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“Autostrade bloccate!”. Prosegue la protesta dei tir: situazione drammatica

Pubblicato: 20/10/2026 10:57

Il caro carburanti continua a mettere sotto pressione il settore dell’autotrasporto, alimentando la preoccupazione delle imprese e dei lavoratori che ogni giorno garantiscono il trasferimento delle merci lungo le principali arterie del Paese. L’aumento dei costi operativi rischia di incidere pesantemente sulla sostenibilità economica delle attività, in un comparto nel quale il gasolio rappresenta una delle voci di spesa più rilevanti. La richiesta degli operatori è quella di ottenere risposte concrete, con interventi capaci di alleggerire il peso dei rincari e assicurare risorse in tempi rapidi.

La mobilitazione prosegue mentre il confronto con il Governo entra in una fase decisiva. Al centro della trattativa ci sono i finanziamenti destinati all’autotrasporto, la necessità di superare gli ostacoli burocratici che rallentano l’erogazione dei fondi e la possibilità di mettere a disposizione ulteriori risorse. L’attesa è rivolta soprattutto all’incontro con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, dal quale gli operatori si aspettano indicazioni precise. Nel frattempo, in diverse aree del Sud la protesta continua a produrre ripercussioni sulla circolazione, rendendo necessaria una particolare attenzione da parte degli automobilisti.
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Protesta dei tir in Campania, presidi a Nola e Avellino Est

La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio interessa ancora diversi punti della rete stradale campana. I camionisti sono rimasti in presidio al casello di Nola, lungo l’autostrada A30 Caserta-Salerno, mentre nella zona di Avellino Est vengono segnalati blocchi a oltranza.

La mobilitazione ha coinvolto anche la barriera di Mercato San Severino, in provincia di Salerno, dove si sono verificate conseguenze rilevanti per il traffico in direzione Caserta.

La situazione resta legata alle rivendicazioni della categoria, che chiede misure di sostegno per fronteggiare l’aumento del costo del carburante. Per molte imprese, infatti, la crescita delle spese rischia di compromettere l’equilibrio economico delle attività, rendendo sempre più urgente un intervento da parte delle istituzioni.

Gli sviluppi della giornata dipenderanno anche dall’esito dei colloqui con il ministro Salvini e dalle eventuali garanzie che il Governo sarà in grado di fornire. Per chi deve mettersi in viaggio, soprattutto lungo i tratti interessati dalla mobilitazione, resta importante verificare le condizioni della viabilità prima della partenza e prestare attenzione alle comunicazioni sul traffico.

Il Comitato Trasporto Siciliano: «Prendiamo le distanze da qualsiasi forma di violenza»

Sul fronte della protesta, il Comitato Trasporto Siciliano, che ha organizzato la mobilitazione, ha chiarito la propria posizione rispetto alle iniziative in corso e al confronto con il Governo. L’organizzazione ha annunciato che i mezzi appartenenti alla sigla resteranno fermi nei piazzali aziendali, in attesa di un incontro diretto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’obiettivo dichiarato è arrivare alla sottoscrizione degli impegni necessari per sbloccare i finanziamenti destinati al comparto.

«Tutti i mezzi della sigla rimarranno fermi all’interno dei rispettivi piazzali aziendali in attesa di un confronto diretto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, finalizzato alla sottoscrizione degli impegni necessari per lo sblocco dei fondi destinati all’autotrasporto e conferma la disponibilità al dialogo: non appena il ministro Salvini firmerà formalmente gli impegni presi, il fermo dei porti siciliani verrà immediatamente revocato», fa sapere il Comitato.

La presa di posizione comprende anche una precisazione sulle modalità della mobilitazione. L’organizzazione ha voluto distinguere la propria iniziativa dalle azioni che possono ostacolare la circolazione o sfociare in comportamenti illegali.

Il Comitato dichiara infatti di «prendere inoltre le distanze da qualsiasi forma di violenza o illegalità, una linea già comunicata e ribadita fin dal primo giorno alle forze dell’ordine: non effettua e non sosterrà in alcun modo blocchi stradali o presidi volti a impedire il transito di chi sceglie di lavorare».

La disponibilità al dialogo, secondo quanto comunicato, rimane quindi subordinata alla formalizzazione degli impegni richiesti. La firma del ministro rappresenterebbe il passaggio necessario per procedere alla revoca del fermo dei porti siciliani.

Salvini: «I 430 milioni che sono già a bilancio sono disponibili»

In vista degli incontri con i rappresentanti della categoria, Matteo Salvini ha illustrato le misure sulle quali sta lavorando il Governo, intervenendo ai microfoni di Rtl 102.5, durante Non Stop News.

Il ministro ha riferito di aver già avuto contatti con singoli autotrasportatori e associazioni locali, soprattutto in alcune aree del Mezzogiorno. Nel suo intervento ha ricordato che in Sicilia, Campania e Puglia sono stati rimossi alcuni blocchi autostradali e su altre arterie, consentendo di agevolare i rifornimenti a negozi, farmacie e supermercati.

Salvini ha quindi indicato come priorità l’erogazione delle risorse già stanziate, con l’obiettivo di accelerare le procedure amministrative.

«I 430 milioni che sono già a bilancio, quindi già stanziati, sono disponibili. Tuttavia, per superare gli ostacoli burocratici, ci siamo imposti, mettiamola così con un verbo un po’ forte, che inizino a essere erogati già da questa settimana, perché molte imprese non possono aspettare».

Il ministro ha spiegato che il confronto non si limita ai finanziamenti già previsti e che sono allo studio ulteriori interventi. Ha tuttavia evitato di anticipare i dettagli delle misure prima degli incontri con i rappresentanti degli autotrasportatori.

«Quello che possiamo dire ai molti autotrasportatori che ci seguono in diretta in questo istante è che sbloccheremo i fondi che già ci sono, i 430 milioni di euro, e, se possibile, ne aggiungeremo altri», ha dichiarato.

L’obiettivo indicato dal ministro è quindi duplice: accelerare l’utilizzo delle risorse esistenti e valutare nuovi stanziamenti per sostenere le imprese alle prese con l’aumento dei costi.

Marebonus, rinnovo dei camion e sostegni alle isole

Tra i temi affrontati da Salvini figurano anche il Marebonus, gli incentivi per il rinnovo dei mezzi pesanti e le misure dedicate ai collegamenti con le isole. Il ministro ha richiamato l’attenzione sui costi che gravano sulle aziende e sulle difficoltà legate alle procedure necessarie per utilizzare i finanziamenti disponibili.

«Ci sarà anche una disponibilità di cassa per il cosiddetto Marebonus, figlio di una normativa europea fuori dal mondo e fuori dal tempo», ha affermato, criticando le regole europee sulle emissioni marittime e aeree e il loro impatto economico sul trasporto delle merci.

Salvini ha inoltre sottolineato il peso del trasporto su gomma in Italia, ricordando la conformazione geografica del Paese e gli investimenti destinati al trasporto ferroviario, agli interporti e ai porti. Secondo il ministro, però, la rete stradale continua a svolgere un ruolo essenziale e richiede misure capaci di sostenere chi opera nel settore.

Nel suo intervento ha citato anche le risorse destinate al rinnovo della flotta dei camion, parlando di oltre mezzo miliardo di euro a disposizione delle imprese, il cui impiego sarebbe condizionato da vincoli normativi europei. Su questo punto, ha spiegato, è in corso un confronto con Bruxelles.

Ulteriori interventi potrebbero riguardare la Sicilia e la Sardegna, con l’obiettivo di sostenere l’intermodalità e i collegamenti marittimi. Tra gli argomenti da affrontare figurano anche il costo della patente professionale per gli autotrasportatori e l’ipotesi di innalzare volontariamente il limite di età per chi è in buone condizioni di salute, passando da 68 a 70 anni.

Due incontri con gli autotrasportatori per cercare una soluzione

La giornata prevede, secondo quanto annunciato dal ministro, due momenti di confronto: uno al mattino con le organizzazioni nazionali e un altro nel pomeriggio con alcuni rappresentanti locali.

Il nodo principale resta la capacità di trasformare gli annunci in impegni formalizzati e, soprattutto, in risorse effettivamente accessibili alle imprese. Per gli autotrasportatori, la rapidità degli interventi è fondamentale per affrontare una fase nella quale i costi del carburante pesano in modo significativo sui bilanci aziendali.

La protesta in Campania, con i presidi a Nola, Avellino Est e Mercato San Severino, conferma che la situazione resta delicata. Il confronto con il Governo potrebbe contribuire a ridurre le tensioni, ma l’esito dipenderà dalle garanzie che verranno messe nero su bianco e dai tempi previsti per l’erogazione dei fondi.

Il caro gasolio e lo sblocco dei 430 milioni di euro restano dunque al centro della trattativa. Da una parte, le imprese chiedono sostegni tempestivi per continuare a lavorare; dall’altra, il Governo annuncia l’intenzione di accelerare i pagamenti e valutare risorse aggiuntive. Nel frattempo, la viabilità nelle aree interessate dalla mobilitazione rimane un elemento da monitorare, in attesa degli sviluppi del confronto istituzionale.

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