
Il silenzio accompagna l’arrivo di una bara bianca. Fuori, le strade raccontano un dolore condiviso attraverso drappi e fiocchi rossi, mentre dentro la chiesa sono soprattutto i familiari a stringersi attorno alla persona che non c’è più. È un momento sospeso, fatto di lacrime, preghiera e ricordi, prima che la comunità possa unirsi all’ultimo saluto.
Alle 10 il feretro arriva davanti alla chiesa Maria Regina. Ad attenderlo ci sono i parenti più stretti. La madre stringe tra le braccia un piccolo orsacchiotto bianco, un ricordo dell’infanzia della figlia. Il padre si avvicina alla bara e, tra le lacrime, si china per baciarla. Sono gesti semplici, ma raccontano la dimensione privata di un dolore che ha ormai coinvolto un’intera comunità.
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Il feretro nella chiesa Maria Regina
La vittima è Lorena Isceri, uccisa dal suo ex compagno, che secondo la ricostruzione ha prima rapito la donna sotto casa, l’ha rinchiusa nel bagagliaio e successivamente l’ha lanciata da un cavalcavia sulla A1.
Il feretro è arrivato nella mattinata davanti alla chiesa Maria Regina di Squinzano, in provincia di Lecce. La bara bianca è stata accolta nel silenzio dai familiari e dai parenti stretti.
La madre Antonietta ha stretto a sé l’orsacchiotto bianco appartenuto a Lorena e ricevuto quando era bambina. Il padre Franco, invece, si è avvicinato alla bara e, visibilmente commosso, ha baciato la figlia.
La camera ardente, allestita nella chiesa, è stata inizialmente chiusa ai giornalisti e alle persone che attendevano all’esterno. Una scelta pensata per consentire ai familiari di raccogliersi in preghiera e vivere in forma privata i primi momenti dell’ultimo saluto.

Squinzano si stringe attorno alla famiglia
Il dolore per la morte di Lorena ha coinvolto l’intero paese. Le strade di Squinzano sono state decorate con drappi e fiocchi rossi, mentre gli amici della donna hanno preparato due grandi immagini con il suo volto.
Una delle due gigantografie sarà sistemata all’esterno della chiesa, mentre l’altra troverà posto all’interno. Il Comune di Squinzano ha inoltre predisposto un maxi schermo sul piazzale della chiesa, così da permettere alla cittadinanza di seguire le esequie anche dall’esterno.
Anche abitazioni e balconi sono stati adornati con fiocchi e teli rossi. Un segno attraverso il quale la comunità sta accompagnando la famiglia in queste ore e manifesta la propria vicinanza dopo una morte che ha profondamente colpito il territorio.
Alla cerimonia è prevista anche la presenza del gonfalone della città. All’inizio della funzione sarà osservato un minuto di raccoglimento, mentre negozi e attività produttive sospenderanno temporaneamente il lavoro durante i funerali in segno di rispetto.
I rappresentanti delle istituzioni
Tra i banchi della chiesa sono attesi sindaci, amministratori ed esponenti delle istituzioni del territorio.
Nelle ore precedenti era circolata anche l’indiscrezione relativa alla possibile presenza di rappresentanti del governo, tra cui la premier Giorgia Meloni, ma tale eventualità non è stata confermata.
In Prefettura si è intanto svolto un incontro dedicato all’organizzazione del piano sicurezza. Difficile, tuttavia, prevedere quante persone arriveranno per partecipare alle esequie. L’attenzione è rivolta soprattutto alla famiglia di Lorena, ai genitori Antonia e Franco e al fratello Danilo.
Nel ricordo della donna torna anche la sua scelta di affrontare la difficile situazione con il proprio ex cercando il dialogo, convinta di poter “risolvere la situazione con il dialogo”.

La fiaccolata e gli altri appuntamenti
Il ricordo di Lorena non si fermerà alla giornata dei funerali. Nei giorni successivi sono già state organizzate altre iniziative per accompagnare la famiglia e mantenere viva la memoria della donna.
Dopo il momento di preghiera organizzato davanti alla casa della famiglia nella marina di Casalabate, dove Lorena aveva trascorso un paio di settimane di vacanza prima di rientrare a Firenze, venerdì sera è prevista una fiaccolata a Squinzano.
Il corteo partirà alle 20 dalla casa di via De Pietro e raggiungerà la panchina rossa di piazza Vittoria, simbolo del rifiuto della violenza di genere.
Per tutto il mese di settembre, inoltre, la facciata del Palazzo dell’Orologio, in piazza Plebiscito, sarà illuminata di rosso. Anche questo gesto nasce dalla volontà della comunità di ricordare Lorena e di esprimere solidarietà ai suoi familiari.
Squinzano si prepara così a vivere un momento di dolore collettivo. Tra il silenzio della chiesa, le immagini preparate dagli amici, i fiocchi rossi comparsi sulle strade e le iniziative organizzate nei prossimi giorni, la comunità accompagna l’ultimo viaggio di Lorena Isceri e si raccoglie attorno alla sua famiglia.


