
Jannik Sinner ha chiuso in anticipo la sua stagione 2026 per sottoporsi a un ciclo di cure al ginocchio destro. L’infiammazione che continua a ripresentarsi quando il tennista altoatesino aumenta l’intensità degli allenamenti richiede tempi di recupero più lunghi e un percorso basato su riposo, fisioterapia, rafforzamento muscolare e progressivo aumento dei carichi. L’obiettivo è tornare in campo quando il problema sarà completamente superato, possibilmente già in occasione degli Australian Open 2027.
L’annuncio dello stop ha però alimentato sui social una teoria priva, al momento, di riscontri: secondo alcuni utenti, dietro la lunga assenza di Sinner non ci sarebbe il problema fisico dichiarato, ma un presunto “silent ban”, cioè una squalifica antidoping non resa pubblica. Un’ipotesi respinta con decisione da Rick Macci, storico allenatore statunitense che nella sua carriera ha lavorato anche con Serena e Venus Williams e Andy Roddick.
Il problema al ginocchio e i tempi necessari per tornare
Sinner ha annunciato la decisione spiegando di doversi sottoporre a «un ciclo di cure per il ginocchio, il che significa che la stagione 2026 è ufficialmente conclusa».
Il problema riguarda un’infiammazione sul lato esterno del ginocchio destro che tende a ripresentarsi quando il 25enne torna a forzare. Per questo l’assenza di dolore non sarebbe sufficiente, da sola, a stabilire che il giocatore possa immediatamente sostenere nuovamente i ritmi del circuito professionistico.
A spiegare la differenza è stato il dottor Giovanni Di Giacomo, specialista in medicina dello sport: «L’infiammazione della bendelletta ileotibiale è una tendinopatia cronica, antipatica, ostica. La si cura con fisioterapia classica e rinforzo muscolare specifico. Non è che passa il dolore e il problema è finito. Guarito e pronto non sono la stessa cosa. Passare il dolore al ginocchio è una cosa, essere pronto a giocare da numero uno al mondo è un’altra».
Il percorso di recupero richiede quindi una gestione graduale dei carichi, fisioterapia specifica e lavoro muscolare, senza accelerare i tempi con il rischio di una nuova ricaduta.
Sui social la teoria del “silent ban”
Nonostante le spiegazioni sulle condizioni fisiche del tennista, sui social ha cominciato a circolare la teoria secondo cui l’infortunio sarebbe soltanto una copertura per nascondere un provvedimento disciplinare.
Il cosiddetto “silent ban” indicherebbe una squalifica scontata senza un annuncio pubblico, con l’assenza dell’atleta ufficialmente attribuita ad altre ragioni. Nel caso di Sinner, chi sostiene questa ipotesi la collega alla precedente vicenda relativa alla positività al Clostebol e alla sospensione concordata nel 2025.
Da qui la teoria, non supportata da elementi ufficiali, secondo cui il tennista sarebbe risultato nuovamente positivo e starebbe scontando una sanzione più lunga senza che ITIA e WADA abbiano reso pubblico il procedimento.
Rick Macci: «Non c’è nessun silent ban»
A intervenire direttamente sulla vicenda è stato Rick Macci, uno degli allenatori più conosciuti del tennis statunitense. In un messaggio pubblicato su X, il coach ha respinto la ricostruzione.
«Sinner è un campione e uno dei migliori agonisti che questo sport abbia mai visto. È infortunato, se potesse giocare darebbe il massimo», ha scritto Macci. Poi il passaggio sulle indiscrezioni relative al doping: «Per le persone che starnazzano su un test antidoping fallito, è impossibile al 100% perché verrebbe fuori. Non c’è nessun silent ban».
Le voci che circolano online, dunque, non sono accompagnate da comunicazioni o altri elementi che indichino l’esistenza di un nuovo procedimento antidoping nei confronti di Sinner.
Cosa era successo nel 2024
A contribuire alla diffusione dei sospetti è anche quanto accaduto durante il caso Clostebol. Nel 2024 Sinner era stato sottoposto a due sospensioni provvisorie dopo i test positivi, ma entrambe erano state rapidamente impugnate con successo. Il caso divenne pubblico soltanto successivamente, nell’agosto dello stesso anno.
La situazione ipotizzata oggi sarebbe però differente: una sospensione di diversi mesi nascosta dietro un infortunio presupporrebbe l’esistenza di un nuovo procedimento del quale, al momento, non esiste alcuna conferma pubblica.
La certezza disponibile resta quindi quella comunicata dallo stesso Sinner: il 2026 agonistico è terminato a causa del problema al ginocchio e i prossimi mesi saranno dedicati al recupero. Il traguardo auspicato è l’inizio della stagione 2027, ma il ritorno dipenderà dalla risposta del ginocchio e dalla possibilità di sostenere nuovamente i carichi richiesti dal tennis ai massimi livelli.


