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L’ex capo dell’Mi6: «Nessuna tregua tra Russia e Ucraina prima della primavera 2027»

Pubblicato: 07/09/2026 16:55

La guerra in Ucraina non finirà presto. Nessuna tregua prima della primavera del 2027 e nessuna vera prospettiva di pace finché Vladimir Putin resterà al potere. È lo scenario tracciato da John Sawers, ex direttore dell’Mi6, secondo il quale Mosca e Kiev sono ormai logorate dal conflitto ma non ancora abbastanza da trasformare la stanchezza in un negoziato. Perché si aprano condizioni concrete per una trattativa potrebbe essere necessario aspettare addirittura la fine del 2027.

Secondo Sawers, sia Mosca sia Kiev mostrano ormai evidenti segnali di stanchezza, ma le condizioni per fermare i combattimenti non sarebbero ancora mature. L’ex capo dei servizi britannici ritiene possibile che nel corso del 2027 si apra uno spazio negoziale, mentre considera molto più difficile arrivare a una pace stabile finché Vladimir Putin resterà alla guida della Russia.

Lo scenario di un conflitto congelato

Lo scenario più realistico, secondo Sawers, sarebbe quello di un progressivo ritorno a una situazione simile a quella vissuta dopo il 2014: un conflitto a bassa intensità, con il fronte sostanzialmente bloccato e senza una soluzione politica definitiva. Una condizione paragonabile a quella esistente tra l’annessione russa della Crimea e l’inizio dell’invasione su larga scala del febbraio 2022.

Prima di arrivare a quel punto, però, Russia e Ucraina potrebbero affrontare un inverno ad alta tensione. Sawers condivide infatti la valutazione secondo cui le recenti missioni diplomatiche di Steve Witkoff e Jared Kushner, inviati di Donald Trump tra Mosca e Kiev, difficilmente produrranno nell’immediato un cessate il fuoco o l’apertura di un negoziato strutturato.

L’ex direttore dell’Mi6 individua tuttavia alcuni elementi che potrebbero modificare gli equilibri. In Russia, sostiene, starebbero aumentando le voci critiche verso il proseguimento della guerra e la consapevolezza della necessità di trovare una via d’uscita. In Ucraina, invece, Volodymyr Zelensky attraverserebbe una fase più complessa, anche dopo le dimissioni del ministro della Difesa e le indagini per corruzione che hanno coinvolto alcuni suoi collaboratori.

Le condizioni per aprire il negoziato

Sawers giudica comunque importante che gli Stati Uniti continuino a mantenere aperto il dialogo con Putin, pur dichiarando scarsa fiducia nei mediatori scelti dalla Casa Bianca e definendo irrealistiche le condizioni poste dal Cremlino per un eventuale accordo.

La possibilità concreta di arrivare a un cessate il fuoco nel 2027, secondo l’ex capo dell’intelligence britannica, dipenderà soprattutto da due fattori: l’aumento dei costi umani e politici della guerra per entrambe le parti e l’eventuale arresto dei progressi militari ottenuti dalla Russia sul terreno. Solo allora potrebbe aprirsi uno spazio sufficiente per trasformare la pressione del conflitto in una vera trattativa.

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