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Pietralata, il direttore della clinica: “Se avessi saputo dei problemi economici avrei fatto lo sconto”

Pubblicato: 03/09/2026 09:01

«Se avessi saputo dei loro problemi economici, avremmo trovato insieme un modo per affrontare i costi della terapia». A parlare è Roberto Trujillo, dirigente e amministratore delegato della clinica Neurocytonix di Monterrey, in Messico, dove Luca Abbasciano e Valentina Pambianco avevano portato la figlia Bianca, 5 anni, nel tentativo di migliorare le sue condizioni di salute.

I tre sono stati trovati morti domenica 30 agosto a Pietralata, a Roma. Mentre proseguono le indagini per ricostruire quanto accaduto e soprattutto le ragioni della tragedia, gli investigatori stanno approfondendo anche la situazione economica della famiglia. Al momento, tuttavia, non è possibile stabilire se eventuali difficoltà finanziarie abbiano avuto un ruolo nei fatti.

Intervistato da Il Messaggero, Trujillo ha raccontato di avere appreso soltanto successivamente della tragedia: «Ho saputo tramite la mia interprete della tragedia che ha colpito la famiglia di Roma. Mi ricordo della bambina e dei suoi genitori».

I viaggi in Messico per curare Bianca

Bianca era affetta fin dalla nascita da una grave disabilità e i genitori avevano cercato diverse strade terapeutiche, rivolgendosi anche a strutture all’estero.

Secondo quanto riportato dal quotidiano romano, la famiglia avrebbe effettuato tre viaggi in Messico: due per sottoporre la bambina a trattamenti con cellule staminali e un terzo per raggiungere la clinica Neurocytonix di Monterrey.

Tra la fine di novembre e l’inizio di gennaio Bianca sarebbe stata sottoposta a un ciclo di circa un mese con il Cytotron, un dispositivo che utilizza campi elettromagnetici a radiofrequenza modulati. Il trattamento non è autorizzato in Italia per la condizione della bambina e le autorità sanitarie italiane non ne riconoscono evidenze scientifiche sufficienti a sostenerne l’efficacia terapeutica.

La spesa affrontata dalla famiglia per il percorso in Messico sarebbe stata considerevole. Secondo le stime riportate dal Messaggero, considerando terapia, viaggio e soggiorno, il costo complessivo potrebbe essersi aggirato tra i 60mila e i 70mila euro.

Il direttore della clinica: «Avremmo trovato una soluzione»

Trujillo si è detto «profondamente addolorato» per quanto accaduto. Il dirigente della struttura messicana ha spiegato di non essere stato a conoscenza delle presunte difficoltà finanziarie della famiglia.

«Se avessi saputo dei loro problemi economici avremmo trovato insieme un modo per affrontare i costi della terapia», ha dichiarato.

Per Luca e Valentina, quel percorso rappresentava una delle strade tentate nella speranza di ottenere un miglioramento delle condizioni della figlia. Una ricerca che li aveva portati lontano dall’Italia e che avrebbe comportato un impegno economico importante.

Le indagini sulla situazione economica

È proprio la condizione finanziaria della famiglia uno degli aspetti sui quali si stanno concentrando gli accertamenti dei carabinieri. Secondo quanto emerso finora, Luca era l’unico dei due genitori a lavorare e la famiglia avrebbe ricevuto anche forme di sostegno economico dai servizi sociali e l’aiuto dei parenti.

Gli investigatori stanno cercando di comprendere se le spese affrontate negli anni e quelle legate alle terapie della bambina avessero determinato una situazione di particolare difficoltà. Si tratta, allo stato attuale, di ipotesi investigative: non è stato accertato un collegamento tra eventuali problemi economici e la morte dei tre componenti della famiglia.

«Nelle ultime settimane si erano isolati»

Un altro elemento sul quale si stanno concentrando gli accertamenti riguarda la vita della coppia nelle settimane precedenti alla tragedia. Secondo il racconto di un’amica conosciuta durante il soggiorno nella clinica di Monterrey e riportato dal Messaggero, Luca e Valentina si sarebbero progressivamente isolati e avrebbero attraversato un periodo particolarmente difficile.

Ulteriori elementi potrebbero arrivare dall’autopsia, prevista nelle prossime ore. L’esame sarà fondamentale innanzitutto per stabilire con maggiore precisione quando siano avvenuti i tre decessi e acquisire ulteriori dati utili alla ricostruzione.

Resta invece ancora da chiarire il quadro che ha preceduto la tragedia. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e verificando gli aspetti economici e familiari, evitando per il momento conclusioni sulle motivazioni che possano aver condotto alla morte di Luca, Valentina e della piccola Bianca.

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