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Guerra in Iran, Usa distruggono cinque petroliere. Teheran attacca la Giordania con missili e bombe a grappolo

Pubblicato: 09/09/2026 07:18

La guerra tra Stati Uniti e Iran entra in una fase ancora più pericolosa, con lo scontro che si allarga alle rotte energetiche del Golfo e coinvolge direttamente la Giordania. Il Centcom ha annunciato la distruzione di cinque petroliere iraniane, quattro colpite nel Golfo dell’Oman e una nei pressi dell’isola di Kharg, presentando l’operazione come una rappresaglia dopo i tentativi di Teheran di colpire unità militari americane. La risposta iraniana è arrivata poche ore dopo: missili balistici contro basi statunitensi in territorio giordano, con segnalazioni sull’impiego di munizioni a grappolo, mentre le Guardie rivoluzionarie hanno rivendicato attacchi contro due imbarcazioni americane, otto petroliere e altre dieci navi nello Stretto di Hormuz. Sullo sfondo cresce anche la minaccia alle petroliere nei porti di Kuwait e Bahrein, mentre il prezzo del petrolio torna a sfiorare i 100 dollari al barile.

05:30 – Teheran rivendica attacchi contro due navi Usa e otto petroliere
Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver attaccato due imbarcazioni statunitensi, otto petroliere e dieci navi definite “non conformi” mentre cercavano di attraversare lo Stretto di Hormuz. La rivendicazione è stata diffusa dai media di Stato e dall’agenzia ufficiale Irna. Secondo il comunicato dei Pasdaran, le imbarcazioni sarebbero state prese di mira perché avrebbero tentato di attraversare un’area indicata da Teheran come vietata e non sicura. L’annuncio rappresenta un nuovo passaggio nell’escalation sulle rotte marittime del Golfo, diventate uno dei principali fronti dello scontro con Washington.

04:45 – Axios: Trump non ostacola le nuove sanzioni britanniche sugli insediamenti israeliani
L’amministrazione americana di Donald Trump non si sarebbe opposta all’iniziativa promossa dal Regno Unito per introdurre nuove sanzioni contro individui ed entità coinvolti negli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata. Lo riferisce Axios citando funzionari statunitensi e diplomatici occidentali. All’iniziativa britannica avrebbero aderito altri undici Paesi occidentali. Le misure comprendono anche il divieto di importazione di merci provenienti dagli insediamenti e arrivano dopo la decisione del governo Netanyahu di procedere con un nuovo insediamento nell’area E1.

03:40 – Attacco iraniano sulla Giordania con munizioni a grappolo
L’Iran avrebbe utilizzato munizioni a grappolo nell’attacco contro la Giordania, secondo quanto riferito da un funzionario statunitense a Fox News. Un ordigno sarebbe stato ripreso mentre rilasciava una serie di submunizioni prima di essere intercettato dai sistemi di difesa aerea. Secondo Reuters non sono state segnalate vittime. L’episodio si inserisce nell’ondata di missili lanciata da Teheran contro obiettivi militari statunitensi presenti nel regno.

03:21 – Giordania: abbattuti 18 missili iraniani
Le forze armate giordane hanno annunciato di aver intercettato e distrutto 18 missili balistici iraniani diretti verso il territorio del regno. In totale, secondo il comunicato dell’esercito, sarebbero stati lanciati 20 missili: due sono riusciti a superare la difesa aerea, ma sarebbero caduti in aree disabitate. Le autorità militari giordane hanno precisato che gli ordigni provenivano dall’Iran. L’attacco conferma il coinvolgimento sempre più diretto della Giordania nell’escalation tra Teheran e Washington.

03:21 – Petrolio vicino ai 100 dollari al barile dopo la nuova escalation
La tensione in Medio Oriente continua a spingere verso l’alto il prezzo del petrolio. Nelle prime contrattazioni asiatiche il Brent del Mare del Nord, con consegna a novembre, ha raggiunto quota 99,38 dollari al barile, in rialzo dell’1,49%. Il giorno precedente aveva toccato anche 99,46 dollari. Il West Texas Intermediate con consegna a ottobre è invece salito dell’1,59%, a 94,51 dollari. A pesare sui mercati sono soprattutto i nuovi attacchi alle petroliere e il crescente rischio per i traffici nello Stretto di Hormuz.

01:27 – Teheran: colpita una base americana in Giordania
Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato un attacco missilistico contro la base statunitense di Al-Azraq, in Giordania. Secondo quanto riferito dall’agenzia Irna, l’azione sarebbe stata condotta con “pesanti attacchi missilistici” nell’ambito di quella che Teheran ha definito un’“operazione punitiva”. L’attacco è stato presentato come una rappresaglia per le operazioni americane contro le imbarcazioni iraniane. Nella base e nell’area dell’aeroporto di Muwaffaq Salti sono schierati numerosi velivoli militari statunitensi.

00:52 – L’Iran minaccia petroliere in Kuwait e Bahrein
I Guardiani della Rivoluzione hanno minacciato di colpire le petroliere presenti nei porti del Kuwait e del Bahrein, invitando gli equipaggi ad abbandonare immediatamente le navi. In un comunicato diffuso dall’agenzia Irna, Teheran ha accusato i due Paesi di ospitare forze americane e di essere complici delle operazioni militari contro l’Iran. La minaccia riguarda sia le petroliere ancorate sia quelle ormeggiate alle banchine, che secondo i Pasdaran potrebbero diventare nuovi bersagli.

00:31 – Centcom: distrutte cinque petroliere iraniane
Il Comando centrale statunitense, il Centcom, ha confermato che le forze armate americane hanno distrutto cinque petroliere iraniane. Quattro sarebbero state colpite nel Golfo dell’Oman, al di fuori dello Stretto di Hormuz, mentre una quinta è stata attaccata nelle vicinanze dell’isola di Kharg. Washington sostiene che gli equipaggi siano stati avvertiti in anticipo e abbiano avuto la possibilità di lasciare le imbarcazioni. L’operazione è stata presentata come una risposta ai ripetuti tentativi iraniani di colpire unità militari statunitensi.

00:28 – Rubio: “Se l’Iran colpisce le nostre navi perderà petroliere”
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha lanciato un nuovo avvertimento a Teheran dopo gli attacchi contro le unità militari degli Stati Uniti. “Ogni volta che l’Iran prenderà di mira navi della Marina statunitense, perderà petroliere”, ha dichiarato. Le parole di Rubio arrivano mentre Washington rivendica la distruzione di cinque navi iraniane e lascia intendere che la risposta militare potrebbe ripetersi in caso di nuovi attacchi contro la flotta americana.

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