
Il risultato di Afd in Sassonia apre una nuova frattura dentro il centrodestra italiano. Matteo Salvini festeggia e si mette direttamente in contatto con Alice Weidel, mentre Antonio Tajani parla senza mezzi termini di una «pessima notizia». Giorgia Meloni sceglie invece il silenzio pubblico, ma dentro Fratelli d’Italia cresce soprattutto una preoccupazione concreta: che il terremoto politico tedesco spinga la Cdu di Friedrich Merz a irrigidire ulteriormente la linea sui migranti e in particolare sui cosiddetti dublinanti, le persone entrate nell’Unione europea attraverso l’Italia che Berlino vorrebbe rimandare nel Paese di primo approdo.
Il dossier è seguito direttamente dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che nei giorni scorsi ha avuto nuovi contatti con il collega tedesco Alexander Dobrindt e sta preparando un incontro bilaterale nelle prossime settimane. Per Palazzo Chigi i numeri dei trasferimenti potrebbero anche restare limitati, ma il problema viene considerato soprattutto politico e mediatico. Una nuova offensiva tedesca sul fronte dell’immigrazione rischierebbe infatti di mettere il governo Meloni sotto pressione proprio su uno dei temi simbolicamente più sensibili per il suo elettorato.
Salvini esulta, Tajani: «Pessima notizia»
Dentro la maggioranza, Matteo Salvini è stato il primo a esporsi apertamente. Il leader della Lega ha fatto sapere di avere inviato un messaggio di auguri alla dirigente di Afd Alice Weidel e successivamente avrebbe avuto con lei anche uno scambio privato di messaggi. Pubblicamente Salvini ha definito quello dell’ultradestra tedesca un «successo clamoroso», interpretandolo come una domanda di cambiamento da parte degli elettori e respingendo le accuse di chi considera l’avanzata di Afd un pericolo per la democrazia.
Sulla stessa linea Roberto Vannacci, che ha utilizzato il voto tedesco anche per rilanciare la sua polemica con Mario Monti. La posizione è invece completamente diversa in Forza Italia. Antonio Tajani ha definito il risultato una «pessima notizia», auspicando che resti un fenomeno circoscritto e descrivendo Afd come una forza incompatibile con i valori liberali rivendicati dal suo partito. Il leader azzurro ha inoltre chiesto all’Europa di reagire politicamente per impedire la crescita di quelle che considera derive estremiste.
Più prudente Fratelli d’Italia, che inizialmente ha evitato commenti ufficiali. Una posizione che riflette anche la distanza politica tra il partito di Meloni e Afd, che non appartiene alla famiglia dei Conservatori europei. Nicola Procaccini, copresidente dell’Ecr, ha però invitato Bruxelles a interrogarsi sul cosiddetto cordone sanitario che esclude dalle principali decisioni parlamentari le forze considerate estreme, sostenendo che proprio questa strategia rischia di rafforzarle ulteriormente.
Dentro FdI il voto tedesco viene letto anche attraverso altri due dossier. Da una parte c’è la speranza che la pressione elettorale convinca i popolari europei ad accelerare la revisione del Green deal, considerato uno dei fattori che hanno alimentato il consenso verso Afd. Dall’altra viene osservata con attenzione la crescente insofferenza di una parte dell’opinione pubblica tedesca verso la guerra in Ucraina, mentre Giorgia Meloni continua a sostenere Kiev ma negli ultimi interventi pubblici ha dedicato al conflitto meno spazio rispetto al passato.
Le opposizioni contro Salvini
Dall’opposizione le reazioni sono altrettanto nette. Nel Partito democratico Debora Serracchiani ha definito «agghiacciante» l’entusiasmo mostrato da Salvini, mentre Filippo Sensi ha attaccato la linea della Lega. Giuseppe Conte ha invece attribuito la crescita di Afd anche alle politiche dell’Unione europea, accusata dal leader del Movimento 5 Stelle di avere privilegiato il riarmo rispetto alle politiche sociali.
Per Matteo Renzi il risultato tedesco rappresenta un segnale allarmante e il leader di Italia Viva ha accostato direttamente Roberto Vannacci ad Afd. Anche Carlo Calenda ha espresso preoccupazione, sostenendo che l’avanzata delle forze radicali rappresenti ormai un rischio per la tenuta politica dell’Unione europea. Ma il dato politico più immediato è italiano: il voto tedesco ha fatto emergere ancora una volta le profonde differenze tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia sul rapporto con la nuova destra radicale europea.


