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“La fissava per ore!”. La follia di uno stalker: storia drammatica

Pubblicato: 07/09/2026 09:39

Per settimane la sua presenza era diventata sempre più difficile da ignorare. Arrivava sul posto di lavoro, si fermava a distanza e restava a osservare. Non sembrava esserci un motivo legato ai suoi spostamenti: il suo interesse era rivolto a una sola persona. Una situazione che, con il passare del tempo, avrebbe alimentato nella vittima una crescente preoccupazione.

Le richieste di incontrarsi continuavano nonostante i rifiuti. Anche quando la ragazza aveva chiarito di non essere interessata, il giovane avrebbe continuato a cercare un contatto, arrivando anche a procurarsi il suo numero di telefono e a utilizzarlo per chiamarla da utenze differenti. Una condotta che, secondo quanto ricostruito dalla polizia, si sarebbe protratta per mesi.
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L’arresto alla stazione Termini

Il 20enne, originario della Guinea, è stato arrestato dagli agenti della polizia ferroviaria alla stazione Termini di Roma, proprio nel luogo in cui lavorava la donna.

I poliziotti lo avrebbero trovato nei pressi delle biglietterie automatiche, intento a guardare con insistenza la dipendente dello scalo ferroviario. Il giovane si era appostato nella zona e la sua presenza ha provocato una forte agitazione nella vittima, che aveva già chiesto aiuto alle forze dell’ordine.

A intervenire sono stati gli agenti del Compartimento della Polizia ferroviaria del Lazio, che hanno bloccato il ragazzo e proceduto nei suoi confronti.

L’arresto è arrivato al termine di una vicenda che, secondo la ricostruzione degli investigatori, aveva avuto inizio nell’estate del 2025.

Le persecuzioni iniziate dopo un aiuto

La storia sarebbe cominciata dopo un episodio apparentemente privo di conseguenze. La donna aveva aiutato il giovane durante un’operazione commerciale. Da quel momento, però, il suo atteggiamento nei confronti della dipendente sarebbe progressivamente cambiato.

Il 20enne avrebbe iniziato a presentarsi più volte alla settimana nella stazione dove lavorava la ragazza. Non si sarebbe limitato a passare occasionalmente dallo scalo: secondo quanto ricostruito dalla polizia, avrebbe trascorso anche ore a osservarla durante il lavoro.

La presenza ripetuta del giovane avrebbe finito per trasformarsi in una situazione di forte pressione. Alle continue apparizioni sul luogo di lavoro si sarebbero aggiunte le insistenti richieste di appuntamenti, formulate nonostante i ripetuti rifiuti della vittima.

Il giovane avrebbe inoltre ottenuto il numero di telefono della donna, iniziando a contattarla attraverso numeri di telefono differenti. Un ulteriore elemento che avrebbe contribuito ad aumentare il disagio e la preoccupazione della ragazza.

Il divieto di avvicinamento

La vicenda aveva già portato all’adozione di un provvedimento nei confronti del 20enne. Il giovane era infatti già destinatario della misura del divieto di avvicinamento alla vittima.

Nonostante la misura, però, sarebbe tornato alla stazione Termini, avvicinandosi nuovamente al luogo di lavoro della donna. È proprio la presunta violazione del provvedimento a rendere particolarmente rilevante l’intervento della polizia ferroviaria.

Secondo quanto riferito, in alcune occasioni il ragazzo avrebbe inoltre assunto un atteggiamento di sfida, sostenendo che nessuno avrebbe potuto fargli nulla e che non sarebbe mai stato arrestato.

La sua presenza alla stazione, nonostante il divieto già disposto, ha invece portato all’intervento degli agenti.

L’arresto e la custodia in carcere

Dopo essere stato individuato nei pressi delle biglietterie automatiche, il giovane è stato arrestato dalla polizia ferroviaria. La violazione del divieto di avvicinamento ha fatto scattare il provvedimento e la successiva custodia cautelare in carcere.

L’intervento ha posto fine, almeno per il momento, alla presenza del 20enne nello scalo ferroviario dove la vittima lavorava e dove, secondo la ricostruzione, si era presentato ripetutamente nell’arco dei mesi.

Dall’estate del 2025 fino all’ultimo episodio alla stazione Termini, la condotta contestata al giovane avrebbe seguito un andamento caratterizzato da appostamenti, osservazioni prolungate, richieste di incontri e contatti telefonici attraverso numerazioni diverse.

La misura del divieto di avvicinamento non era però bastata a impedirgli di tornare sul posto di lavoro della donna. La nuova violazione ha quindi determinato l’arresto e il trasferimento in carcere, al termine dell’intervento degli agenti del Compartimento Lazio della Polizia ferroviaria.

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