
Il buio della notte correva veloce fuori dal finestrino, interrotto solo dal riflesso delle luci interne che illuminavano una dashboard carica di adrenalina e incoscienza. Era un momento che doveva restare impresso nella memoria digitale, una sfida lanciata alla velocità che si è trasformata in una testimonianza involontaria di un destino imminente. Mentre l’ago del tachimetro saliva e la strada scorreva come un nastro scuro, il confine tra il gioco e la tragedia si faceva sempre più sottile, fino a spezzarsi definitivamente contro un ostacolo immobile. Quella che era iniziata come una serata tra amici, segnata dalla voglia di apparire e di correre, si è conclusa nel silenzio assordante di un impatto che non ha lasciato scampo, trasformando uno schermo luminoso nell’ultimo frame di una vita spezzata.
La dinamica dell’incidente a Trani
La cronaca locale si tinge di nero per un drammatico evento avvenuto lungo la via Barletta, nei pressi della città di Trani. Un giovane di trentadue anni, Salvatore Patruno, ha perso la vita in un violento scontro stradale che ha visto la sua Volkswagen Golf trasformarsi in un ammasso di lamiere. Il sinistro si è verificato nelle prime ore di venerdì 20 febbraio, intorno alle due del mattino. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dalle autorità competenti, l’auto avrebbe perso aderenza con il manto stradale, reso viscido dalle condizioni meteorologiche o dall’umidità notturna, finendo la sua corsa contro un muretto a secco che delimita la carreggiata. L’impatto è stato di una violenza inaudita, tanto da sbalzare il conducente fuori dall’abitacolo, rendendo vano ogni tentativo di soccorso da parte del personale sanitario giunto tempestivamente sul posto.
Il video condiviso su instagram
A rendere ancora più inquietante l’intera vicenda è la presenza di un filmato pubblicato sui social network pochi istanti prima della tragedia. Nel video, ora acquisito dagli investigatori, si vede chiaramente l’interno della vettura mentre sfreccia nell’oscurità. L’elemento che ha maggiormente colpito l’opinione pubblica e gli inquirenti è il tachimetro, che nel frame incriminato segna la velocità di 147 chilometri orari. Questa prova digitale documenta in modo inequivocabile la condotta di guida tenuta nei momenti precedenti allo schianto, offrendo una prospettiva agghiacciante sulla sequenza dei fatti. La strada, che appariva deserta nelle immagini, è diventata il teatro di una fine improvvisa quanto evitabile, catturata dall’obiettivo di uno smartphone che cercava di immortalare una bravata ad alta velocità.
Le condizioni dei sopravvissuti
A bordo della Volkswagen Golf non viaggiava solo la vittima. Insieme a Salvatore Patruno erano presenti altri due giovani, un ragazzo di ventuno anni e un minore di diciassette anni, entrambi originari di Bari ma residenti a Trani. Entrambi sono stati estratti dalle lamiere e trasportati d’urgenza negli ospedali di Barletta e Andria per ricevere le cure necessarie a seguito dei traumi cranici riportati nell’urto. Sebbene le loro condizioni siano attualmente stabili e non sembrino trovarsi in imminente pericolo di vita, i medici mantengono la prognosi riservata per monitorare l’evoluzione del quadro clinico. La fortuna, in questo caso, ha permesso a due vite di non spegnersi, sebbene il peso psicologico di quanto accaduto resterà un segno indelebile per il loro futuro.
Le indagini degli investigatori
Le autorità locali, tra cui la polizia locale e i carabinieri, supportati dall’intervento dei vigili del fuoco, stanno lavorando intensamente per ricostruire ogni dettaglio della dinamica. L’assenza di altri veicoli coinvolti suggerisce che si sia trattato di un incidente autonomo, causato con ogni probabilità dall’eccessiva velocità unita alle condizioni della strada. Il video di Instagram rappresenta ora il pilastro centrale dell’inchiesta, poiché permette di verificare la velocità effettiva del mezzo al momento della perdita di controllo. Gli inquirenti analizzeranno anche lo stato meccanico del veicolo per escludere eventuali guasti improvvisi, sebbene l’ipotesi dell’errore umano legato all’alta velocità resti la pista principale seguita dagli uffici giudiziari.


