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Malore improvviso, muore a soli 63 anni Roberto Santini

Pubblicato: 10/09/2026 17:02

È morto improvvisamente a 63 anni Roberto Santini, storico titolare del Bagno Piero di Forte dei Marmi, tra i nomi più rappresentativi della tradizione balneare della Versilia. L’imprenditore è deceduto nella mattinata di giovedì 10 settembre, dopo un malore fatale che ha sconvolto la comunità locale.

A Forte dei Marmi Santini era molto più del proprietario di uno stabilimento celebre: incarnava un’idea di accoglienza familiare, riservata e fortemente radicata nel territorio. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo in una località della quale era diventato, negli anni, uno dei volti più riconoscibili.

Roberto Santini e il Bagno Piero, una storia lunga quasi un secolo

Il nome di Roberto Santini era indissolubilmente legato al Bagno Piero, uno degli stabilimenti più conosciuti della costa toscana. Un luogo diventato nel tempo punto di riferimento per famiglie, imprenditori, artisti e personaggi dello spettacolo, tra cui lo storico presidente dell’Inter Massimo Moratti, cliente affezionato da anni.

La storia dello stabilimento comincia nel 1933, quando i nonni di Roberto, Sebastiano e Siria Santini, avviarono l’attività. Da allora il Bagno Piero è rimasto nelle mani della famiglia, attraversando le profonde trasformazioni della Versilia: dalle estati delle grandi famiglie italiane del dopoguerra fino al turismo internazionale del lusso e all’epoca dei social network.

La discrezione come cifra dell’ospitalità

Santini ha raccolto e portato avanti quella eredità con un tratto preciso: la discrezione. Al Bagno Piero hanno trascorso le loro estati famiglie come gli Agnelli, i Moratti e i Barilla, insieme a esponenti dell’aristocrazia, dell’industria, della cultura e dello spettacolo. Eppure lo stabilimento ha mantenuto una dimensione riservata, lontana dalla ricerca dell’esposizione pubblica.

Per il titolare, il valore di Forte dei Marmi non risiedeva soltanto nell’esclusività, ma nella possibilità di costruire rapporti duraturi: clienti che tornano nella stessa tenda estate dopo estate, pranzi in spiaggia, biciclette e una familiarità maturata nel tempo. Un modello di villeggiatura che aveva contribuito a rendere celebre il Forte anche fuori dall’Italia.

Innovare senza perdere l’identità di Forte dei Marmi

Solo pochi mesi fa, Roberto Santini aveva riflettuto sui cambiamenti vissuti dalla località dagli anni Sessanta a oggi. Per lui non era pensabile fermare il tempo: il turismo doveva evolversi, così come le imprese. Ma il cambiamento, secondo la sua visione, non doveva cancellare i caratteri che avevano reso unica la Versilia.

La sua posizione si riassumeva nella volontà di innovare senza cancellare l’identità. Anche parlando della trasformazione di Forte dei Marmi, Santini aveva indicato una differenza netta tra la villeggiatura vissuta con naturalezza e la ricerca dell’ostentazione. “Un tempo si veniva anche per restare nell’ombra, oggi molto più spesso per farsi vedere”.

La battaglia per gli stabilimenti balneari del Forte

Negli anni Santini era diventato anche una voce ascoltata nel confronto sul futuro delle concessioni balneari. Aveva criticato l’immobilismo del settore e chiesto risposte concrete sulla questione delle gare per l’assegnazione delle spiagge, ritenendo necessario affrontare una situazione da tempo al centro del dibattito nazionale.

Allo stesso tempo, difendeva la tipicità degli stabilimenti di Forte dei Marmi. Non semplici attività economiche, ma luoghi legati alla memoria, alle famiglie e all’identità della comunità. La sua era una posizione pragmatica: preservare ciò che aveva funzionato per generazioni, senza trasformare la tradizione in immobilismo.

Il cordoglio del sindaco Bruno Murzi

La notizia della morte di Roberto Santini ha suscitato cordoglio nell’intero paese. L’amministrazione comunale di Forte dei Marmi ha ricordato l’imprenditore come una figura appartenente alla storia stessa della località, non soltanto come esponente di una delle famiglie storiche della balneazione fortemarmina.

“Forte dei Marmi perde una persona che apparteneva alla sua storia e alla sua identità”, ha dichiarato il sindaco Bruno Murzi, definendolo “un volto del paese”. Il primo cittadino ha richiamato il suo legame con le tradizioni locali e quel modo “autentico e discreto” di vivere il Forte che Santini aveva sempre rappresentato.

Il ricordo della Regione Toscana

Messaggi di vicinanza sono arrivati anche dalla Regione Toscana. L’assessora regionale al turismo culturale Cristina Manetti ha indicato Santini come uno dei volti storici dell’accoglienza balneare versiliese, un portabandiera di una tradizione condotta con “passione e lungimiranza”.

Secondo Manetti, sotto la guida della famiglia Santini il Bagno Piero non era soltanto una struttura turistica, ma un luogo di incontro, confronto e dibattito, frequentato nel corso degli anni da molte personalità. Un ruolo che racconta il peso dello stabilimento nella vita sociale, oltre che economica, della Versilia.

Un’eredità che va oltre la spiaggia

La scomparsa di Roberto Santini, a soli 63 anni, supera dunque i confini del settore balneare. Con lui se ne va un imprenditore per il quale lo stabilimento rappresentava insieme lavoro, storia familiare e responsabilità verso il territorio. Una figura capace di custodire il passato senza rinunciare a interrogarsi sul futuro.

Resta l’immagine di una Forte dei Marmi discreta, fatta di fedeltà, relazioni personali e ospitalità senza clamore. È questa l’eredità più evidente lasciata dal titolare del Bagno Piero: la difesa di un modo di intendere l’accoglienza che ha contribuito a costruire l’identità della località nel mondo.

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