
«Se avete una scorta di cibo che vi permetta di sopravvivere per un po’ prima dell’arrivo dei servizi di emergenza, sarete in una situazione molto migliore rispetto agli altri». A pronunciare l’avvertimento non è un survivalista o un utente sui social, ma la ministra britannica dell’Ambiente Angela Eagle, intervenuta sui rischi legati all’intensificazione di El Niño e, più in generale, sulla necessità di prepararsi agli eventi climatici estremi.
In un’intervista al Guardian, la ministra ha richiamato l’attenzione sulla necessità di aumentare la capacità di risposta di istituzioni e cittadini davanti a fenomeni come incendi, alluvioni e siccità. Il concetto chiave è quello dell’adattamento: non soltanto intervenire quando arriva l’emergenza, ma prepararsi prima che si verifichi.
L’invito: avere scorte per affrontare un’emergenza
Il suggerimento di mantenere una quantità di generi alimentari sufficienti per affrontare temporaneamente un’emergenza rientra proprio in questa strategia.
In caso di un evento meteorologico particolarmente grave, infatti, potrebbero verificarsi interruzioni dei trasporti, problemi alla distribuzione o difficoltà per i soccorritori nel raggiungere rapidamente alcune zone.
«Si tratta di prepararsi per essere un po’ più resilienti», ha spiegato Eagle. L’indicazione non equivale quindi all’annuncio di un’imminente carenza di cibo, ma viene presentata come una misura di preparazione individuale alle possibili emergenze.
El Niño e il rischio di eventi estremi
Al centro delle preoccupazioni c’è El Niño, il fenomeno climatico naturale associato al riscaldamento anomalo delle acque del Pacifico tropicale e capace di modificare i regimi delle precipitazioni e delle temperature in numerose aree del pianeta.
Tra le conseguenze associate al fenomeno possono esserci piogge eccezionali e inondazioni in alcune regioni, mentre altre possono sperimentare siccità, temperature elevate e un aumento del rischio di incendi.
Gli effetti, tuttavia, non sono uguali ovunque e dipendono dalla regione, dalla stagione e dall’interazione con altri fattori atmosferici e oceanici. La presenza di El Niño, inoltre, non significa che ogni singolo evento meteorologico estremo sia provocato direttamente dal fenomeno.
Il Regno Unito si prepara: il nuovo bacino idrico
Il governo britannico sta lavorando anche sul fronte delle risorse idriche. Tra gli interventi citati dalla ministra c’è Havant Thicket, destinato a diventare il primo nuovo grande bacino idrico realizzato nel Paese dal 1992.
La strategia riguarda anche l’agricoltura. «È questo il senso della transizione agricola: poter coltivare in modo più resiliente e sostenibile dal punto di vista ambientale», ha spiegato Eagle.
L’obiettivo è rendere il sistema maggiormente capace di affrontare periodi di siccità, precipitazioni estreme e altre condizioni che possono compromettere le produzioni agricole.
Il nodo delle migrazioni climatiche
Le conseguenze di un clima più estremo potrebbero andare ben oltre i danni materiali. Secondo la ministra britannica, uno dei problemi da affrontare riguarda anche le migrazioni legate agli eventi climatici.
Eagle ha richiamato in particolare l’attenzione sull’Asia: «Causerà molti più danni in Asia a causa delle inondazioni, quindi dobbiamo prenderlo sul serio».
Eventi estremi, perdita dei raccolti, scarsità d’acqua e distruzione delle abitazioni possono contribuire agli spostamenti delle popolazioni, soprattutto nelle aree già caratterizzate da una maggiore vulnerabilità economica e sociale.
Cosa significa prepararsi
Per i governi, la parola d’ordine diventa quindi prevenzione: infrastrutture capaci di resistere agli eventi estremi, disponibilità di acqua, sistemi di allerta e una pianificazione delle emergenze.
Per i cittadini, invece, il suggerimento della ministra britannica è molto più concreto: disporre di una piccola riserva domestica di alimenti e beni essenziali sufficiente ad affrontare il periodo necessario prima dell’intervento dei servizi di emergenza.
Non un invito all’accaparramento, dunque, ma alla preparazione. Perché, nel ragionamento di Eagle, di fronte a un clima sempre più difficile da gestire la capacità di reagire alle emergenze passa anche dalle precauzioni adottate prima che l’emergenza cominci.


