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Addio bollo auto, chi risparmia e chi invece viene escluso: le decisioni del governo

Pubblicato: 17/09/2026 07:36

Addio al bollo auto per milioni di italiani? Dal 2027 potrebbe scattare l’esenzione dalla tassa automobilistica per una larga parte di automobilisti e motociclisti. Il Consiglio dei ministri ha approvato una misura che, secondo le stime del governo, potrebbe coinvolgere circa 14,5 milioni di veicoli, oltre il 70% dell’intero parco circolante nazionale. L’obiettivo dichiarato è alleggerire il peso fiscale sulle famiglie che utilizzano quotidianamente auto e moto di potenza più contenuta.

Ma chi, concretamente, potrebbe smettere di pagare il bollo? La platea comprende le persone fisiche proprietarie di autovetture a benzina, diesel o ibride con una potenza non superiore a 80 kW, pari a circa 109 cavalli. Per capire se la propria automobile rientra nel limite non bisogna affidarsi alla cilindrata: il dato decisivo è quello indicato sulla carta di circolazione, alla voce relativa alla potenza espressa in kilowatt.

La novità riguarderebbe anche il mondo delle due ruote. L’esenzione è infatti prevista per motocicli e ciclomotori, senza un limite specifico di cilindrata o potenza. C’è però una condizione importante: l’agevolazione sarà riconosciuta per un solo veicolo per contribuente. Chi possiede più mezzi intestati a proprio nome non potrà quindi azzerare il bollo di tutti.

E come verrà individuato il veicolo agevolato in caso di più mezzi? Secondo le regole previste, l’esenzione dovrebbe essere applicata automaticamente al veicolo con la potenza inferiore. Un dettaglio tutt’altro che secondario, soprattutto per chi possiede contemporaneamente un’automobile e una moto o più vetture con caratteristiche differenti.

Tra le auto più diffuse che, nelle versioni meno potenti, possono rientrare nella soglia degli 80 kW figurano Fiat Pandina, Dacia Sandero, Citroën C3, Toyota Yaris, Renault Clio, Volkswagen Polo, Seat Ibiza, Peugeot 208, Opel Corsa, Hyundai i20 e Lancia Ypsilon. Nell’elenco può rientrare anche la Jeep Avenger 1.2 Turbo da 74 kW. Bisogna però verificare sempre la specifica versione del veicolo: lo stesso modello può infatti essere venduto con motorizzazioni e potenze differenti.

Il criterio, insomma, non è quello del modello ma della potenza effettivamente indicata sul documento di circolazione. A beneficiare maggiormente della misura sarebbero soprattutto citycar, utilitarie e piccoli crossover, cioè una fascia di automobili particolarmente diffusa tra le famiglie italiane. Per questo il governo stima una platea potenziale di diversi milioni di proprietari interessati.

Al contrario, resterebbero fuori dall’esenzione le vetture con potenza superiore a 80 kW. Nelle versioni più potenti, quindi, non rientrerebbero molte Volkswagen Golf, Toyota Yaris Cross, Audi A3, BMW Serie 1 e Mercedes Classe A, oltre a numerosi modelli di fascia medio-alta e sportiva. Per le automobili più potenti resterebbe inoltre in vigore l’attuale disciplina, compreso il superbollo nei casi previsti dalla legge.

La nuova regola, se confermata nei termini indicati, riguarderà i pagamenti con scadenza compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Per il 2026, invece, non cambierebbe nulla: i proprietari continueranno a versare il bollo secondo le norme attualmente applicabili. Un passaggio fondamentale, perché l’eventuale risparmio non sarebbe quindi immediato, ma scatterebbe con le scadenze interessate dalla nuova disciplina.

Il conto finale coinvolge anche le Regioni, che oggi incassano il gettito della tassa automobilistica. Per compensare le minori entrate derivanti dall’esenzione, il governo prevede trasferimenti statali dedicati. La misura si presenta così come un intervento fiscale di ampia portata: dal 2027, per milioni di proprietari di auto meno potenti e per i titolari di motocicli e ciclomotori, una voce tradizionalmente presente nel bilancio familiare potrebbe essere destinata a sparire.

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