
I tre bambini della famiglia nel bosco si preparano al primo ingresso a scuola. Un passaggio importante dopo la vicenda che li ha coinvolti. Il 16 settembre sarà una giornata destinata a segnare una svolta per i tre minori: per la prima volta entreranno in una scuola, dopo il percorso di istruzione domestica seguito fino a oggi. I due gemelli saranno inseriti in seconda elementare, mentre la sorella maggiore inizierà la quarta classe della primaria. La scuola individuata è un istituto statale di Vasto, città nella quale i bambini si trovano dal 20 novembre.
Per loro è stato previsto un percorso scolastico senza tempo pieno. Una scelta che dovrebbe lasciare libere le ore pomeridiane, destinate agli incontri con i genitori. Secondo quanto riferito dall’avvocato Simone Pillon, prima dell’inizio delle lezioni potrebbe inoltre esserci la possibilità che i tre bambini trascorrano alcune ore nell’abitazione di Palmoli.
L’inserimento nel nuovo ambiente scolastico dovrebbe avvenire in modo graduale, con l’attenzione della Neuropsichiatria infantile di Vasto-Lanciano-Chieti. L’obiettivo è accompagnare i minori nel passaggio dall’istruzione domestica alla frequenza di una scuola, monitorando l’evoluzione del loro percorso.
A disciplinare anche i rapporti con i genitori è un’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Nei primi giorni, secondo quanto previsto dal provvedimento, sono programmati momenti trascorsi insieme a madre e padre, prima del rientro pomeridiano nella struttura che ospita i bambini.
Durante la settimana gli incontri con i genitori dovrebbero svolgersi con la presenza di un’educatrice. Per il fine settimana è invece prevista un’organizzazione più ampia: l’ipotesi è che i tre minori possano rimanere con entrambi i genitori dal venerdì pomeriggio fino alla domenica sera.
Parallelamente al percorso scolastico, resta aperto il fronte giudiziario. Il 10 settembre la difesa ha presentato alla Corte d’Appello un reclamo contro la decisione assunta dal Tribunale per i minorenni. L’atto, composto da 66 pagine, contiene diverse contestazioni rispetto al provvedimento.
Tra i punti sollevati dall’avvocato Pillon c’è anche la questione dei possibili rischi sanitari legati, secondo la difesa, alla permanenza dei bambini lontano dal nucleo familiare. Nel reclamo viene inoltre contestata quella che il legale considera una limitazione delle prerogative dei genitori nelle scelte riguardanti l’educazione e il percorso scolastico dei figli.
La richiesta della difesa è chiara: il rientro immediato dei tre bambini nella casa familiare e il ripristino dell’istruzione domiciliare, attraverso un programma didattico affidato a due docenti messi a disposizione dal Comune. Una richiesta che ora dovrà essere valutata nell’ambito del procedimento davanti alla Corte d’Appello.
La vicenda si trova così in un passaggio particolarmente delicato, con tre percorsi destinati a intrecciarsi: scuola, famiglia e giustizia. Da una parte l’ingresso dei bambini in un nuovo ambiente educativo, dall’altra il mantenimento dei rapporti con i genitori e, sullo sfondo, il procedimento giudiziario chiamato a stabilire quale sarà il futuro del loro percorso familiare e scolastico.


