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“Pensavo scherzasse, poi…”. Muore così tra le braccia dell’amante, tragedia in Italia

Pubblicato: 23/09/2026 22:19

Un pomeriggio d’ansia e paura si è trasformato in un incubo improvviso per una donna trans residente nel quartiere torinese di Borgo Campidoglio. La proprietaria di casa si è trovata improvvisamente di fronte alla morte di un uomo di settantacinque anni, con il quale aveva concordato un incontro intimo nel proprio appartamento.

La testimone ha ripercorso attimo per attimo quei drammatici momenti prima che la situazione precipitasse senza preavviso. L’anziano era giunto nell’abitazione nel primo pomeriggio, mostrando fin dai primi istanti un atteggiamento confidenziale: «Dovevamo stare insieme. È entrato in casa, nell’ingresso si è tolto la camicia».

L’atmosfera sembrava inizialmente distesa, con la donna convinta che l’uomo stesse semplicemente scherzando per smorzare l’emozione del momento. «Si è appoggiato con le mani allo schienale della sedia e pensavo stesse scherzando. Era una persona ironica. Mi ha poggiato una mano sul seno e credevo mi stesse prendendo in giro», ha spiegato sconvolta.

Nel giro di pochissimi istanti, la situazione è drasticamente peggiorata con il repentino e drammatico accasciamento a terra dell’anziano. Rendendosi conto della gravità del malore, la donna si è precipitata fuori dalla porta per chiedere aiuto ai vicini di pianerottolo e tentare un’estrema manovra di soccorso.

La vicina di casa è accorsa immediatamente dentro l’appartamento per prestare la prima assistenza medica in attesa dei soccorsi specializzati. «Abbiamo provato a fare un massaggio cardiaco, ma non c’era più nulla da fare», ha confessato la donna rievocando l’impossibilità di salvare la vita al settantacinquenne.

L’anziano si è spento definitivamente nella stanzetta situata all’ingresso della casa, lasciando la padrona di casa in uno stato di profondo shock psicologico. Il dramma vissuto tra le mura domestiche ha stravolto la routine della donna, incapace di superare l’impatto emotivo di quanto accaduto.

A distanza di ore dal tragico evento, la donna si ritrova prigioniera del dolore e del terrore all’interno delle proprie mura domestiche. «Non ho il coraggio di entrare nella stanza dove è successo. La porta resta chiusa. Ho passato la notte in bianco e ho acceso diverse candele», ha raccontato con la voce rotta.

Il viavai di forze dell’ordine e vicini lungo le scale della palazzina ha tenuto alta la tensione durante tutto il pomeriggio. All’interno dell’abitazione il clima resta cupo e ovattato, con le tende tirate per impedire alla luce del sole di filtrare e rompere quel silenzio pieno di paura.

Mentre gli inquirenti completano gli accertamenti formali per confermare le cause naturali del decesso, nel quartiere resta la scia di un evento tragico. Per la donna rimane la difficile strada del superamento del trauma all’interno della propria casa.

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