
Ci sono passioni che diventano molto più di un semplice interesse personale. Diventano uno stile di vita, un modo per incontrare gli altri, costruire amicizie e lasciare un segno nelle persone che si incontrano lungo il proprio cammino. La danza è una di queste: attraverso la musica e il movimento riesce a creare legami profondi, trasformando ogni esibizione in un momento di condivisione. E quando a coltivarla è una persona capace di trasmettere entusiasmo e dedizione, il ricordo supera inevitabilmente i confini della pista da ballo.
Per chi lo ha conosciuto, il ballo non era soltanto una disciplina da praticare o una competizione da vincere, ma una parte fondamentale della propria esistenza. Anni trascorsi tra scuole di danza, gare, serate e incontri, costruendo rapporti che nel tempo sono diventati autentici legami di amicizia. Un percorso fatto di soddisfazioni, sacrifici e passione, che oggi lascia un vuoto difficile da colmare tra quanti hanno condiviso questa esperienza.
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È morto giovedì mattina, poco prima delle 5, Matteo Coletto, 76 anni, pluricampione italiano di danze caraibiche. Il ballerino si è spento dopo aver affrontato una lunga battaglia contro una malattia incurabile, diagnosticata nell’agosto scorso. Viveva da solo in via Ceron 22, a Villanova, insieme al suo inseparabile gatto.
A raccontare gli ultimi mesi, segnati dalla sofferenza e dai tentativi di contrastare la malattia, è Annalisa Masiero, storica compagna di danza, amica e presenza fondamentale nella sua vita. «Le ha provate tutte in quest’ultimo anno, che è stato un calvario», ricorda. Coletto si era affidato alle cure dello Iov, affrontando anche la chemioterapia e successivamente le cure palliative. Purtroppo, nessun trattamento è riuscito a fermare la malattia.
Dopo aver lavorato come operaio all’azienda Diwar di Villanova, era rimasto per diversi anni in cassa integrazione. Soltanto da poco aveva raggiunto la pensione.

Cinque volte campione italiano di salsa cubana e bachata
Il nome di Matteo Coletto era conosciuto ben oltre i confini del paese. Insieme ad Annalisa Masiero aveva conquistato per cinque volte il titolo di campione italiano di danze caraibiche, nelle specialità della salsa cubana e della bachata. Una coppia affiatata, capace di distinguersi nelle competizioni e di trasmettere attraverso il ballo un’intesa costruita in tanti anni di esperienza condivisa.
A Villanova Coletto era soprattutto il volto dell’associazione La Guajira Son, della quale guidava la scuola di danza da circa vent’anni. Un’attività portata avanti con grande impegno, utilizzando anche spazi pubblici per organizzare corsi e avvicinare nuove persone al mondo della danza cubana.
La scuola era diventata negli anni una realtà consolidata del territorio. I numeri raggiunti testimoniano il lavoro svolto: soltanto quest’anno gli iscritti erano circa 150 allievi, coinvolti nelle diverse specialità proposte. Un risultato importante, frutto della capacità di creare un ambiente nel quale la danza rappresentava anche un’occasione di socializzazione e condivisione.
Anche quest’anno l’associazione aveva organizzato una serata durante la sagra di Villanova, confermando il proprio legame con la comunità e con le iniziative del paese.

Il cordoglio della sindaca e il ricordo degli amici
La scomparsa di Coletto ha suscitato profonda commozione tra quanti lo conoscevano e avevano condiviso con lui esperienze personali e associative. A esprimere il cordoglio dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità è stata la sindaca Sarah Gaiani, attraverso un messaggio pubblicato sulla propria pagina Facebook.
La prima cittadina ha ricordato il contributo offerto da Matteo alla vita associativa locale, sottolineando come la sua passione per la danza e la salsa lo avesse reso parte di quel mondo fatto di relazioni, impegno e partecipazione che contribuisce ad arricchire una comunità.
Un ricordo al quale si aggiunge quello di Annalisa Masiero, che oltre ai successi sportivi sottolinea soprattutto le qualità umane dell’amico. «Matteo non ha mai litigato con nessuno, era l’uomo più pacifico del mondo», racconta. Una persona stimata e benvoluta ovunque, dalle scuole di danza alle discoteche, fino alle associazioni del territorio.
Anche Cristian Bottaro, ex sindaco e attuale vicesindaco di Villanova, ha voluto ricordarlo, descrivendolo come un uomo appassionato di ballo, simpatico e dotato di un animo buono. «La sua scomparsa ci rattrista molto», ha sottolineato.
Con la morte di Matteo Coletto, Villanova perde un protagonista della propria vita associativa e un riferimento per tanti appassionati di danza. Restano i cinque titoli italiani conquistati, i vent’anni dedicati alla scuola di ballo e soprattutto il ricordo di una persona che aveva saputo trasformare una passione in un’occasione di incontro per tante persone.
La data del funerale non è ancora stata fissata.


