
L’Europa centro-occidentale resta protetta dall’anticiclone subtropicale, una vasta area di alta pressione che sta garantendo condizioni di marcata stabilità atmosferica anche sull’Italia. Il risultato è un quadro meteo insolitamente mite per la fine di febbraio, con temperature superiori alla media stagionale e scenari che, in alcune aree del Paese, richiamano già la primavera.
Non mancano tuttavia elementi di variabilità locale. In pianura e nelle valli, soprattutto al Nord e lungo alcuni settori del Centro, la presenza di foschie, nebbie e nubi basse limita l’irraggiamento solare e frena l’aumento delle temperature nelle ore centrali della giornata.
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Previsioni meteo fino a fine febbraio
La fase anticiclonica accompagnerà l’Italia fino alla conclusione del mese, mantenendo un contesto generalmente stabile. Dalla pianura alla montagna i valori termici si mantengono sopra media, con zero termico oltre i 3.000 metri e punte che in quota creano condizioni quasi tardo-primaverili.
Sulle Alpi centro-occidentali, a circa 1.000 metri, le massime possono raggiungere e superare i 15-16°C, mentre al Nordovest le temperature in pianura toccano localmente i 20°C. Il Nordest risente maggiormente della presenza di nebbie mattutine, che attenuano le escursioni termiche.

Le ore più fredde vedono la formazione di banchi di nebbia in Val Padana, mentre nubi basse interessano la Liguria centro-orientale, la Toscana, l’Umbria e alcuni tratti tirrenici centro-meridionali. Nel corso della giornata, il sole tende comunque a prevalere su gran parte del territorio.
Permane un marcato rischio valanghe in alta montagna, favorito dall’innalzamento dello zero termico e dalle temperature insolitamente elevate per il periodo.
L’indebolimento dell’anticiclone e il weekend
A partire da venerdì 27 febbraio si osservano i primi segnali di indebolimento dell’alta pressione, con infiltrazioni di aria più umida dai quadranti occidentali. Il tempo resta in prevalenza stabile, ma aumentano nebbie e nubi basse tra Val Padana e regioni tirreniche centro-settentrionali. In Liguria non si esclude qualche episodio di pioviggine.
Le temperature rimangono sopra la media climatica su gran parte della Penisola, con valori più contenuti solo sulla Liguria. Lo zero termico scende progressivamente tra 2.800 e 2.600 metri, mentre sulle Alpi le massime a 1.000 metri si attestano tra 10 e 12°C. Il rischio valanghe resta elevato.
Sabato 28 febbraio il quadro si fa più variabile al Nordovest, dove sono attese piogge sparse e qualche nevicata sulle Alpi occidentali a quote medio-alte. Nubi irregolari sulle regioni centrali tirreniche, mentre altrove il sole continuerà a prevalere.

Domenica 1° marzo 2026, data che segna l’inizio della primavera meteorologica, il Nord si presenterà molto nuvoloso o coperto, con fenomeni simili alla giornata precedente. Sulle regioni centrali tirreniche possibili piogge, specie sull’alta Toscana. Nel resto del Paese condizioni più stabili, con foschie e nebbie mattutine nelle valli.
Le temperature subiranno un lieve calo al Nord, in particolare al Nordovest, mentre nel resto d’Italia i valori resteranno ancora superiori alla media. In montagna lo zero termico è previsto in discesa fino a 2.000 metri, segnale di un graduale rientro verso condizioni più consone al periodo.
La fase anticiclonica, pur indebolendosi, continua dunque a caratterizzare il quadro meteo nazionale, mantenendo un clima mite e stabile ma con criticità legate a nebbie persistenti e al pericolo valanghe sulle Alpi.


