
Finale Ligure è sotto choc per la morte di Paola Siri, del figlio Mattia e di Daniele Baruzzo. Una famiglia conosciuta nella cittadina ligure, tra professione, scuola, sport e una quotidianità che, fino al giorno prima, sembrava procedere senza segnali visibili dall’esterno.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, nella notte tra mercoledì 2 e giovedì 3 settembre Daniele Baruzzo avrebbe ucciso la moglie e il figlio nella loro abitazione sulle alture di Finale Ligure, per poi togliersi la vita. Nell’appartamento sono stati trovati alcuni scritti, ora al centro degli accertamenti, che dovranno chiarire il contesto e l’evoluzione della tragedia.
L’ultima giornata di Daniele Baruzzo
Fino alla sera precedente, per Baruzzo, era stata una giornata di lavoro come tante. Aveva concluso il turno alla Bitron di Savona, dove lavorava nell’area acquisti con un incarico di responsabilità, timbrando il cartellino attorno alle 18 prima di salutare i colleghi.
La mattina seguente, alla sua scrivania, lo aspettavano come sempre. Invece è arrivata la telefonata dei carabinieri, una notizia improvvisa che ha lasciato l’ambiente di lavoro incredulo e ha cambiato in poche ore lo scenario per amici, colleghi e conoscenti.

I colleghi: «Era un gran lavoratore, non aveva fatto trapelare difficoltà»
L’azienda aveva ripreso da poco l’attività dopo la pausa estiva e Baruzzo si era presentato regolarmente anche nei giorni precedenti. «Lo aspettavamo come ogni mattina», hanno raccontato i colleghi, ancora scossi da quanto avvenuto.
Il ricordo è quello di un uomo riservato, preciso e molto impegnato sul piano professionale. «Daniele era un ragazzo in gamba, un gran lavoratore. Qui ci conosciamo tutti, ma nessuno porta i propri problemi al lavoro. Lui era particolarmente riservato e non ha mai fatto trapelare difficoltà», spiegano.
Paola Siri, professionista e volto noto della città
La comunità di Finale Ligure ricorda anche Paola Siri, architetta e libera professionista, molto conosciuta in città. Aveva il suo studio a Finale Ligure e apparteneva a una famiglia radicata nella vita cittadina.
Suo padre, Bruno Siri, era stato per anni volontario e figura di riferimento dell’Avis di Finale Ligure. Paola aveva lasciato il proprio segno anche attraverso il lavoro: tra i progetti ricordati in queste ore c’è quello della sede della Compagnia dei Neri.
Il legame con la famiglia e con Mattia
Amici e conoscenti descrivono Paola come una donna profondamente legata alla famiglia, in particolare al figlio Mattia. Negli ultimi anni aveva affrontato anche la perdita dei genitori, un passaggio doloroso della sua vita familiare.
Il quadro che emerge dalle testimonianze restituisce soprattutto la dimensione pubblica e quotidiana delle persone coinvolte. Sono racconti importanti per comprendere il dolore della città, ma non consentono di indicare cause o spiegazioni della violenza avvenuta nella notte.
Mattia, la scuola e il calcio
Il dolore più difficile da elaborare riguarda Mattia Baruzzo, quasi quindicenne. Frequentava il liceo Issel di Finale Ligure e giocava nelle giovanili del Finale, coltivando una passione condivisa con tanti ragazzi della sua età.
Il padre lo accompagnava spesso al campo, durante allenamenti e partite. La società ha sospeso le attività del settore giovanile in segno di lutto e ha predisposto un supporto per aiutare i giovani calciatori ad affrontare un evento tanto traumatico.
«Ciao piccolo campione», il saluto del mondo sportivo
In queste ore, «Ciao piccolo campione» è il messaggio con cui il calcio finalese sta salutando Mattia. Un pensiero che unisce compagni di squadra, allenatori e famiglie, nel tentativo di dare spazio a un lutto che ha colpito l’intera comunità sportiva.
Per i ragazzi del settore giovanile, l’intervento di sostegno predisposto dal club rappresenta un elemento di attenzione necessario. L’obiettivo è accompagnarli nell’elaborazione di una perdita improvvisa, senza lasciare soli i più giovani davanti a un fatto di tale gravità.
L’amico di Baruzzo: «Preciso e maturo per tutta la vita»
Tra chi ha ricordato Daniele Baruzzo c’è l’avvocato Luca Battaglieri, amico della famiglia fin dalla giovinezza. I due condividevano la passione per le moto da trial e, da ragazzi, avevano collaborato all’organizzazione di competizioni sportive a Finale Ligure.
Battaglieri lo ha descritto come una persona estremamente precisa e responsabile, ricordando anche l’impegno con cui aveva seguito i genitori durante i loro problemi di salute e la sua presenza costante nella famiglia. Un’immagine che rende l’accaduto ancora più incomprensibile per chi lo conosceva.
Gli accertamenti e le domande senza risposta
Un elemento ricorre nei ricordi raccolti dopo la tragedia: Baruzzo veniva considerato una persona abituata a farsi carico delle responsabilità senza parlarne con gli altri. Gli amici riferiscono di non aver ricevuto richieste esplicite di aiuto né segnali che potessero far immaginare un epilogo simile.
Secondo quanto ricostruito finora, la famiglia non risultava seguita dai servizi sociali. Tuttavia, riservatezza, difficoltà personali o lutti vissuti nel tempo non costituiscono una spiegazione automatica di un gesto di questa gravità: ogni eventuale collegamento resta materia degli investigatori.
Finale Ligure verso il lutto cittadino
Il sindaco di Finale Ligure, Angelo Berlangieri, ha parlato di una città «incredula» e «attonita». Il Comune ha rinviato le manifestazioni previste nei giorni successivi e, nel giorno dei funerali, sarà proclamato il lutto cittadino.
Il dolore ha raggiunto anche Osiglia, in Val Bormida, paese d’origine dei nonni di Baruzzo. La sindaca Paola Scarzella ha espresso la vicinanza della comunità alla famiglia e alla città di Finale Ligure.
Una comunità sospesa nell’attesa
Proseguono intanto gli accertamenti sugli scritti trovati nell’abitazione e sulle circostanze delle ultime ore della famiglia Baruzzo-Siri. Sarà il lavoro degli inquirenti a definire, con la necessaria cautela, gli elementi utili a ricostruire quanto accaduto.
Per Finale Ligure restano oggi lo sgomento e il ricordo di tre persone che facevano parte della vita di ogni giorno: una professionista, un ragazzo appassionato di calcio e un lavoratore stimato. Una tragedia che ha interrotto improvvisamente la normalità di una città intera.


