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“Aiutatemi!”. Ma nessuno chiama i soccorsi e muore: tragedia in Italia

Pubblicato: 22/10/2026 12:25

Una giornata di lavoro si è trasformata in una tragedia che ora dovrà essere ricostruita attraverso accertamenti medici e investigativi. Rodica Gram, operatrice socio-sanitaria di 56 anni, si è sentita male mentre era in servizio in una struttura per anziani. Aveva avvertito sintomi preoccupanti e, rendendosi conto che qualcosa non andava, aveva chiesto aiuto alle persone che si trovavano con lei, tra cui un’infermiera in servizio. Poche ore dopo, però, la donna è morta, nonostante i tentativi di rianimazione effettuati successivamente.

A distanza di alcuni giorni, la vicenda è finita al centro di un’indagine della Procura di Pordenone, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. L’obiettivo è chiarire che cosa sia accaduto nelle ore precedenti il decesso e verificare se i soccorsi siano stati attivati tempestivamente. Secondo la ricostruzione iniziale, infatti, nessuno avrebbe chiamato subito il numero di emergenza sanitaria, nonostante le condizioni della lavoratrice fossero apparse preoccupanti. Si tratta di circostanze ancora da accertare, sulle quali gli investigatori stanno cercando di fare piena luce.
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Il malore durante il turno nella struttura per anziani

La tragedia risale a domenica 18 ottobre, quando Rodica Gram, 56 anni, stava lavorando in una residenza per anziani a San Michele al Tagliamento, nel territorio veneto. Durante il turno, la donna avrebbe cominciato ad accusare disturbi che, secondo le prime ricostruzioni, potrebbero essere compatibili con un problema cardiaco.

Tra i sintomi riferiti figuravano un dolore avvertito ai denti e poi irradiato verso il petto, oltre a una sensazione di costrizione alla gola. Segnali che la stessa lavoratrice avrebbe considerato abbastanza seri da spingerla a rivolgersi ai colleghi, chiedendo un parere e cercando assistenza.

In quel momento, nella struttura era presente anche un’infermiera. Proprio a lei la donna si sarebbe rivolta, nella speranza di ricevere una valutazione delle proprie condizioni. La situazione, tuttavia, non avrebbe portato all’immediata attivazione dei soccorsi sanitari.

Secondo quanto emerso finora, né l’infermiera né gli altri presenti avrebbero contattato tempestivamente il 118. Sarà l’indagine a stabilire che cosa sia stato effettivamente riferito durante quei momenti, quale fosse la gravità dei sintomi percepiti e se vi fossero elementi tali da rendere necessario un intervento urgente.

La morte di Rodica Gram e l’arrivo dei soccorritori

Le condizioni della lavoratrice sarebbero peggiorate nel corso della giornata. Nel primo pomeriggio, la donna si è accasciata ai piedi delle scale, perdendo conoscenza. Soltanto a quel punto sarebbe stata richiesta l’assistenza dei sanitari.

Quando i soccorsi sono intervenuti, per Rodica Gram sono stati avviati i tentativi di rianimazione, prima da parte delle persone presenti e poi con l’intervento del personale sanitario. Nonostante gli sforzi compiuti, per la 56enne non c’è stato nulla da fare.

La morte ha lasciato sgomenti quanti conoscevano la donna e ha sollevato interrogativi sulla gestione del malore all’interno della struttura. Il punto centrale è capire se, di fronte ai sintomi manifestati durante il turno, fosse possibile riconoscere la necessità di un intervento immediato e se un’attivazione più rapida dell’emergenza avrebbe potuto modificare l’esito della vicenda.

Non è ancora possibile stabilire se un intervento tempestivo avrebbe salvato la lavoratrice. È proprio questo uno degli aspetti sui quali si concentreranno gli accertamenti disposti dalla magistratura.

L’indagine della Procura di Pordenone e l’autopsia

Per ricostruire con precisione le circostanze del decesso, la Procura di Pordenone ha aperto un fascicolo per l’ipotesi di omicidio colposo e ha disposto gli accertamenti medico-legali ritenuti necessari.

Il pubblico ministero ha nominato due consulenti tecnici: un medico legale e un cardiologo. È stata inoltre disposta l’autopsia, che dovrà contribuire a chiarire le cause della morte e a ricostruire la natura del malore accusato dalla donna.

L’esame medico-legale sarà importante anche per valutare un altro interrogativo: se l’intervento tempestivo dei sanitari avrebbe potuto offrire a Rodica Gram possibilità concrete di sopravvivenza. Per rispondere sarà necessario mettere in relazione i risultati degli esami con la ricostruzione degli eventi, i sintomi riferiti e i tempi trascorsi prima della chiamata ai soccorsi.

Al momento, sul registro degli indagati risulta iscritta l’infermiera che era presente nella struttura quando la lavoratrice ha accusato il malore e che, secondo l’ipotesi investigativa, non avrebbe allertato tempestivamente il 118. L’iscrizione rappresenta un atto nell’ambito dell’indagine e non equivale a un accertamento di responsabilità.

Gli investigatori dovranno verificare le condotte delle persone presenti, le informazioni disponibili in quei momenti e le eventuali responsabilità individuali. Solo al termine degli accertamenti sarà possibile delineare con maggiore precisione la dinamica della tragedia.

Ambulanza del 118 impegnata in un intervento di emergenza

Dolore a San Michele al Tagliamento e Jesolo

La notizia della morte di Rodica Gram ha provocato dolore e sgomento sia a San Michele al Tagliamento, dove la donna lavorava, sia a Jesolo, dove viveva con la famiglia.

La 56enne era madre di due figli ed era diventata nonna da poco. Una perdita che ha colpito i suoi affetti e che ora si accompagna alla necessità di comprendere che cosa sia accaduto durante quelle ore nella residenza per anziani.

L’indagine dovrà chiarire se vi siano state omissioni nella gestione dell’emergenza e se un diverso comportamento avrebbe potuto evitare il tragico epilogo. Al centro resta la ricostruzione degli ultimi momenti della lavoratrice, dal primo malessere alla richiesta di aiuto, fino all’arrivo dei soccorritori.

La morte di Rodica Gram è ora oggetto di accertamenti giudiziari e medico-legali. L’autopsia e le verifiche disposte dalla Procura saranno decisive per stabilire le cause del decesso e valutare le circostanze che lo hanno preceduto, senza anticipare conclusioni sulle responsabilità ancora da accertare.

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