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Proteste degli studenti in Francia, oltre 600 fermi: “Un preside cosparso di benzina a Marsiglia”

Pubblicato: 01/10/2026 12:41

L’odore acre della benzina su una divisa, le urla nel cortile di una scuola, un preside che si rifugia dietro una porta per non bruciare vivo. Non è una scena di un film, ma quello che è accaduto in Francia, dove le proteste dei liceali si sono trasformate in una guerriglia urbana che sta facendo tremare il governo. Da Parigi a Marsiglia le scuole sono barricate, gli incendi divampano, la polizia carica e la politica si spacca a pochi mesi dalle presidenziali.

Francia ancora proteste nelle scuole a Marsiglia: preside aggredito e cosparso di benzina

Francia, ancora proteste nelle scuole, a Marsiglia un preside aggredito e cosparso di benzina. Scontri e incendi si registrano in varie zone di Parigi. Alle 13 il vertice convocato dal premier Lecornu. Di fronte alle proteste nei licei e al loro allargamento nelle università, il primo ministro Sébastien Lecornu ha convocato d’urgenza una riunione interministeriale di crisi, dopo incidenti e violenze tra manifestanti e forze dell’ordine. Lo riporta il Corriere della Sera in un articolo a firma di Stefano Montefiori del 1 ottobre 2026.

La regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra ha denunciato che al liceo Victor Hugo di Marsiglia il preside, il vicepreside, la segretaria generale e il caposquadra sono stati aggrediti e cosparsi di benzina. Secondo le informazioni fornite dalla regione, questo tentativo di incendio si è verificato all’interno dell’istituto provocando il caos davanti al liceo. Tutto il personale si è rifugiato all’interno per mettersi al sicuro, mentre la polizia e i vigili del fuoco sono intervenuti sul posto. I responsabili dell’istituto presenteranno denuncia. L’amministrazione regionale ha parlato del superamento di un limite inaccettabile. Un episodio di una gravità inaudita che segna una svolta violenta nella protesta.

Oltre trecento licei bloccati in tutta la Francia, studenti chiedono classi meno affollate e docenti

I liceali bloccano l’accesso alle aule per reclamare la sostituzione dei professori assenti, classi meno affollate e migliori strutture. Gli istituti coinvolti sono oltre 300 in tutta la Francia, da Parigi a Marsiglia. A Nantes la hall del liceo Nelson Mandela è stata distrutta da un incendio che si è propagato anche alla facciata prima di essere spento dai pompieri. Una mobilitazione capillare che non accenna a fermarsi e che sta mettendo in ginocchio il sistema scolastico transalpino. Le rivendicazioni sono chiare, più insegnanti, meno sovraffollamento, edifici sicuri, ma le modalità di protesta stanno degenerando.

Bilancio pesante

Mercoledì 625 persone sono state fermate e 83 poliziotti e gendarmi feriti. Dall’inizio del blocco, all’inizio della settimana, 119 tra studenti e personale delle scuole sono rimasti feriti. L’IGPN, la cosiddetta polizia delle polizie, ha aperto tre inchieste sull’azione di agenti che hanno gravemente ferito dei ragazzi che manifestavano. Il ministro dell’Interno, Laurent Nunez, difende l’operato degli agenti parlando di proporzionalità, ma come ormai è abitudine durante le proteste in Francia, dai gilet gialli alla riforma delle pensioni, si verificano molti eccessi. Da una parte i manifestanti pacifici vengono messi in secondo piano dalle azioni dei violenti, dall’altro alcuni poliziotti vengono ripresi in video mentre manganellano i ragazzi o sparano ad altezza d’uomo granate lacrimogene e proiettili di caucciù. A Tours un ragazzo è stato ferito gravemente alla testa e ricoverato d’urgenza dopo un probabile colpo di LBD.

Questa situazione molto difficile si complica ulteriormente perché viene strumentalizzata dalle forze politiche, nel pieno della campagna elettorale per l’Eliseo. Il leader della France insoumise, Jean-Luc Mélenchon, accusa il governo e la polizia di reprimere le proteste con particolare durezza nelle banlieue e invita i militanti a scendere in strada per frapporsi tra i liceali e le forze dell’ordine. Il sindaco di Saint-Denis, Bally Bagayoko, è sceso in strada cantando e ballando con i ragazzi, difendendo anche le azioni violente e per questo è stato segnalato per incitamento a commettere delitti. La destra e in particolare Marine Le Pen invoca invece il ristabilimento dell’ordine attaccando Mélenchon, che a suo dire porta una grave responsabilità nella situazione. Il governo, che presenta oggi una difficile legge sul budget con una disastrosa situazione delle finanze pubbliche, teme che la protesta dei liceali possa estendersi alle università e agli altri strati della società, in un contesto di caro carburante e potere d’acquisto sempre più basso.

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Ultimo Aggiornamento: 01/10/2026 13:15

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