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Magi chiede urne e palline per il voto segreto sulla legge elettorale: “Così si evitano i controllori”

Pubblicato: 07/10/2026 20:11

Tornare alle urne e alle palline bianche e nere per garantire che il voto segreto sulla nuova legge elettorale sia effettivamente irriconoscibile. È la richiesta che Riccardo Magi, segretario di +Europa, si prepara a sollevare giovedì 8 ottobre nell’Aula della Camera, prima del voto finale sul cosiddetto Stabilicum.

Magi, all’ottavo giorno di sciopero della fame contro la riforma e in particolare contro l’aumento delle firme necessarie per la presentazione delle liste, intende porre formalmente la questione alla Presidenza di Montecitorio. Il voto finale sulla legge elettorale può essere effettuato a scrutinio segreto, se richiesto, come previsto dal Regolamento della Camera. Conoscere la Camera

Il problema del voto elettronico

Al centro della contestazione non c’è dunque la possibilità di ricorrere allo scrutinio segreto, ma il sistema utilizzato per esprimere materialmente il voto.

Normalmente alla Camera anche lo scrutinio segreto avviene attraverso il procedimento elettronico. Il deputato utilizza la pulsantiera collocata sul proprio banco, inserendo la mano nella struttura predisposta per impedire che dall’esterno sia immediatamente visibile quale tasto venga premuto. Il Regolamento stabilisce infatti che lo scrutinio segreto «normalmente ha luogo mediante procedimento elettronico». Camera dei Deputati

Secondo Magi, tuttavia, questo sistema non impedirebbe completamente di rendere riconoscibile il proprio comportamento di voto. Il timore sollevato da +Europa è che un parlamentare possa utilizzare un particolare dito o gesto per dimostrare dall’esterno quale scelta abbia effettuato, consentendo così eventuali controlli sulla compattezza dei gruppi.

È su questo punto che nelle ultime settimane si sono concentrate le polemiche sui presunti “controllori” della maggioranza, in vista di uno scrutinio nel quale eventuali defezioni non sarebbero identificabili attraverso il risultato ufficiale.

Magi vuole le vecchie palline bianche e nere

La proposta di Magi è quindi quella di abbandonare, almeno per il voto finale sulla riforma, il sistema elettronico e utilizzare le tradizionali palline bianche e nere.

Non si tratta di un sistema estraneo al Regolamento di Montecitorio. L’articolo 49 prevede espressamente che nello scrutinio segreto i voti possano essere espressi depositando nelle urne una pallina bianca o una pallina nera. Lo stesso articolo consente però anche il ricorso alle procedure elettroniche. Conoscere la Camera

Ed è proprio qui che la richiesta di +Europa incontra il principale ostacolo regolamentare. L’articolo 55 stabilisce che il voto segreto si svolge normalmente con procedimento elettronico e prevede l’allestimento delle due urne con le palline in caso di «difetto» dei dispositivi elettronici. Camera dei Deputati

La richiesta di Magi dovrà quindi confrontarsi con una prassi e con una formulazione regolamentare che attribuiscono al voto elettronico il ruolo di modalità ordinaria dello scrutinio segreto.

La tensione nella maggioranza alla vigilia del voto

La questione arriva in un clima politico particolarmente teso. Il governo ha posto la fiducia su tre articoli della legge elettorale modificati dal Senato, lasciando così allo scrutinio segreto il passaggio finale sul provvedimento. ANSA.it

Nei giorni scorsi il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha richiamato la maggioranza alla «massima vigilanza», mentre il voto di giovedì viene considerato un passaggio politico delicato per la tenuta della coalizione.

Magi vuole dunque che l’anonimato non sia soltanto garantito dal mancato abbinamento ufficiale tra parlamentare e voto espresso, ma che sia impossibile anche dimostrare volontariamente dall’esterno la propria scelta attraverso il modo in cui viene utilizzata la pulsantiera.

La decisione spetterà alla Presidenza della Camera. Il Regolamento, da una parte, contempla ancora esplicitamente le palline bianche e nere come strumento per lo scrutinio segreto; dall’altra, stabilisce che la modalità ordinaria resta quella elettronica e indica le urne come soluzione in caso di malfunzionamento dei dispositivi. Conoscere la Camera

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