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Marco Rizzo: la mossa del comunista che può far vincere la destra

Pubblicato: 26/10/2026 09:33

La politica italiana è un terreno in cui alleanze, rotture e nuove sigle possono cambiare rapidamente gli equilibri, soprattutto quando si avvicinano le elezioni e ogni voto rischia di diventare decisivo. In questo scenario, la nascita di nuovi soggetti politici non riguarda soltanto i programmi e le candidature, ma anche la capacità di superare gli ostacoli burocratici e organizzativi necessari per presentarsi alle urne. A volte, infatti, una piccola componente parlamentare può avere un peso che va ben oltre il numero dei suoi rappresentanti.

È in questo contesto che si inserisce la nuova iniziativa di un protagonista della sinistra comunista italiana, da tempo impegnato in un percorso politico che lo ha portato lontano dalle sue origini. Dopo il tentativo di dialogo con il generale Roberto Vannacci e la successiva rottura, il progetto di una nuova lista torna al centro dell’attenzione. La questione non riguarda soltanto il futuro del movimento, ma anche le possibili ricadute sugli equilibri del centrodestra in vista delle prossime elezioni politiche.
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Marco Rizzo e Italia domani, la nuova componente al Senato

Il passaggio più significativo è arrivato con la modifica della denominazione di una componente parlamentare a Palazzo Madama. Secondo quanto riportato sul sito del Senato, il 23 ottobre 2026 la componente Civici Marche ha assunto il nome di «Italia domani – Marco Rizzo». La comunicazione ufficiale è prevista nella seduta del 27 ottobre.

L’operazione consente a Marco Rizzo, 67 anni, di legare il proprio progetto politico a una componente del gruppo Misto del Senato. Per costituirla è sufficiente un singolo parlamentare, a condizione che sussistano i requisiti previsti dalle regole parlamentari e il collegamento con una lista presentata alle elezioni del 2022.

Il protagonista di questo passaggio è Antonio Guidi, 81 anni, senatore eletto con Fratelli d’Italia e già ministro per la Famiglia nel primo governo guidato da Silvio Berlusconi. Dopo l’ingresso in FdI nel 2014, Guidi era stato inserito nel gruppo parlamentare Civici d’Italia – Noi Moderati – Maie, nell’area del centrodestra.

Il suo ruolo diventa ora rilevante per le prospettive elettorali di Rizzo, che può contare su una componente parlamentare collegata alla propria nuova denominazione politica. La scelta apre così la strada a una possibile partecipazione alle prossime Politiche, anche se resta da chiarire se Italia domani correrà autonomamente oppure all’interno di una coalizione.

La legge elettorale e la questione delle firme

La componente al Senato potrebbe rivelarsi importante soprattutto per un motivo pratico: la raccolta delle firme necessarie a presentare le liste elettorali. La nuova legge elettorale richiamata nella vicenda prevede infatti un aumento da 1.500 a 6.000 firme per ciascun collegio plurinominale, un requisito che potrebbe rendere più difficile la partecipazione per le formazioni politiche più piccole.

Sono previste, tuttavia, eccezioni per i partiti che possiedono determinati requisiti parlamentari, tra cui quelli dotati di una componente politica all’interno di almeno una delle due Camere. In questi casi rimarrebbe la soglia precedente di 1.500 sottoscrizioni per collegio.

È proprio su questo punto che l’intesa con Guidi assume valore per il progetto di Rizzo. La disponibilità di una componente parlamentare potrebbe permettere a Italia domani di affrontare la raccolta delle firme con un requisito meno oneroso, facilitando l’organizzazione della campagna elettorale.

Per una formazione politica ancora impegnata a consolidare la propria struttura, la differenza tra 1.500 e 6.000 firme rappresenta un elemento concreto. La possibilità di ridurre gli adempimenti necessari per presentarsi alle urne può incidere sulla capacità di competere, soprattutto quando mancano una rete territoriale estesa e un apparato organizzativo paragonabile a quello dei partiti maggiori.

La rottura con Roberto Vannacci e la sfida di Futuro nazionale

Il nuovo percorso di Rizzo arriva dopo il raffreddamento dei rapporti con Roberto Vannacci, oggi alla guida di Futuro nazionale. Circa un anno fa, quando il generale era ancora nella Lega, il leader di Italia domani aveva annunciato l’avvio di un dialogo tra i rispettivi ambienti, sostenendo che esistessero convergenze su diversi punti programmatici.

Quella prospettiva, tuttavia, non si è trasformata in un’alleanza duratura. I rapporti tra i due si sono deteriorati e Rizzo ha successivamente rivolto critiche al progetto politico del generale. Dopo il voto a Reggio Calabria, il fondatore di Italia domani ha sostenuto che Vannacci non sarebbe determinante per il centrodestra.

Nel frattempo, secondo quanto dichiarato dallo stesso Rizzo, la sua formazione avrebbe iniziato ad attirare iscritti e dirigenti provenienti da Futuro nazionale. Tra gli episodi citati figura quello di Sassari, dove circa 500 persone avrebbero lasciato il movimento di Vannacci per aderire a Italia domani.

Rizzo ha descritto questo fenomeno come una perdita di consensi e militanti per il suo concorrente, invitando altri esponenti a unirsi al proprio progetto. L’eventuale ridimensionamento di Futuro nazionale potrebbe risultare favorevole alle forze del centrodestra, anche se la reale portata del fenomeno e le sue conseguenze elettorali restano da verificare.

Gli scenari per il centrodestra alle prossime elezioni

La questione non si esaurisce nella competizione tra Rizzo e Vannacci. Negli ambienti politici circola anche l’ipotesi che Italia domani possa contribuire al risultato elettorale del centrodestra, mettendo a disposizione una piccola quota di voti che, in una competizione serrata, potrebbe assumere un significato maggiore rispetto al suo peso apparente.

Il possibile ruolo di Rizzo viene accostato ad altri casi nei quali esponenti parlamentari hanno consentito a formazioni politiche più piccole di ottenere una componente nel gruppo Misto, con vantaggi sul piano della presentazione delle liste.

Alla Camera, dove per costituire una componente sono necessari almeno tre deputati, Manlio Messina e Luca Sbardella si sono uniti a Francesco Gallo, esponente di Sud chiama Nord, contribuendo a consentire al movimento di Cateno De Luca di affrontare la presentazione delle liste con un numero ridotto di firme. Un meccanismo analogo è stato richiamato anche per l’iniziativa di Alessandro Onorato, che ha potuto contare sul senatore Luigi Nave, legato al Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte, per il progetto Progetto civico.

Questi precedenti mostrano come la composizione dei gruppi parlamentari possa avere conseguenze che vanno oltre l’attività istituzionale quotidiana, incidendo anche sulle strategie elettorali dei partiti.

Per Marco Rizzo e Italia domani, la prossima fase sarà decisiva per capire quale strada intraprendere: presentarsi da soli oppure partecipare alle elezioni all’interno di un’alleanza. Al momento, l’ipotesi di un contributo al centrodestra resta uno degli scenari discussi, ma non equivale a un accordo politico formalizzato.

Il dato certo è la nascita della componente parlamentare con la nuova denominazione. Da qui potrebbe partire una strategia destinata a rafforzare la presenza elettorale di Rizzo, mentre la rottura con Vannacci continua a segnare la competizione tra due progetti politici che, almeno inizialmente, avevano cercato punti di contatto.

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