
Lo scontro interno a Futuro Nazionale arriva a un punto di rottura. Luca Sforzini, tra i fondatori e iscritti della prima ora del movimento guidato da Roberto Vannacci, è stato espulso dopo settimane caratterizzate da dichiarazioni pubbliche e critiche rivolte alla gestione del partito.
Al centro della vicenda ci sono le parole con cui Sforzini aveva più volte contestato la direzione politica e organizzativa del movimento, arrivando a chiedere che Vannacci liberasse Futuro Nazionale dalle cosiddette “cornacchie nere”. La reazione del partito è stata l’apertura di un procedimento disciplinare culminato nell’espulsione. Sforzini, dal canto suo, ha immediatamente contestato la decisione, confermando tutte le proprie posizioni.
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L’espulsione di Sforzini
La decisione è stata assunta dalla Direzione Disciplinare Nazionale di Futuro Nazionale, che ha motivato il provvedimento facendo riferimento alle dichiarazioni rilasciate da Sforzini negli ultimi tempi.
“La Direzione Disciplinare Nazionale di FN ha deliberato l’espulsione dell’iscritto Luca Sforzini, a seguito delle sue ripetute sortite sulla stampa e sui social network foriere di attacchi ad altri iscritti del partito e di descrizioni del movimento del tutto infondate”, hanno riferito alle agenzie di stampa fonti interne a FN.
Alla deliberazione hanno preso parte il presidente Roberto Vannacci, il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, il responsabile organizzativo Edoardo Ziello e la responsabile del tesseramento Annamaria Frigo.
La stessa area dirigente ha accompagnato il provvedimento con un avvertimento rivolto a chiunque intendesse utilizzare il movimento per obiettivi personali.
“Se qualcuno pensa di utilizzare Futuro Nazionale per le proprie ambizioni personali volte a saziare appetiti antichi che si prestano alle mire di chi vuole avvelenare e soffocare il partito dall’interno deve sapere – si spiega – che qui ci sono degli anticorpi talmente forti da bloccare qualsiasi tentativo di sabotaggio”.
Una presa di posizione che segna la netta distanza tra la dirigenza del movimento e l’ex iscritto, ormai fuori da Futuro Nazionale.

La replica di Luca Sforzini
La risposta di Sforzini è arrivata dopo aver appreso dell’espulsione attraverso le agenzie di stampa. L’ex esponente di Futuro Nazionale ha contestato il metodo e ha rivendicato il contenuto delle dichiarazioni che avevano portato allo scontro.
“Leggo ed apprendo così dalle agenzie di stampa della mia espulsione da Futuro nazionale. Evidentemente a Vannacci i grilli parlanti non piacciono e le cornacchie nere, che si sono ormai impossessate della gestione del partito, amano lanciarli contro il muro”.
Sforzini chiarisce inoltre di non voler fare marcia indietro sulle posizioni espresse nelle settimane precedenti: non rinnega “una sola parola di ciò che ho detto e scritto in queste settimane”.
Nella sua ricostruzione, quelle parole rappresentano una precisa idea politica e organizzativa, fondata su “libertà, responsabilità, valorizzazione delle eccellenze, merito, Occidente e una destra finalmente capace di lasciarsi i mostri del Novecento alle spalle”.
La replica si chiude con un richiamo alla Costituzione e alla propria idea di appartenenza democratica.
“Sono e rimarrò fedele alla Repubblica democratica e alla sua Costituzione, quella stessa Costituzione – conclude Sforzini – sulla quale anche il generale Vannacci, a suo tempo, ha giurato. Evidentemente abbiamo una concezione diversa anche di cosa significhi essere coerenti. Le espulsioni appartengono ai partiti. Le idee, fortunatamente, no”.

La visione di Sforzini per Futuro Nazionale
Lo scontro non nasce soltanto dalle dichiarazioni delle ultime settimane. Nell’intervista pubblicata sull’ultimo numero di Millennium, il mensile del Fatto, Sforzini aveva già delineato una propria idea del futuro di Futuro Nazionale.
Si definiva esponente della “destra storica” e immaginava il movimento come una destra “polifonica e liberale”, nella quale potessero convivere diverse sensibilità: liberali, cattoliche, federaliste, sociali, libertarie e tradizionaliste.
La sua idea era quella di costruire un partito capace di rivolgersi a un’area ampia della destra, compresi coloro che si dichiarano fascisti, ma con l’obiettivo di ricondurli all’interno del sistema democratico e istituzionale.
Il partito, secondo Sforzini, dovrebbe essere “della nazione, non dei nostalgici”.
Una posizione che si accompagna alla considerazione positiva nei confronti di Vannacci, individuato come possibile “De Gaulle italiano”, ma anche alla preoccupazione per eventuali derive estremiste. Sforzini manifesta infatti timori rispetto a saluti romani ed episodi di propaganda che considera incompatibili con l’immagine politica che vorrebbe per il movimento.
Le posizioni politiche
Nel quadro delineato da Sforzini trovano spazio anche alcune posizioni sui principali temi politici. L’ex esponente di Futuro Nazionale critica quella che definisce accoglienza indiscriminata, esprime contrarietà a un ulteriore finanziamento della guerra in Ucraina e guarda con interesse al mondo Maga.
Sono tutti elementi che contribuiscono a delineare la sua idea di una destra diversa, capace di mantenere una forte identità politica ma, allo stesso tempo, di collocarsi pienamente nell’alveo democratico e istituzionale.
La sua espulsione chiude quindi, almeno sul piano organizzativo, il rapporto con Futuro Nazionale. Restano però intatte le posizioni che Sforzini ha espresso nelle ultime settimane e che hanno alimentato il confronto interno al movimento.
Il caso delle “cornacchie nere”, diventato il simbolo dello scontro tra l’ex iscritto e la dirigenza, si trasforma così in una vicenda che riguarda non soltanto un provvedimento disciplinare, ma anche l’identità che Futuro Nazionale intende assumere e il modo in cui vuole costruire la propria presenza politica.


