
Gli Stati Uniti votano per decidere il futuro politico del Congresso e, con esso, i margini di manovra di Donald Trump negli ultimi due anni del suo mandato presidenziale. Le elezioni di midterm del 3 novembre 2026 rappresentano uno degli appuntamenti più delicati per la Casa Bianca, con milioni di americani chiamati alle urne per rinnovare tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti e 35 dei 100 seggi del Senato, oltre a scegliere numerosi rappresentanti delle amministrazioni locali.
La partecipazione si annuncia particolarmente elevata: quasi 58 milioni di cittadini hanno già espresso il proprio voto attraverso le procedure anticipate, un dato record che testimonia l’importanza attribuita a questa consultazione. I democratici sperano in quella che negli Stati Uniti viene definita un’«onda blu», una mobilitazione capace di modificare gli equilibri del Congresso. Le ultime rilevazioni indicano un vantaggio dell’opposizione nella competizione per la Camera, mentre al Senato il confronto rimane più incerto, con alcune sfide particolarmente combattute. Dal Maine al Texas, passando per Ohio, Kansas e Alaska, l’attenzione si concentra sui collegi che potrebbero risultare decisivi per la composizione del nuovo Parlamento americano.
Ma a dominare questa giornata elettorale è soprattutto il giudizio degli americani sull’operato del presidente. Secondo il primo voter poll della Cnn, il 62% degli elettori disapprova Donald Trump, mentre tre americani su quattro si dichiarano insoddisfatti della situazione generale del Paese. Quattro su dieci arrivano a definirsi arrabbiati e persino una parte di coloro che avevano sostenuto il repubblicano nel 2024 esprime oggi un giudizio negativo sulla sua presidenza.
Un sondaggio dell’Associated Press conferma il malcontento, indicando nel costo della vita e nella corruzione all’interno del governo due delle questioni che maggiormente preoccupano gli elettori. Il presidente aveva cercato di difendere il proprio bilancio politico alla vigilia del voto, dichiarando di aver mantenuto più promesse di quante ne avesse fatte, ma nelle ultime ore dalla Cnn arrivano indiscrezioni su conversazioni private nelle quali lo stesso Trump avrebbe riconosciuto la possibilità di un risultato particolarmente negativo per i repubblicani.
La tensione cresce anche intorno alle operazioni di voto: in diversi Stati vengono segnalati problemi tecnici alle macchine elettroniche e sui social network si diffondono sospetti di possibili interferenze, senza che siano emerse prove a sostegno delle accuse. Mentre i seggi rimangono aperti e l’America attende i primi risultati, il voto si trasforma dunque in un passaggio cruciale per gli equilibri di Washington. Una vittoria democratica alla Camera o al Senato cambierebbe profondamente i rapporti tra la Casa Bianca e il Congresso, imponendo al presidente di confrontarsi con un’opposizione dotata di maggiori strumenti parlamentari. La partita riguarda quindi non soltanto i singoli candidati, ma la possibilità per Trump di proseguire la propria agenda politica con l’attuale sostegno del potere legislativo.
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Elezioni Usa, tutti gli aggiornamenti sulle midterm
02:29 – I democratici conquistano North Carolina e New Hampshire
Secondo le proiezioni della Cnn, il democratico Chris Pappas ha vinto la corsa per il Senato in New Hampshire, superando il repubblicano John Sununu. Il seggio resta quindi nelle mani dei democratici. Anche in North Carolina il risultato premia il Partito democratico: il seggio al Senato va all’ex governatore Roy Cooper.
02:27 – Florida, i democratici difendono i distretti ridisegnati dai repubblicani
I democratici conquistano i distretti 14 e 25 della Florida, respingendo il tentativo repubblicano di modificarne gli equilibri attraverso il ridisegno delle mappe elettorali, il cosiddetto gerrymandering. Anche il distretto 22 sembra orientato verso i democratici, mentre il Partito repubblicano potrebbe riuscire a conquistare soltanto il 27.
02:23 – Texas, decisivi i sobborghi di Dallas nella sfida per il Senato
James Talarico è in vantaggio su Ken Paxton secondo i primi risultati dello scrutinio in Texas. Come riferito dalla Cnn, il candidato democratico beneficia soprattutto delle schede del voto anticipato. Il quadro potrebbe però cambiare con il conteggio dei voti espressi nella giornata elettorale, considerati dai democratici decisivi per determinare il risultato. Particolare attenzione è rivolta ai sobborghi di Dallas.
02:19 – Mike Johnson sente Trump: “Fiducioso sul voto”
Donald Trump e lo speaker repubblicano della Camera, Mike Johnson, hanno avuto un colloquio telefonico nell’ultima ora, mentre prosegue lo scrutinio delle elezioni di midterm. A riferirlo è stato lo stesso Johnson alla Cnn, dichiarandosi fiducioso sull’esito delle consultazioni.
02:18 – Nyt, democratici avanti in Michigan e Texas
Secondo le rilevazioni del New York Times, i candidati democratici sono in vantaggio nelle corse per il Senato in Michigan e Texas. Abdul El-Sayed guida nello scrutinio in Michigan, mentre James Talarico risulta avanti in Texas.
02:16 – Florida, la repubblicana Ashley Moody vince il seggio al Senato
Le proiezioni dell’Associated Press assegnano la vittoria alla repubblicana Ashley Moody nella corsa al Senato in Florida. Sconfitta la progressista Angie Nixon, con i democratici che mancano per poche decine di migliaia di voti un risultato che avrebbe potuto consegnare loro un seggio importante nella battaglia per il controllo della Camera alta.
02:12 – Pennsylvania, il democratico Josh Shapiro confermato governatore
Josh Shapiro ottiene un nuovo mandato alla guida della Pennsylvania. Secondo le proiezioni della Cnn, il governatore democratico ha sconfitto la candidata repubblicana Stacy Garrity, attuale tesoriera dello Stato.
02:10 – Nyt, i democratici al 93% di possibilità di conquistare la Camera e al 74% il Senato
Secondo le stime del New York Times, i democratici hanno il 93% di probabilità di conquistare la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti e il 74% al Senato. Le proiezioni indicano quindi una possibile affermazione del Partito democratico in entrambi i rami del Congresso.
02:05 – Midterm, chiudono i seggi in altri 16 Stati: attenzione a Michigan e Maine
Le operazioni di voto si sono concluse in altri 16 Stati americani: Pennsylvania, New Jersey, Massachusetts, Maryland, Illinois, Connecticut, Delaware, Alabama, Mississippi, Missouri, Maine, Rhode Island, Tennessee, Oklahoma e Washington D.C. La chiusura riguarda anche la maggior parte del Michigan e le restanti aree della Florida. Tra le sfide più attese ci sono quelle del Michigan, dove Abdul El-Sayed potrebbe diventare il primo senatore musulmano nella storia degli Stati Uniti, e del Maine, diventato uno dei principali terreni di confronto per gli equilibri del Congresso.
In Maine la corsa al Senato tra la repubblicana moderata Susan Collins e il democratico Troy Jackson è considerata una delle più incerte a livello nazionale. I sondaggi della vigilia indicavano un confronto ravvicinato, con Jackson al 49% e Collins al 45%. Particolare attenzione anche alle competizioni per la Camera dei Rappresentanti e per la carica di governatore.
02:00 – Senato, vittorie democratiche in New Jersey, Rhode Island, Delaware, Illinois e Massachusetts
La Cnn attribuisce ai democratici la vittoria nelle corse per il Senato in Delaware, Illinois, Massachusetts, New Jersey e Rhode Island. Si tratta di risultati in linea con le aspettative della vigilia.
01:57 – Florida, la corsa al Senato si sposta a favore dei repubblicani
La competizione per il Senato in Florida registra un cambio di andamento: la repubblicana Ashley Moody ha superato la democratica Angie Nixon, portandosi in vantaggio nello scrutinio.
01:50 – Florida, si riduce il vantaggio democratico in quattro collegi in bilico
I candidati democratici restano in vantaggio in quattro distretti chiave della Florida: il 14, il 22, il 25 e il 27. Si tratta di collegi interessati dal ridisegno elettorale voluto dai repubblicani per tentare di riconquistarli. I margini si stanno però assottigliando, soprattutto nel distretto 27. Secondo il New York Times, l’obiettivo del Partito repubblicano sarebbe conquistare tre dei quattro collegi. I repubblicani sono invece già avanti nei distretti 13, 16 e 27, che i democratici avevano inserito tra i propri obiettivi elettorali.
01:48 – Trump: “I democratici vogliono il mio impeachment”
Donald Trump ha lanciato un appello per raccogliere fondi tra i propri sostenitori, avvertendo che, in caso di conquista del Congresso da parte dei democratici, questi ultimi chiederanno «apertamente il mio impeachment». In un’email inviata mentre negli Stati Uniti chiudevano i primi seggi, il presidente ha ricordato che il suo secondo mandato è «praticamente a metà». «C’è ancora molto da fare per portare a termine il lavoro e rendere di nuovo grande l’America. Prometto che continuerò a lottare ogni giorno per voi e le vostre famiglie», ha scritto. Trump ha inoltre definito i democratici «più fuori controllo, arrabbiati e pericolosi che mai».
01:45 – Indiana, nel quinto distretto della Camera Ford avanti di 16 punti
Con il 58% dei voti scrutinati, il democratico J.D. Ford è in vantaggio nel quinto distretto dell’Indiana con il 57,8% dei consensi, contro il 42,2% della repubblicana uscente Victoria Spartz. Il margine tra i due candidati è al momento di 15,6 punti percentuali.
01:44 – Chiudono i seggi anche in North Carolina e West Virginia
Le operazioni di voto si sono concluse anche in North Carolina e West Virginia. Nel primo Stato, la corsa per il seggio senatoriale vacante rappresenta una delle opportunità più importanti per i democratici. A contenderselo sono l’ex governatore Roy Cooper e Michael Whatley, già presidente del Comitato nazionale repubblicano.
01:37 – South Carolina, scrutinato il 2% dei voti
È ancora nelle primissime fasi lo scrutinio in South Carolina, dove è stato conteggiato appena il 2% dei voti. La sfida per il Senato vede contrapposti la repubblicana Darline Graham e la democratica Annie Andrews. Una situazione di incertezza viene segnalata anche nella corsa per la carica di governatore in Georgia.
01:30 – Georgia, il democratico Ossoff mantiene il seggio al Senato
Il democratico Jon Ossoff vince la corsa al Senato in Georgia e conserva il proprio seggio. Il senatore, soprannominato «l’Obama bianco», ha battuto il repubblicano Mike Collins, secondo le proiezioni di Decision Desk HQ riportate da Bloomberg. Ossoff era l’unico senatore democratico in carica chiamato nel 2026 a difendere un seggio in uno Stato che nel 2024 aveva votato per Donald Trump.
01:24 – Senato, primi dati: Ossoff nettamente avanti in Georgia
Con il 20% dei voti scrutinati, il democratico Jon Ossoff raccoglie il 71% dei consensi in Georgia. Un vantaggio ampio, ma in linea con le aspettative degli analisti per le prime fasi dello spoglio.
01:21 – Florida, la democratica Nixon avanti nella corsa al Senato
Con il 50% delle schede scrutinate, la democratica Angie Nixon è in vantaggio in Florida. Il margine è di circa tre punti percentuali, ma il dato non consente ancora di considerare la corsa indirizzata. Gran parte delle schede conteggiate proviene infatti dal voto anticipato, che tende a favorire i democratici. Il collegio era considerato probabilmente repubblicano.
01:16 – Florida, democratici avanti in quattro collegi chiave
I candidati democratici sono in vantaggio in quattro distretti considerati in bilico in Florida: il 14, il 22, il 25 e il 27. Lo scrutinio è già avanzato, ma i risultati disponibili riguardano in larga parte il voto anticipato, che storicamente tende a favorire il Partito democratico. Sarà necessario attendere il conteggio delle altre schede per valutare la consistenza dei vantaggi.
01:02 – Chiudono i seggi in parte della Florida, in Georgia e in South Carolina
Le operazioni di voto si sono concluse anche in Virginia e Vermont, oltre che in alcune aree dell’Indiana e del Kentucky. Tra le sfide da seguire c’è quella per il Senato in South Carolina, dove il candidato repubblicano mantiene i favori del pronostico, insieme a diversi collegi della Camera ancora in bilico.
In Virginia l’attenzione è concentrata sui distretti 1, 2 e 5. In Florida, invece, gli occhi sono puntati sui collegi 9, 13, 14, 16, 22, 25 e 27, dove si attendono indicazioni importanti sugli equilibri della Camera dei Rappresentanti.
01:00 – Indiana, i primi risultati mostrano una crescita dei democratici rispetto al 2024
I primi dati dello scrutinio in Indiana indicano una prestazione migliore dei democratici rispetto alle elezioni del 2024, anche in alcuni distretti storicamente repubblicani. Nel quinto distretto, secondo le rilevazioni diffuse dalla Cnn, il democratico J.D. Ford ha raggiunto il 63,6% nel primo conteggio della contea di Hamilton. Due anni fa, nella stessa contea, i democratici si erano fermati al 46,3%, mentre la repubblicana Victoria Spartz aveva vinto il distretto con il 50,1%.
Segnali analoghi arrivano dal terzo distretto, dove Kelly Thompson ha ottenuto il 63,5% nel primo rilevamento della contea di Allen. Nel 2024 il repubblicano Marlin Stutzman aveva conquistato il 53,6% dei voti. Anche nelle altre contee del distretto Stutzman risulta avanti, ma con vantaggi più contenuti rispetto a due anni fa.
Si tratta, tuttavia, di risultati ancora molto parziali, probabilmente concentrati soprattutto sulle schede del voto anticipato e per corrispondenza. La stessa Cnn invita alla cautela: è ancora troppo presto per stabilire se il quinto e il terzo distretto possano effettivamente trasformarsi in competizioni aperte.
00:52 – Trump: “Nessun piano immediato per attaccare l’Iran”
Gli Stati Uniti non intendono lanciare nell’immediato un attacco contro l’Iran. Lo ha dichiarato Donald Trump in un’intervista al Financial Times, spiegando che, al momento, Washington starebbe già ottenendo i risultati desiderati. «Sembra che stiamo ottenendo tutto ciò che vogliamo», ha affermato il presidente americano.
00:31 – Elezioni, Senato Kentucky, repubblicani avanti come da previsione
Seggi chiusi in Kentucky: nella corsa al Senato il candidato repubblicano è avanti come da previsione.
23:38 – Trump furioso con Fox News, insulta la commentatrice Jessica Tarlov
Donald Trump attacca duramente Jessica Tarlov, commentatrice politica liberal della trasmissione The Five su Fox News. Il presidente pubblica un messaggio su Truth mentre segue la copertura televisiva delle elezioni: «Sto guardando i risultati pre-elettorali su Fox News, ma non sopporto la voce di Jessica Tarlov: è stupida come un sasso, ma è proprio la sua voce a darmi sui nervi». Trump annuncia quindi di voler cambiare canale, aggiungendo che tornerà a guardare la rete quando la commentatrice, da lui definita una «perdente», non sarà più in onda. Un nuovo attacco personale che arriva nel pieno di una giornata politicamente delicata per il presidente.
23:27 – Cnn: Trump ammette in privato il rischio di una pesante sconfitta
Donald Trump avrebbe riconosciuto, nel corso di conversazioni riservate, che le elezioni di metà mandato potrebbero concretizzare lo scenario peggiore per il Partito repubblicano. A riferirlo è la Cnn, che cita fonti informate sui colloqui del presidente. L’indiscrezione arriva mentre milioni di americani stanno ancora votando e le rilevazioni indicano un vantaggio democratico nella competizione per la Camera dei Rappresentanti. Più incerta la situazione al Senato, dove la maggioranza dipende dall’esito di alcune sfide particolarmente combattute. Le parole attribuite a Trump contrastano con il tono pubblico tenuto alla vigilia della consultazione, quando aveva rivendicato i risultati della propria amministrazione e dichiarato di aver mantenuto più promesse di quelle formulate durante la campagna elettorale.
23:26 – Sondaggio Associated Press: sei americani su dieci disapprovano Trump
Il malcontento nei confronti dell’amministrazione americana emerge anche da una rilevazione dell’Associated Press condotta tra gli elettori. Secondo il sondaggio, sei intervistati su dieci disapprovano il modo in cui Donald Trump sta esercitando la presidenza. Al centro delle preoccupazioni compaiono soprattutto il costo della vita e la corruzione all’interno del governo, due questioni che pesano sul giudizio espresso dagli americani. Una percentuale analoga, sei elettori su dieci, ritiene che l’aumento dei prezzi sia riconducibile principalmente alle politiche adottate da Trump piuttosto che a circostanze economiche esterne al controllo della Casa Bianca. La situazione economica si conferma quindi uno dei principali temi su cui gli elettori stanno valutando l’operato dell’amministrazione.
23:25 – Problemi alle macchine elettorali, sui social esplodono i sospetti di interferenze
Cresce la tensione intorno alle operazioni di voto dopo una serie di segnalazioni di problemi tecnici alle macchine elettroniche utilizzate nei seggi. Difficoltà nell’accettazione delle schede vengono riferite in diversi Stati, dal Mississippi al Massachusetts, dalla Carolina del Nord a New York. Le segnalazioni alimentano sui social network preoccupazioni e accuse di possibili manipolazioni. Alcuni utenti evocano un presunto «effetto Elon Musk», chiamando in causa il sistema satellitare Starlink e ipotizzando interferenze esterne, senza però presentare prove concrete. Nei giorni precedenti aveva fatto discutere anche la testimonianza di Stella Parton, che aveva raccontato di aver dovuto ripetere più volte la propria scelta elettorale in Tennessee perché la macchina avrebbe selezionato un candidato diverso da quello indicato. Le testimonianze e i malfunzionamenti segnalati non dimostrano tuttavia l’esistenza di alterazioni intenzionali del voto.
23:21 – Cnn, giudizio durissimo degli elettori: il 62% boccia Trump, tre su quattro insoddisfatti del Paese
Il primo voter poll della Cnn restituisce un quadro di forte insoddisfazione nell’elettorato americano. Secondo la rilevazione, il 62% degli intervistati disapprova l’operato del presidente Donald Trump, mentre circa tre elettori su quattro si dichiarano insoddisfatti dell’andamento generale degli Stati Uniti. Il 40% descrive addirittura il proprio stato d’animo come arrabbiato. Il dato politicamente più significativo riguarda però gli stessi sostenitori del presidente: un quinto degli elettori che avevano votato per Trump alle presidenziali del 2024 esprime oggi un giudizio negativo sulla sua performance. Il sondaggio comprende cittadini che hanno già votato per posta, attraverso le procedure anticipate oppure direttamente nei seggi durante l’Election Day. Una fotografia del clima politico che accompagna il rinnovo del Congresso, mentre restano da conoscere i risultati effettivi delle urne.


