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Midterm Usa, una guerra di potere tra Congresso e Casa Bianca: leggi, veti e impeachment nella sfida a Trump

Pubblicato: 03/11/2026 16:43

Per Donald Trump la partita delle elezioni di midterm non si esaurisce nella conquista o nella perdita di seggi. Il risultato del voto può infatti modificare profondamente il funzionamento della sua presidenza, riducendo la capacità della Casa Bianca di trasformare le promesse elettorali in provvedimenti concreti. Negli Stati Uniti, infatti, il presidente non controlla direttamente il processo legislativo e deve confrontarsi con un Parlamento dotato di poteri autonomi e strumenti per limitarne l’azione.
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È questo uno degli aspetti più importanti del sistema istituzionale americano. Il Congresso può approvare leggi, decidere come utilizzare le risorse federali, autorizzare le nomine più importanti e, nei casi previsti dalla Costituzione, avviare una procedura di impeachment. Se i Democratici dovessero conquistare la maggioranza in una o in entrambe le Camere, Trump si troverebbe davanti a un interlocutore politicamente ostile. Il nuovo equilibrio diventerebbe operativo dal 3 gennaio, con l’insediamento del 120° Congresso.

Come funziona il Congresso americano

Il Parlamento degli Stati Uniti è composto da due assemblee: la Camera dei rappresentanti, con 435 membri eletti ogni due anni, e il Senato, formato da 100 componenti con un mandato di sei anni. Entrambi partecipano all’approvazione delle leggi e, nella maggior parte dei casi, devono dare il proprio consenso allo stesso identico testo. La conquista della maggioranza in una delle due Camere permette quindi a un partito di esercitare un’influenza significativa sull’attività legislativa.

Un ruolo determinante è affidato alle commissioni parlamentari. Sono questi organismi a esaminare le proposte, modificarle, preparare i testi e stabilire quali provvedimenti possano arrivare al voto dell’assemblea. Le presidenze vengono assegnate al partito che controlla la rispettiva Camera e rappresentano una delle leve più importanti per indirizzare il lavoro del Congresso.

Tra gli incarichi più ambiti ci sono quelli alla guida del Committee on Ways and Means, responsabile delle questioni fiscali e delle entrate, e dell’Appropriations Committee, che decide gli stanziamenti federali. Particolarmente importanti sono anche le commissioni Giustizia, Difesa e Affari esteri. Chi ne assume la presidenza può incidere direttamente sulle priorità politiche e sulle risorse destinate ai diversi settori dell’amministrazione.

Il veto, l’arma di Trump contro il Congresso

Uno degli strumenti più importanti a disposizione del presidente è il veto. Dopo l’approvazione di Camera e Senato, una legge viene trasmessa alla Casa Bianca per la firma. Il presidente può decidere di non promulgarla, rinviandola al Congresso con le proprie obiezioni. È proprio questa eventualità che Trump ha già messo sul tavolo in vista di una possibile sconfitta elettorale, dichiarando di voler diventare «Mr. Veto».

Il potere presidenziale, tuttavia, non è illimitato. Il Congresso può superare il veto attraverso una nuova votazione, ma per farlo deve raggiungere una maggioranza dei due terzi in entrambe le assemblee. Una soglia particolarmente elevata, che rende difficile imporre una legge contro la volontà del capo dello Stato.

Nella maggior parte dei casi, il veto apre quindi una fase di negoziati tra amministrazione e Parlamento. Le parti possono cercare un compromesso, modificare il provvedimento e sottoporlo nuovamente all’approvazione. Se non viene raggiunta un’intesa e non ci sono i numeri per superare il veto, la legge viene definitivamente bloccata. È uno dei meccanismi attraverso cui il sistema americano impedisce che il potere legislativo e quello esecutivo si concentrino nelle mani di un’unica istituzione.

La spesa pubblica e il rischio shutdown

Un terreno sul quale il confronto tra Congresso e presidente diventa particolarmente delicato è quello del bilancio federale. Nel 2026 la spesa pubblica degli Stati Uniti ha raggiunto i 7.400 miliardi di dollari. Una parte consistente di queste risorse è già vincolata da disposizioni legislative precedenti, mentre un’altra viene decisa attraverso gli stanziamenti annuali.

Circa 4.400 miliardi finanziano le cosiddette spese obbligatorie, tra cui pensioni e programmi sanitari pubblici come Medicare e Medicaid. Altri 950 miliardi sono destinati al pagamento degli interessi sul debito. Restano circa 1.650 miliardi di dollari che il Congresso deve distribuire attraverso gli Appropriations Bills, le leggi che stabiliscono i finanziamenti per le attività federali.

In questa categoria rientrano le infrastrutture, gli stipendi dei dipendenti pubblici, il funzionamento della giustizia e le risorse destinate alle agenzie governative. Una voce particolarmente rilevante è quella della Difesa, che assorbe circa 886 miliardi di dollari. La legge di bilancio diventa così uno strumento di indirizzo politico, perché permette al Congresso di decidere quali settori finanziare e con quali risorse.

Il mancato accordo entro le scadenze previste può provocare uno shutdown, ovvero la sospensione di una parte delle attività federali. Senza l’approvazione dei finanziamenti, numerosi uffici pubblici devono interrompere temporaneamente i servizi. Il blocco prosegue fino a quando le forze politiche non trovano un’intesa per garantire le risorse necessarie al funzionamento dello Stato.

Impeachment e nomine, i poteri esclusivi del Congresso

La Costituzione americana attribuisce alle due assemblee anche competenze distinte. Alla Camera dei rappresentanti spetta il potere di avviare le procedure di impeachment nei confronti del presidente e degli altri funzionari federali. Il Senato ha invece il compito di celebrare il processo e pronunciarsi sulla condanna. La maggioranza dei due terzi dei senatori presenti è necessaria per rimuovere l’imputato dalla carica.

Il Senato dispone inoltre di un potere decisivo sulle nomine presidenziali. Quando il presidente sceglie un nuovo componente del governo, un ambasciatore o un alto funzionario federale, in numerosi casi la nomina deve ottenere il consenso dei senatori. Il candidato viene sottoposto a un esame attraverso audizioni e verifiche, prima del voto definitivo.

La procedura riguarda anche le principali istituzioni federali, tra cui Federal Reserve, Sec, Fbi, Cia e Nsa. Un passaggio particolarmente importante riguarda la Corte Suprema: la nomina dei suoi nove giudici spetta al presidente, ma richiede la conferma del Senato. Considerata la durata sostanzialmente vitalizia degli incarichi, ogni sostituzione può incidere sugli orientamenti della giustizia americana per molti anni.

Finora Trump ha potuto contare su un Congresso controllato dai Repubblicani, condizione che gli ha permesso di portare avanti la propria agenda con poche resistenze parlamentari. Il risultato delle midterm potrebbe cambiare questo scenario. Se i Democratici conquisteranno anche soltanto una delle due Camere, il presidente dovrà confrontarsi con un Parlamento meno disponibile ad assecondare le sue iniziative. E il secondo biennio della sua presidenza potrebbe trasformarsi in una lunga trattativa con il Congresso.

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Ultimo Aggiornamento: 04/11/2026 00:18

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