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Meloni al Senato: “Rischiosa l’intesa di Trump sul gasolio”. Poi irride la Sinistra

Pubblicato: 14/10/2026 15:04

Non è la solita informativa di routine alla vigilia del Consiglio Ue. In Senato Giorgia Meloni sale sul banco del governo e parte all’attacco, la scelta di Trump sul gasolio è molto rischiosa dice, poi si gira verso i banchi dell’opposizione e affonda: da voi solo insulti, non sapete cosa proporre. Nel mezzo c’è tutto, dall’Ucraina all’Arabia, dal bilancio Ue alle due risoluzioni che spaccano la maggioranza e fanno lasciare l’Aula al centrosinistra.

Ucraina: Meloni a Fn: “Dimettetevi”

“Quello che noi stiamo facendo sull’Ucraina è quello che c’è scritto nel nostro programma, con il quale ci siamo presentati al cospetto degli italiani nel 2022 e siamo stati eletti, anche lei e tutti i suoi colleghi. Sono certa che il cambio di posizione in finale di legislatura sia genuino e non sia determinato dal rischio di una mancata rielezione nei partiti nei quali eravate stati rieletti, ma in questo caso sarebbe più credibile se rassegnaste le dimissioni e vi ricandidaste con le nuove tesi che sostenete. In tutti gli altri casi siamo di fronte a uno dei tanti casi di trasformismo che abbiamo visto nella storia parlamentare e mi perdonerà se questo rende le sue argomentazioni per me meno interessanti”. Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento di replica alla Camera sulle comunicazioni prima del Consiglio europeo rispondendo ancora all’intervento di Laura Ravetto di Fn.

Parla Mosca, furia contro Meloni: “Si faccia i fatti suoi”

 “Prima di tutto non sono affari suoi. Secondo, tornare alla frase uno”, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, commentando con l’Ansa le parole critiche della presidente del Consiglio verso l’intesa sul gasolio russo annunciata dal presidente Usa, Donald Trump, dopo il colloquio telefonico con il suo omologo russo, Vladimir Putin. Gratitudine, invece, dal presidente ucraino: “Ringrazio Giorgia Meloni per il sostegno e per la sua posizione chiara, inequivocabile e basata su principi. Grazie per aver compreso chi è l’aggressore e cosa significhi costruire una pace dignitosa e duratura. Ciò è possibile soltanto attraverso la forza e gli sforzi congiunti per la nostra sicurezza”, ha affermato in un post su X Volodymyr Zelensky.

Meloni irride la Sinistra: “Prima di Trump e Putin…”

“Sono certa che voi” delle opposizioni “sareste in grado di fare meglio, sono certa che portereste pace, prosperità, che mettereste tutti d’accordo, ma se posso darvi un consiglio: prima di provare a mettere d’accordo Putin e Trump, provate a mettere d’accordo Magi e Fratoianni in un’unica risoluzione”. Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento di replica alla Camera sulle comunicazioni prima del Consiglio europeo.

Meloni in Senato, le parole su Trump e le opposizioni

Meloni in Senato: “Scelta di Trump sul gasolio è molto rischiosa”. E attacca le opposizioni: “Da voi solo insulti, non sapete cosa proporre”. Sono le comunicazioni della presidente del Consiglio in vista del Consiglio Ue di domani e dopodomani, 15 e 16 ottobre. Dopo il Senato la discussione si sposta alla Camera con inizio alle 15.15. In Aula la premier ha rivendicato la linea del governo, “Bilancio Ue senza nuove tasse, più tempo per rimborsi Pnrr” e ha attaccato chi dipinge l’esecutivo come guerrafondaio: “Chi dice che siamo guerrafondai mente sapendo di mentire”. Sull’intesa americana la stoccata: “Intesa di Trump è rischiosa, legittima Mosca”.

Due risoluzioni della maggioranza e opposizioni che lasciano l’Aula

Il Senato ha approvato le due risoluzioni di maggioranza presentate in occasione delle comunicazioni della premier. La prima risoluzione è stata approvata con 104 voti favorevoli, 61 contrari e 4 astenuti. La risoluzione numero 6, aggiunta sul tema Ucraina, ha ottenuto 108 sì, 2 astenuti e un no. Prima del voto le opposizioni di centrosinistra hanno annunciato che non avrebbero partecipato al voto sulla risoluzione numero 6. “Per noi la risoluzione 6 non è assolutamente votabile” ha spiegato prima del voto il capogruppo dem Francesco Boccia. “In caso contrario si crea un precedente per cui ogni senatore, quando si chiude il dibattito e un attimo prima dei pareri, può presentare una propria risoluzione”. Sulla stessa linea le altre opposizioni di centrosinistra, che hanno chiesto di precludere il voto in quanto la risoluzione era già assorbita nella prima. Per il senatore Pd Filippo Sensi: “Il giallo delle due risoluzioni di maggioranza sul Consiglio europeo sprofonda la destra nelle sue contraddizioni sull’Ucraina”.

Militari in Arabia, Ilva e l’attacco alle opposizioni

Sui militari italiani ridislocati dall’Iraq all’Arabia Saudita: “Siamo rimasti nella risoluzione parlamentare del 5 marzo sul sostegno ai Paesi del Golfo attaccati dall’Iran” e “tecnicamente abbiamo seguito tutto quello che c’era da fare sul piano regolamentare” ma “penso che il ministro Crosetto non abbia alcuna difficoltà, se necessario, a tornare in Parlamento e fare una valutazione più complessiva, avere anche un voto, un mandato parlamentare”. Lo ha detto la premier in replica al senatore Pd Alessandro Alfieri. Poi l’affondo frontale alle opposizioni: “Da parte vostra sento solo improperi, insulti, tentativi di ridicolizzare il lavoro che cerchiamo di fare. Non so se questo nasconda il fatto che oggettivamente non sapete cosa proporre, cosa fare, cosa dire e dove andare”. “Questi insulti non coprono la difficoltà del vostro posizionamento e la pochezza delle vostre soluzioni”. Lo ha detto rivolgendosi alla senatrice M5s Alessandra Maiorino. “Gli italiani vedono cosa state facendo” ha continuato parlando al M5s, “non credo che chi ci guarda si senta rassicurato dalla lotta nel fango in cui vorreste trascinare il Parlamento”.

A stretto giro le repliche. Luca Pirondini (M5s): “Dopo aver rivendicato per l’ennesima volta una fantomatica centralità dell’Italia nel panorama internazionale, Giorgia Meloni ha detto chiaro e tondo che sull’Ucraina se non si trova una figura autorevole allora è meglio delegare tutto a Francia, Germania e Gran Bretagna. La presidente di uno dei Paesi fondatori e maggiori contributori della UE, membro del G7, mette nero su bianco che il suo governo non conta nulla e che è meglio che siano altri a sedere al tavolo per risolvere il conflitto. Non siamo favorevoli alla resa dell’Ucraina, ma quella sancita da Meloni è la resa della diplomazia italiana”. Stefano Patuanelli (M5s): “Per l’ennesima volta anche oggi in Aula Meloni mente su Ilva. Ha parlato di patti parasociali secretati” ma “siccome quell’accordo di coinvestimento l’ho sottoscritto attraverso il governo in una fase delicata per il paese: non ci sono patti parasociali né tantomeno secretati. Se li ha li pubblichi, può desecretarli”. Matteo Renzi (Italia Viva): “Questo discorso fatto ad Atreju è tecnicamente perfetto: Giorgia Meloni dipinge un’Europa come un moloc della burocrazia cioè causa di problemi e che di conseguenza va cambiata.

Questa posizione è coerente, anche se non è la mia, ma lei rivendica nello stesso discorso che in questi 4 anni il suo governo ha impattato in modo straordinariamente potente in Europa. Allora, delle due l’una: o l’Europa è questo disastro che la presidente racconta e allora in questi 4 anni che lei è andata a Bruxelles, lei ha fallito in Europa?”. Dopo il voto la premier è uscita dall’Aula perché attesa al Quirinale per la tradizionale colazione dal presidente Mattarella alla vigilia del Consiglio europeo.





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Ultimo Aggiornamento: 14/10/2026 18:57

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