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El Koudri, spuntano quattro video cancellati dell’attentatore di Modena. Diceva: “L’Italia va distrutta”

Pubblicato: 12/09/2026 13:23

Quattro video registrati nelle ore immediatamente precedenti alla strage di Modena sono ora al centro degli accertamenti degli investigatori. I filmati erano stati pubblicati su Instagram e successivamente cancellati, ma sarebbero rimasti memorizzati sul cellulare di Salim el Koudri, il 31enne accusato di aver travolto diverse persone con una Citroen C3 nel centro della città il 16 maggio.

Le immagini, secondo quanto ricostruito da Fausto Biloslavo per Il Giornale, mostrerebbero l’uomo mentre parla da solo e pronuncia una serie di frasi che gli investigatori stanno analizzando. Tre registrazioni sarebbero state effettuate all’interno dell’automobile, mentre la quarta risalirebbe alla notte tra il 15 e il 16 maggio e sarebbe stata realizzata nella sua abitazione, al buio. Nei video il 31enne appare agitato e sceglie di parlare in inglese, nonostante conosca bene la lingua italiana.
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I quattro video prima della strage

Il materiale acquisito dal cellulare costituisce uno degli elementi sui quali si concentrano le indagini su Salim el Koudri. I quattro filmati sarebbero stati realizzati nell’arco delle 48 ore precedenti alla strage e poi caricati su Instagram, prima di essere rimossi.

In tutti i video l’uomo si rivolge ripetutamente a un interlocutore che identifica come «brother», utilizzando anche la forma abbreviata «bro». Al momento, secondo una fonte citata dal quotidiano, non sarebbe stata individuata una persona reale alla quale quei messaggi fossero effettivamente indirizzati.

A suscitare particolare attenzione è soprattutto il contenuto dei monologhi. El Koudri parla dell’Italia, attacca gli americani e sostiene che il Paese dovrebbe essere distrutto perché, a suo dire, sarebbe sottomesso agli Stati Uniti. Nei suoi discorsi compaiono inoltre riferimenti ai ricchi, agli ebrei e a non meglio precisati poteri forti.

Le registrazioni contengono anche riferimenti agli antichi romani e alla guerra, oltre alla presenza di un meme dedicato a Donald Trump, accompagnato dalla frase «bla, bla, bla». Non viene nominata direttamente Gaza, ma nei monologhi compare un riferimento a persone mutilate.

I precedenti e i video sugli attentati

Tra gli elementi esaminati dagli investigatori ci sarebbe anche un’attività precedente alla strage di Modena. Secondo la ricostruzione riportata da Biloslavo, alcuni mesi prima dei fatti El Koudri avrebbe guardato online filmati relativi ad attentati jihadisti compiuti utilizzando veicoli contro la folla.

Si tratta di un particolare che assume rilievo perché la stessa modalità sarebbe stata poi utilizzata nell’investimento avvenuto a Modena. Una fonte vicina all’inchiesta avrebbe definito quella dinamica una «metodologia tipica jihadista».

Il riferimento, tuttavia, non equivale all’accertamento di un legame con organizzazioni terroristiche. Al momento, infatti, non sarebbe emerso un progetto specifico riconducibile a gruppi terroristici né un collegamento strutturato con ambienti islamisti.

Gli investigatori stanno quindi valutando gli elementi disponibili senza che, allo stato attuale, sia stata contestata l’aggravante del terrorismo.

I contatti e i periodi all’estero

Sul cellulare di El Koudri sarebbero stati trovati anche numeri telefonici britannici e statunitensi, apparentemente associati ad attività legate ai videogiochi e a un’applicazione di scacchi. Anche questi contatti sono oggetto di approfondimenti.

Un altro elemento riguarda gli spostamenti effettuati dall’uomo prima della strage. Tra il 2024 e il 2025 avrebbe trascorso diversi mesi tra Germania e Londra. Anche in questo caso, secondo quanto riferito, le verifiche non avrebbero fatto emergere rapporti organizzati con ambienti islamisti.

Gli accertamenti cercano quindi di stabilire quale significato attribuire all’insieme di questi elementi: i video, i contenuti pubblicati online, le ricerche effettuate in precedenza e i contatti presenti sul telefono.

L’accusa e la perizia psichiatrica

Il bilancio della tragedia è stato pesantissimo. L’investimento ha provocato sette feriti e la morte di Monica Esposito, deceduta il 22 luglio dopo essere rimasta senza riprendere conoscenza dalle conseguenze riportate nell’impatto.

Nei confronti di El Koudri sono state formulate accuse di strage, lesioni gravissime e omicidio volontario. Al momento, però, non risultano contestate le aggravanti della premeditazione e del terrorismo.

La procura ha inoltre chiesto una perizia psichiatrica. Al 31enne era stato diagnosticato in precedenza un disturbo della personalità, ma avrebbe successivamente interrotto il percorso di cura.

C’è poi un ulteriore elemento che gli investigatori devono valutare: nel 2021 El Koudri aveva inviato una mail all’Università di Modena, contestando il fatto di non aver trovato un lavoro e utilizzando espressioni minacciose nei confronti dei cristiani.

I quattro video recuperati dal cellulare aggiungono dunque nuovi elementi all’inchiesta, ma il loro significato dovrà essere stabilito attraverso gli accertamenti ancora in corso. In particolare, resta da chiarire se i contenuti registrati nelle ore precedenti alla strage possano contribuire a ricostruire lo stato mentale dell’uomo e le motivazioni che lo avrebbero portato a compiere l’investimento.

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