Vai al contenuto

Israele torna alle urne, il voto che può cambiare il mondo: la diretta

Pubblicato: 27/10/2026 09:54

Israele torna alle urne per le elezioni legislative più delicate degli ultimi anni, le prime dopo il massacro del 7 ottobre e tre anni di guerre su più fronti. Oltre 7,3 milioni di cittadini sono chiamati a eleggere i 120 membri della Knesset, in una sfida che vede contrapposti il premier uscente Benjamin Netanyahu e il principale sfidante, l’ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot. I sondaggi delineano un testa a testa senza una maggioranza parlamentare certa, mentre sicurezza, responsabilità per il 7 ottobre e futuro del Paese dominano il confronto politico. Seggi aperti dalle 7 alle 22 ora locale: attesi in serata i primi exit poll. Di seguito gli aggiornamenti della giornata, dal più recente al meno recente.

10.40 Il dato dell’affluenza
Israele vota oggi per rinnovare i 120 seggi della Knesset, nelle prime elezioni dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e la guerra a Gaza. Gli aventi diritto sono 7.331.981, di cui circa 810mila residenti all’estero, e i seggi aperti sono 12.018. Alle 10 l’affluenza era del 16,68%, più alta del 15,9% registrato nel 2022, secondo la Commissione elettorale centrale.

09:32 – Eisenkot visita il kibbutz Nir Oz prima di votare
Prima di recarsi alle urne, Gadi Eisenkot, leader del partito Yashar e principale avversario di Benjamin Netanyahu, ha visitato il kibbutz Nir Oz insieme all’ex ostaggio Gadi Mozes. La comunità è stata una delle più colpite dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. «Sono orgoglioso e commosso di iniziare questa giornata con Gadi Mozes, simbolo dello spirito e della forza israeliana», ha dichiarato Eisenkot, assicurando il proprio impegno per la ricostruzione e la riparazione delle ferite del Paese. «Farò tutto il possibile per essere degni del prezzo che avete pagato, del prezzo pagato dal kibbutz e del prezzo che abbiamo pagato tutti noi», ha aggiunto.

09:32 – Familiari degli ostaggi in piazza a Tel Aviv: «Votate per il cambiamento»
Nel giorno delle elezioni, i familiari degli ostaggi si sono riuniti a Tel Aviv per invitare i cittadini a votare «per il cambiamento, la giustizia e un futuro migliore». Tra i primi a esprimere la propria preferenza è stato il presidente israeliano Isaac Herzog, che ha votato a Gerusalemme insieme alla moglie Michal. Alle urne anche diversi esponenti politici: il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha votato nell’insediamento di Kedumin, in Cisgiordania, invitando gli elettori a mobilitare amici e familiari. Yair Golan, leader dei Democratici, ha invece lanciato un appello al cambiamento: «Oggi è il giorno in cui salviamo Israele. Abbiamo combattuto per quattro anni nelle strade e ora ci rivolgiamo alle urne». Ha votato anche il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, esponente dell’estrema destra.

09:00 – Tensioni in Cisgiordania, incendiati tre veicoli a Umm Safa
La giornata elettorale è segnata anche dalle tensioni nei Territori palestinesi. Nel villaggio di Umm Safa, a nord-ovest di Ramallah, tre veicoli sono stati incendiati da coloni israeliani, che avrebbero inoltre lasciato slogan razzisti sui muri delle abitazioni. Secondo quanto riferito all’agenzia palestinese Wafa dal capo del consiglio locale, Marwan al-Sabah, gli aggressori sono entrati nel villaggio dopo la mezzanotte. Intanto, le forze israeliane hanno rafforzato le restrizioni agli spostamenti in Cisgiordania, con posti di blocco e chiusure degli accessi a Ramallah, oltre a operazioni e arresti in diverse località. Secondo i dati dell’amministrazione palestinese citati da Wafa, 4.969 persone appartenenti a 780 famiglie sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni a causa delle operazioni militari israeliane. Le restrizioni si inseriscono in un quadro di crescente tensione, mentre Israele affronta un voto decisivo dopo tre anni di conflitto.

08:59 – David Grossman: «Il Paese scelga la speranza, è l’ultima possibilità»
Nel giorno delle elezioni, lo scrittore israeliano David Grossman lancia un appello per una svolta politica e culturale. In un’intervista a Repubblica, denuncia la profonda divisione della società israeliana e il peso crescente delle componenti più radicali. «Israele deve tornare a essere una democrazia governata da persone che hanno a cuore il benessere del Paese, non il proprio», afferma, auspicando una nazione liberale, egualitaria e fondata sul dialogo. Grossman riconosce che molti cittadini sono ormai immersi nella disperazione, ma invita a non abbandonare la prospettiva di un cambiamento. Critica inoltre l’idea che l’unico futuro possibile per Israele sia quello di una «sorta di Sparta», dominata permanentemente dalla logica militare. Sul premier uscente Netanyahu, il giudizio è netto: a suo avviso, ha contribuito a creare una realtà pericolosa. Lo scrittore spera infine che un nuovo governo possa contribuire, almeno in parte, a modificare il clima di antisemitismo che si registra in Europa, negli Stati Uniti e in altre parti del mondo.

08:45 – Herzog vota con la moglie: «Sia una festa della democrazia»
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha votato a Gerusalemme, nel quartiere di Rehavia, insieme alla moglie Michal. Rivolgendosi ai giornalisti, ha definito il voto un privilegio e ha invitato i cittadini a partecipare numerosi. «Spero che questa sia una vera festa della democrazia», ha dichiarato, sottolineando che nessuno dovrebbe poterla compromettere o minarne i principi. «Oggi siamo tutti uguali. È il nostro giorno: andiamo a far sentire la nostra voce e a votare», ha aggiunto. Un messaggio che richiama il valore della partecipazione democratica in una giornata segnata da forti divisioni politiche e da un clima di particolare tensione.

07:14 – Commissione elettorale: aperto oltre il 95% dei seggi
Oltre il 95% dei seggi elettorali israeliani ha comunicato alla Commissione elettorale centrale di aver aperto regolarmente. L’organismo ha precisato che eventuali ritardi nelle comunicazioni non indicano necessariamente che le operazioni di voto non siano iniziate. In totale sono stati predisposti 12.018 seggi per i 7.331.981 cittadini aventi diritto al voto. Le operazioni proseguiranno fino alle 22 ora locale, le 21 in Italia, quando le principali emittenti televisive inizieranno a diffondere i primi exit poll. Il voto rinnova i 120 seggi della Knesset e arriva in una fase cruciale per il futuro politico e istituzionale del Paese.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 27/10/2026 10:33

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure