa il confine tra una previsione non confermata e un errore può diventare sottile. È proprio su questo terreno che si è acceso il confronto televisivo con Mario Giuliacci, intervenuto a È sempre Cartabianca, il programma di approfondimento condotto da Bianca Berlinguer su Rete 4.
Il meteorologo ha raccontato in diretta di essere stato bersaglio di insulti sui social dopo alcune previsioni considerate sbagliate. Un episodio che lo ha portato a soffermarsi anche sul significato stesso della parola “previsione” e sulle aspettative di chi si affida quotidianamente alle indicazioni degli esperti per conoscere l’evoluzione del tempo.
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Lo sfogo di Giuliacci
Nel corso della trasmissione, Giuliacci ha spiegato di aver ricevuto messaggi offensivi dopo aver annunciato la conclusione di una fase di caldo africano che, successivamente, è stata seguita da una nuova risalita delle temperature.
Il meteorologo ha cercato di chiarire il significato delle proprie parole, distinguendo la fine di una singola fase di caldo dalla conclusione definitiva della presenza dell’anticiclone.
“Se dico ‘fine dell’ondata di caldo africano’, qualcuno pensa che sia la fine dell’anticiclone. Io intendevo fine dell’ondata, poi ne è arrivata un’altra e mi sono preso insulti…”, ha spiegato Giuliacci.
Il colonnello ha quindi contestato l’atteggiamento di chi considera le previsioni meteo come indicazioni assolute, prive di margini di incertezza.
“C’è gente ignorante, ci sono tuttologi che ascoltano e pensano che le previsioni debbano dare certezza: guardate sul vocabolario cosa significa la parola previsioni… È legittimo dire che ho sbagliato le previsioni, ma le offese sono un’altra cosa”, ha aggiunto.

Il nuovo caldo africano
Dallo sfogo si è poi passati al tema che sta accompagnando le giornate di fine estate: il ritorno del caldo intenso.
Giuliacci ha delineato uno scenario destinato, secondo le sue indicazioni, a mantenere temperature elevate ancora per diversi giorni. “A occhi e croce andremo avanti fino a metà settembre. Da domani ritorna l’ondata di caldo africano”, ha spiegato il meteorologo durante la trasmissione.
Il quadro descritto vede quindi una nuova fase caratterizzata dalla presenza di aria calda africana, proprio mentre l’estate meteorologica si avvia verso la sua conclusione.
Le temperature, secondo Giuliacci, devono inoltre essere osservate all’interno di un cambiamento climatico più ampio, che negli ultimi anni ha modificato i valori medi registrati durante la stagione estiva.
Il Mediterraneo sempre più caldo
Nel corso del suo intervento, Giuliacci ha collegato il tema delle temperature elevate anche al riscaldamento del pianeta.
“Il riscaldamento del pianeta è un dato di fatto, le temperature sono aumentate mediamente di un grado e il mar Mediterraneo si è scaldato di 2 gradi, è una delle aree del pianeta che si è scaldata di più”, ha affermato.
Il meteorologo ha quindi indicato differenze regionali nell’aumento delle temperature estive, spiegando che nel corso del periodo considerato il riscaldamento avrebbe raggiunto valori differenti tra Nord, Centro e Sud Italia.
“Al Nord, le nostre estati si sono scaldate di 2,8 gradi al Nord, 2,5 gradi al Centro e 2,3 al Sud”, ha dichiarato.
Un dato che, nella lettura proposta da Giuliacci, si accompagna anche alla maggiore frequenza delle giornate caratterizzate da temperature molto superiori rispetto alla media.
“Prima, le giornate con temperature di 5 gradi superiori alla media erano 5 in un’estate: ora sono 20…”, ha concluso.

La polemica sulle previsioni
Il confronto televisivo ha così messo insieme due aspetti distinti: da una parte la nuova fase di caldo africano prevista nei prossimi giorni, dall’altra la polemica nata intorno all’affidabilità delle previsioni meteorologiche.
Giuliacci ha rivendicato la possibilità che una previsione possa essere modificata dall’evoluzione delle condizioni atmosferiche, distinguendo l’eventuale errore professionale dalle offese personali.
Il punto centrale del suo intervento è stato proprio questo: una previsione non rappresenta una certezza assoluta e può essere necessario aggiornarla quando cambiano gli elementi sui quali viene elaborata. Da qui lo sfogo per gli insulti ricevuti, sintetizzato anche nella frase che ha aperto il suo racconto: «Vecchio scemo».
Intanto, secondo lo scenario illustrato dal meteorologo a È sempre Cartabianca, il caldo potrebbe accompagnare l’Italia ancora fino a metà settembre, con una nuova ondata africana indicata già a partire dai prossimi giorni.


