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Farmaci personalizzati, Gemmato: più aderenza alle cure per prevenire ricoveri e ridurre il carico sul Ssn

Pubblicato: 25/09/2026 11:49

Al Ministero della Salute presentate le Linee di indirizzo nazionali per l’accesso personalizzato ai farmaci nelle farmacie territoriali. Il farmacista potrà predisporre confezionamenti organizzati sulla base dello schema terapeutico del paziente. Gemmato: regole uniformi per rendere più semplice e sicura la gestione delle cure, soprattutto per anziani e persone in politerapia.

ROMA – Rendere più semplice per il paziente seguire correttamente la terapia, ridurre errori e dimenticanze e prevenire complicanze e ricoveri evitabili. È l’obiettivo delle nuove Linee di indirizzo nazionali sull’accesso personalizzato ai farmaci, presentate oggi al Ministero della Salute nel corso dell’incontro “Una terapia personalizzata per una cura più efficace”, promosso dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato.
Le Linee, approvate con il decreto firmato da Gemmato lo scorso 11 settembre, definiscono un quadro nazionale di regole e standard minimi per un servizio già previsto dall’ordinamento ma finora sviluppato sul territorio con modalità non uniformi.


“Con le linee guida diamo uniformità nazionale, individuiamo responsabilità precise e fissiamo regole chiare per un servizio che risponde a un’esigenza: semplificare e rendere più sicura la gestione quotidiana delle terapie, soprattutto per i pazienti anziani e in politerapia”, ha spiegato Gemmato aprendo i lavori.
Il principio è quello di rendere più semplice la gestione delle terapie soprattutto per anziani, pazienti cronici e fragili, persone che assumono più medicinali contemporaneamente e caregiver. Quando i farmaci da assumere sono numerosi, ha ricordato il sottosegretario, aumenta infatti il rischio di errori e dimenticanze, con possibili conseguenze sull’efficacia della cura.


Il servizio consente al cittadino, su base volontaria e nel rispetto della prescrizione medica, di affidare alla propria farmacia la predisposizione di confezionamenti personalizzati dei farmaci dispensati. Sulla base dello schema terapeutico definito dal medico, il farmacista potrà organizzare le unità da assumere nei diversi giorni e momenti della giornata, attraverso procedure manuali o sistemi meccanizzati.
La prescrizione non cambia e resta responsabilità del medico. Il farmacista non interviene sulle scelte cliniche, ma contribuisce alla gestione pratica della terapia, verificando che i medicinali possano essere sconfezionati e riconfezionati in condizioni di sicurezza.


È in questa prospettiva che Gemmato ha richiamato un ruolo del farmacista sempre più vicino a quello di “custode della terapia”, accanto al medico di medicina generale. “Quando i farmaci da assumere sono numerosi, spesso anche oltre dieci al giorno, il rischio di errori o dimenticanze aumenta – ha sottolineato –. Questo servizio va nella direzione di una maggiore aderenza terapeutica, di una migliore efficacia della cura e quindi anche di sostenibilità del sistema”.
Il servizio non nasce con le nuove Linee. La sua base normativa è già nel decreto legislativo 153 del 2009, che comprende tra le attività delle farmacie l’accesso personalizzato ai farmaci, in collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta e nel rispetto della prescrizione medica. È inoltre richiamato dall’Accordo collettivo nazionale per le farmacie del 6 marzo 2025.
Il decreto dell’11 settembre interviene quindi soprattutto per uniformare modalità operative, responsabilità e standard di sicurezza. Le Linee sono il risultato del lavoro di un Tavolo tecnico istituito presso il Ministero della Salute e tengono conto anche del parere del Consiglio di Stato sulla possibilità di svolgere il servizio in farmacia.


Alle Regioni resta la disciplina degli aspetti organizzativi, operativi ed economici, nell’ambito delle rispettive competenze.
Particolare attenzione viene riservata alla sicurezza del processo. Non tutti i medicinali possono infatti essere rimossi dalla confezione originaria e riconfezionati: occorre valutarne caratteristiche farmaceutiche, stabilità e condizioni di conservazione.
Anche l’eventuale divisione delle compresse è soggetta a limiti precisi e può avvenire soltanto quando le caratteristiche del medicinale consentono di garantire sicurezza e correttezza del dosaggio.
Il confezionamento personalizzato non costituisce inoltre una nuova prescrizione né una preparazione galenica: il medicinale non viene modificato nella sua natura, ma organizzato in modo da facilitarne la corretta assunzione.


Centrale è anche la tracciabilità. L’intero processo deve consentire di risalire al medicinale originario, al lotto e alla scadenza e deve fornire al paziente le informazioni necessarie per seguire correttamente la terapia.
“La personalizzazione della terapia deve procedere insieme alla sicurezza”, ha sottolineato Paola Minghetti, in rappresentanza della Società italiana farmacisti preparatori e componente del Tavolo tecnico ministeriale. “Per questo sono state definite responsabilità professionali puntuali e procedure rigorose lungo tutto il processo”.
Nel corso dell’incontro Gabriella Guasticchi, direttore generale della Direzione generale dei dispositivi medici e del farmaco del Ministero della Salute, ha illustrato il lavoro svolto dal Tavolo tecnico, richiamando l’importanza di una governance condivisa dell’innovazione in ambito farmaceutico e dei dispositivi medici, orientata ad appropriatezza, verifica degli esiti, sostenibilità economica e tutela del paziente.
Un altro punto riguarda la responsabilità della farmacia che prende in carico il cittadino. Il servizio è legato ai medicinali dispensati dalla stessa farmacia e si inserisce quindi direttamente nel rapporto assistenziale con il paziente.


Sul piano organizzativo, la normativa consente anche forme di collaborazione tra farmacie attraverso gli strumenti già previsti per la Farmacia dei servizi. Nel corso del confronto è stato richiamato anche il caso del Lazio, dove il confezionamento personalizzato dei medicinali era già stato oggetto di un percorso regionale. L’intervento nazionale punta ora a superare le differenze territoriali attraverso standard comuni, lasciando alle Regioni l’organizzazione concreta del servizio.
La prospettiva indicata dal Ministero è quella di una farmacia sempre più inserita nella sanità di prossimità. Il medico mantiene la responsabilità della prescrizione e delle decisioni cliniche, mentre il farmacista può affiancare il paziente nella gestione quotidiana della terapia.
Per Gemmato, migliorare l’aderenza alle cure significa anche contribuire alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. In una popolazione sempre più anziana e con un peso crescente delle patologie croniche, una gestione più corretta delle terapie può aiutare a prevenire aggravamenti, complicanze e ricoveri evitabili.
Le Linee nazionali puntano così a trasformare una pratica già presente in alcune realtà in un servizio più uniforme, sicuro e riconoscibile sul territorio, mettendo al centro il paziente e rafforzando il raccordo tra medico, farmacista e sistema sanitario.

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