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“Salmonella a scuola!”. Paura in Italia: decine di bimbi coinvolti

Pubblicato: 18/09/2026 08:33

Prima arrivano i sintomi, spesso improvvisi e difficili da ricondurre a una causa precisa. Febbre alta, vomito e diarrea possono comparire nell’arco di poche ore, trasformando una normale giornata in un momento di preoccupazione, soprattutto quando a stare male sono bambini. Poi iniziano le segnalazioni, le verifiche e il tentativo di capire se episodi apparentemente separati siano in realtà collegati tra loro.

È da qui che prende forma un’indagine sanitaria che coinvolge famiglie, scuole e personale scolastico. Quando i casi aumentano, l’attenzione si sposta inevitabilmente sui possibili fattori comuni e sulle attività svolte nei giorni precedenti alla comparsa dei sintomi. Ma individuare l’origine di un focolaio richiede accertamenti e analisi, e non sempre è possibile arrivare subito a una risposta.
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In Val Trompia, nel Bresciano, il conteggio delle persone colpite da quella che è stata individuata come un’epidemia di gastroenterite da salmonella è salito a 114 casi accertati, considerando adulti e minori. Sono invece 12 le persone ricoverate, otto delle quali si trovano al Civile e quattro in Poliambulanza.

L’Ats ha precisato che l’aumento del numero complessivo non corrisponde alla comparsa di una nuova serie di casi. Si tratta infatti di persone che si sarebbero ammalate nello stesso periodo degli altri pazienti, ma che inizialmente non erano state segnalate. Il dato aggiornato permette quindi di avere un quadro più completo delle persone coinvolte.

La vicenda era emersa lo scorso 11 settembre, quando diversi bambini e alcuni adulti, tra docenti, collaboratori scolastici e personale amministrativo, avevano iniziato a manifestare i disturbi tipici dell’infezione: febbre alta, vomito e diarrea.

Mense scolastiche sospese in via cautelativa

L’attenzione si è concentrata sulle scuole e, in particolare, sul servizio di ristorazione. Dal 14 settembre, le amministrazioni comunali di Gardone Val Trompia, Inzino, Magno e Concesio hanno deciso di sospendere in via cautelativa la fornitura dei pasti alle mense scolastiche da parte della ditta incaricata.

Per assicurare comunque la preparazione dei pasti, il servizio è stato affidato ad altri centri di cottura, non coinvolti nella vicenda. La decisione è stata presa mentre proseguivano gli accertamenti per individuare l’origine della tossinfezione alimentare.

Al momento, tuttavia, non è possibile stabilire con certezza che la presenza del batterio sia riconducibile agli alimenti consumati nelle scuole. Il collegamento resta dunque da verificare attraverso gli esami e le analisi ancora in corso.

Gli accertamenti sul pranzo dell’11 settembre

Le verifiche condotte da Ats e Nas, il Comando dei carabinieri per la tutela della salute, si stanno concentrando anche sulla società incaricata della preparazione dei pasti.

Dalle prime ricostruzioni è emerso che la ditta avrebbe preparato più di 200 porzioni tra il 10 e l’11 settembre. Particolare attenzione è rivolta al pranzo dell’11 settembre, quando agli alunni erano stati serviti pasta con pomodorini e mozzarella e pesce cotto al forno.

Gli alimenti consumati quel giorno rappresentano quindi uno degli elementi sui quali si stanno concentrando le verifiche. Non è però ancora possibile indicare con certezza uno specifico alimento come responsabile della contaminazione.

La ricostruzione dell’origine del focolaio resta pertanto aperta. Gli accertamenti dovranno stabilire se esista effettivamente un rapporto tra i pasti distribuiti nelle mense scolastiche e i casi di salmonella registrati.

Attesa per gli esiti degli esami

Il quadro, dunque, è ancora in fase di definizione. Il bilancio comprende 114 casi accertati tra adulti e minori e 12 ricoveri, mentre l’Ats ha chiarito che parte delle persone conteggiate era già stata colpita nello stesso periodo degli altri casi e non rappresenta quindi necessariamente una nuova fase dell’epidemia.

Nel frattempo, la sospensione della fornitura dei pasti da parte della ditta interessata e il ricorso ad altri centri di cottura hanno consentito alle amministrazioni di adottare una misura cautelativa per le mense scolastiche coinvolte.

La domanda principale resta però ancora senza una risposta definitiva: da dove è partita la contaminazione? Per stabilirlo serviranno gli esiti degli esami attualmente in corso. Secondo quanto comunicato dall’Ats, bisognerà attendere ancora alcuni giorni prima di poter disporre dei risultati e comprendere se gli alimenti serviti nelle scuole abbiano avuto un ruolo nell’epidemia di gastroenterite da salmonella.

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