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Dalle lavatrici ai cellulari, da oggi scatta il diritto alla riparazione. Cosa cambia

Pubblicato: 22/10/2026 17:12

Addio all’idea che tutto quello che si rompe vada buttato. Dal 22 ottobre in Italia cambia davvero qualcosa per chi ha una lavatrice rotta, un telefono con lo schermo guasto o un aspirapolvere che non parte più.

Stop alla cultura dell’usa e getta

È entrata in vigore la direttiva europea 2024/1799 che introduce il diritto alla riparazione. L’obiettivo dell’UE è chiaro: allungare la vita dei prodotti, tagliare i rifiuti e fermare l’obsolescenza programmata.

Come spiega Assoutenti, le nuove regole valgono anche in modo retroattivo per gli acquisti fatti dal 31 luglio 2026 in poi.

La riparazione anche fuori garanzia

È la vera rivoluzione. Per una serie di prodotti stabiliti dalla normativa, i produttori saranno obbligati a riparare anche dopo la scadenza della garanzia legale, se l’intervento è tecnicamente possibile.

La riparazione dovrà avvenire in tempi congrui, gratuitamente o a un prezzo ragionevole. I fabbricanti dovranno inoltre garantire pezzi di ricambio e strumenti a prezzi non disincentivanti. Se la riparazione è impossibile, potranno offrire un prodotto ricondizionato. Se il produttore è fuori dall’UE, l’obbligo passa al suo rappresentante o all’importatore europeo.

12 mesi di garanzia in più per chi ripara

Per chi ha ancora la garanzia legale attiva, resta la possibilità di scegliere tra riparazione e sostituzione. Ma c’è un bonus: se si sceglie di riparare, il periodo di responsabilità del venditore si allunga di 12 mesi.

Un incentivo concreto a non buttare un oggetto che può ancora funzionare.

Preventivi trasparenti e piattaforma UE

Arriva il modulo europeo standard per i preventivi: il riparatore dovrà indicare tipo di intervento, costi, tempi e eventuale prodotto sostitutivo. Le condizioni indicate varranno per 30 giorni.

Entro il 31 luglio 2027 sarà poi online una piattaforma europea per trovare riparatori, venditori di ricondizionati e centri per il riutilizzo.

Quanto si risparmia

I numeri stimati dalla Commissione Europea sono enormi: 12 miliardi di euro l’anno di risparmio per i cittadini UE, 35 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici in meno e 261 milioni di tonnellate di CO2 tagliate.

“Le nuove norme non solo riducono la produzione di rifiuti, ma contrastano l’odioso fenomeno dell’obsolescenza programmata, spingendo i fabbricanti a realizzare prodotti che durino di più nel tempo”, sottolinea il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso.

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