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“Un serial killer”. Morte 4 studentesse Erasmus: ora la notizia terrificante

Pubblicato: 17/09/2026 09:46

Un’esperienza di studio all’estero, nata con l’idea di conoscere un nuovo Paese, frequentare l’università e costruire un percorso personale lontano da casa, si è trasformata in una tragedia. Quello che doveva essere un periodo dedicato alla formazione e alla scoperta si è interrotto improvvisamente, lasciando una famiglia alle prese con una perdita difficile da comprendere e con interrogativi che attendono ancora una risposta.

Dietro il dolore dei familiari resta soprattutto il ricordo di una giovane donna che aveva scelto di partire per un’esperienza accademica. Un progetto cominciato da poco e spezzato da un’aggressione violenta. La vicenda ha inoltre riacceso l’attenzione sulla sicurezza degli studenti all’estero, soprattutto quando episodi diversi finiscono per coinvolgere persone appartenenti alla stessa comunità universitaria.
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L’omicidio in Messico

La vittima è Claudia Tacoronte Aguilera, 21 anni, studentessa di educazione infantile all’Università di Granada. La giovane si trovava in Messico da circa tre settimane per un periodo accademico presso l’Universidad Autónoma del Estado de Morelos (UAEM), a Cuernavaca.

L’omicidio è avvenuto a Cuautla, nello Stato di Morelos. Claudia si era recata in città per partecipare alla Festa dell’Erba medicinale quando è stata aggredita per strada.

Secondo la ricostruzione attribuita agli accertamenti della Procura e ai reportage di Proceso ed El Diario, un uomo avrebbe cercato di strapparle il cellulare. La ragazza avrebbe tentato di fuggire, riuscendo a raggiungere il Centro Culturale della cittadina. L’aggressore, però, l’avrebbe inseguita anche all’interno della struttura, dove l’avrebbe colpita ripetutamente con un’arma da taglio prima di allontanarsi.

Le ferite riportate dalla studentessa sono risultate mortali.

La denuncia della sorella

A parlare pubblicamente della tragedia è stata Lara Tacoronte, sorella della vittima. Le sue parole, riportate da testate internazionali come El País ed El Diario, raccontano il dolore della famiglia e la rabbia per una morte che, secondo la sua denuncia, avrebbe potuto essere evitata.

La sorella ha posto l’accento anche sulla questione della sicurezza e sulla presenza di altre giovani vittime legate alla comunità universitaria. Il suo interrogativo riguarda soprattutto la possibilità che episodi così gravi possano ripetersi mentre le studentesse si trovano lontano dalle proprie famiglie per motivi di studio.

Gli altri casi nell’università

Dopo l’omicidio, l’Università di Granada ha deciso di sospendere immediatamente i programmi di scambio con l’Universidad Autónoma del Estado de Morelos.

La decisione è arrivata dopo una serie di omicidi avvenuti nello Stato di Morelos. Secondo le fonti citate nel testo, dall’inizio dell’anno si contano oltre venti femminicidi, quattro dei quali avrebbero coinvolto direttamente la comunità studentesca.

Prima di Claudia, a febbraio era stata uccisa Kimberly Yoselin Ramos Beltrán, 18 anni, ritrovata morta dieci giorni dopo la scomparsa. A marzo era stata uccisa Carol Toledo Gómez, anche lei diciottenne. A maggio aveva perso la vita Michelle Itzayana Fuentes Calderón, indicata dalle fonti estere come una giovane di circa 20 anni e figlia di una docente dell’ateneo.

La successione degli episodi ha aumentato le preoccupazioni legate alla sicurezza nella zona e ha contribuito alla decisione dell’ateneo spagnolo di interrompere gli scambi con l’università messicana.

Il presunto assassino

Per l’omicidio di Claudia, la Fiscalía General del Estado de Morelos ha identificato un presunto responsabile. Si tratta di un uomo della zona di Cuautla conosciuto con l’alias di “El Trompas”, indicato dagli inquirenti come Francisco Javier.

Nei suoi confronti è stato emesso un mandato di cattura per femminicidio. L’uomo viene quindi indicato come presunto responsabile dell’omicidio e la sua posizione dovrà essere accertata nell’ambito del procedimento giudiziario.

La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha assicurato che il responsabile sarà consegnato alla giustizia.

Parallelamente, sui social network sono circolate ipotesi sull’esistenza di un possibile unico responsabile dietro gli omicidi delle studentesse. Le autorità e gli analisti citati nelle ricostruzioni hanno però precisato che non si tratterebbe di un unico assassino e che gli episodi potrebbero essere riconducibili a persone diverse.

Per la famiglia resta ora il dolore per la perdita di una giovane partita per un’esperienza di studio e morta dopo appena poche settimane dal suo arrivo in Messico. Una vicenda che ha riportato al centro dell’attenzione la sicurezza degli studenti universitari all’estero e le condizioni nelle quali vengono svolti i programmi di mobilità accademica.

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