
Le immagini avevano fatto il giro dei social in poche ore: vetrine sfondate, corse in centro, bottini esibiti come trofei su Instagram. Dietro ai disordini dello scorso weekend a Milano, però, non ci sono solo volti coperti. Ci sono ragazzini, giovanissimi, e uno di loro ha appena 11 anni.
Chi sono i due minorenni identificati
I carabinieri hanno identificato due minorenni coinvolti nei disordini che hanno scosso Milano tra sabato e domenica. Sono diventati virali sui social i video che li riprendevano durante i saccheggi in centro.
Il più giovane è un ragazzino italiano di 11 anni, il più piccolo tra tutti gli identificati finora. Frequenta la seconda media ed è stato rintracciato nella sua scuola alla Barona, nella periferia sud-ovest di Milano. Con lui, un 16enne individuato a Desio, in Brianza.
Il video con le cinture di Fusaro
Secondo quanto ricostruito, l’11enne domenica sarebbe entrato nel negozio Fusaro durante i saccheggi in centro. In un video pubblicato su Instagram e diventato virale, lo si vede uscire dall’esercizio con in mano diverse cinture appena rubate, mostrandole in camera come un bottino.
Un filmato che ha scatenato indignazione e che ha permesso agli investigatori di risalire alla sua identità in poche ore, grazie anche alle segnalazioni e all’incrocio con le immagini delle telecamere di sorveglianza del centro.
Il 16enne con il cappello dei carabinieri
Diversa la posizione del 16enne. Il ragazzo era stato ripreso sabato mentre indossava un cappello dell’Arma dei Carabinieri, presumibilmente sottratto durante gli scontri.
Nei suoi confronti i carabinieri contestano accuse pesanti: devastazione, saccheggio, furto e vilipendio delle Forze armate. Un fascicolo che ora passerà alla Procura per i minorenni.
Un fenomeno che preoccupa
Le identificazioni di Barona e Desio si inseriscono in un quadro più ampio. Dopo il weekend di scontri e saccheggi, a Milano si è tenuto anche un vertice del Comitato per l’ordine e la sicurezza. Sul tavolo, il tema delle baby gang e della giovanissima età dei protagonisti dei disordini.
Intanto proseguono le indagini per risalire ad altri volti ripresi nei video virali. Il ministro dell’Interno Piantedosi ha parlato di “fenomeno complesso da affrontare in modo nuovo”, sottolineando però che al momento “non c’è evidenza che i giovani a Milano fossero manovrati”.


