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Meteo, come sarà l’autunno in Italia: “Cambia tutto”, rischi di enormi disagi

Pubblicato: 07/09/2026 08:53

Dopo un’estate 2026 dominata dall’alta pressione, l’autunno potrebbe mostrare un volto decisamente più dinamico. Le proiezioni stagionali del modello europeo ECMWF, analizzate da 3BMeteo, indicano infatti un possibile cambiamento della circolazione atmosferica sull’Europa, con maggiori possibilità per le perturbazioni atlantiche di spingersi verso il Mediterraneo e raggiungere anche l’Italia.

Il segnale più interessante riguarda proprio le precipitazioni: su diverse aree dell’Europa centro-meridionale viene prospettata una piovosità superiore alla media stagionale. Questo non significa tre mesi di pioggia continua, ma suggerisce un contesto atmosferico potenzialmente più favorevole a fasi instabili rispetto alla lunga parentesi anticiclonica estiva.

A rendere il quadro ancora più delicato c’è poi un altro elemento: il Mediterraneo ancora molto caldo, capace di fornire umidità ed energia all’atmosfera quando le prime masse d’aria più fresca cominceranno a raggiungere il bacino.

Cosa mostrano le proiezioni ECMWF

Secondo l’analisi pubblicata da 3BMeteo, le mappe stagionali evidenziano per il trimestre autunnale una anomalia negativa della pressione estesa tra Atlantico orientale, Isole Britanniche, Francia ed Europa centro-occidentale.

Uno scenario differente emergerebbe invece sulla Scandinavia, dove le pressioni potrebbero risultare superiori alla media.

Una simile configurazione, qualora venisse confermata, potrebbe creare condizioni più favorevoli alla discesa delle perturbazioni verso latitudini inferiori, coinvolgendo con maggiore frequenza anche l’Europa meridionale e l’Italia.

Le proiezioni stagionali, tuttavia, non consentono di sapere quali regioni verranno colpite da una determinata perturbazione né di prevedere oggi eventuali episodi di maltempo a distanza di settimane o mesi.

Piogge sopra la media: le zone interessate

Il segnale relativo alle precipitazioni interessa vaste aree dell’Europa centro-meridionale, con particolare attenzione al Mediterraneo centrale, all’Italia, ai Balcani e a parte dell’Europa orientale.

Non significa necessariamente che l’intero autunno sarà piovoso. Le mappe stagionali rappresentano infatti anomalie medie su periodi molto lunghi e non la successione precisa delle condizioni meteorologiche giorno per giorno.

Potrebbero quindi alternarsi periodi asciutti e relativamente caldi a fasi perturbate più incisive. Rispetto all’estate, tuttavia, aumenterebbero le possibilità di assistere alla formazione o al passaggio di depressioni mediterranee.

Il Mediterraneo caldo può alimentare i temporali

Uno degli osservati speciali sarà proprio la temperatura del Mediterraneo. Dopo il caldo persistente dei mesi estivi, il bacino arriva all’inizio dell’autunno conservando una considerevole quantità di energia.

Come evidenziato anche dalle analisi di Meteo Giuliacci, un mare particolarmente caldo può favorire una maggiore evaporazione, aumentando la quantità di umidità disponibile negli strati più bassi dell’atmosfera.

Quando sopra queste acque arriva aria più fresca e instabile, il contrasto può contribuire a creare condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali e precipitazioni localmente intense.

Il mare caldo, però, non è sufficiente da solo a provocare un evento estremo. Perché si verifichino nubifragi o temporali particolarmente violenti devono combinarsi numerosi fattori, dalla configurazione delle correnti alla posizione delle depressioni fino alle caratteristiche delle masse d’aria coinvolte.

El Niño, quale ruolo può avere sull’Europa

Nel quadro generale rientra anche El Niño, il fenomeno oceanico-atmosferico del Pacifico tropicale capace di produrre conseguenze sulla circolazione atmosferica globale.

La sua influenza sull’Europa è però molto meno diretta rispetto a quella esercitata su altre regioni del pianeta. Non è quindi possibile stabilire una relazione automatica tra El Niño e ciò che accadrà in Italia durante i prossimi mesi.

Il tempo europeo dipenderà dall’interazione tra diversi fattori, comprese le condizioni dell’Atlantico, la disposizione delle aree di alta e bassa pressione e l’evoluzione delle correnti atmosferiche.

A favorire un cambiamento rispetto all’estate sarà inoltre la normale evoluzione stagionale: con l’avanzare dell’autunno le correnti occidentali tendono a rafforzarsi e le perturbazioni possono trovare più facilmente la strada verso l’Europa meridionale.

Più piovoso, ma non necessariamente più freddo

C’è infine un’apparente contraddizione nello scenario delineato dai modelli: l’autunno potrebbe essere più perturbato senza essere necessariamente più freddo.

Le proiezioni lasciano infatti aperta la possibilità di temperature ancora superiori alle medie stagionali anche in presenza di una maggiore frequenza delle piogge.

Potremmo quindi assistere a un autunno più movimentato, caratterizzato dall’alternanza tra fasi miti e periodi di maltempo, con il Mediterraneo ancora caldo a rappresentare una variabile importante durante le perturbazioni più organizzate.

La cautela resta però indispensabile. Quella elaborata da ECMWF è una tendenza stagionale, non una previsione meteorologica puntuale: indica quale configurazione potrebbe risultare più frequente nell’arco di diversi mesi, ma non permette di conoscere in anticipo date, intensità e localizzazione delle singole ondate di maltempo.

Saranno le prossime emissioni dei modelli e, soprattutto, le previsioni a più breve termine a stabilire se e quando questo possibile cambio di scenario si tradurrà concretamente in piogge e temporali sull’Italia.

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