
Il lungo inverno di paura per la famiglia Rubino volge finalmente al termine. Dopo quasi due mesi di angoscia sospesa tra i reparti di terapia intensiva, arriva la notizia che tutti aspettavano: «Elsa è fuori pericolo. Oggi tornerà a Torino. Siamo felici». A parlare con la voce rotta dall’emozione è Lorenzo Rubino, padre della quindicenne biellese rimasta gravemente ferita nel rovente inferno di Crans-Montana. La ragazza, che era stata ricoverata in condizioni disperate presso il centro grandi ustionati di Zurigo, verrà trasferita nelle prossime ore all’ospedale Cto di Torino, dove potrà proseguire il suo percorso di recupero più vicina a casa.
Il dramma risale alla tragica notte di Capodanno, quando le fiamme hanno polverizzato il locale Le Constellation, lasciando dietro di sé una scia di 40 morti e 116 feriti. Elsa era stata investita dal fuoco riportando ustioni su oltre il 60% del corpo, una condizione che l’aveva resa la paziente italiana più critica tra i sopravvissuti della strage.
Un cammino di rinascita verso casa
In questi due mesi, la giovane studentessa ha lottato con una forza straordinaria, affrontando numerosi e delicatissimi interventi chirurgici. Il cammino verso la salvezza era iniziato già il giorno dell’Epifania, con una maratona di dodici ore in sala operatoria necessaria per un’operazione all’intestino. Poi, il 22 gennaio, il primo raggio di luce: i medici avevano deciso di risvegliarla dal coma indotto. Quel momento è rimasto impresso nel cuore dei genitori, Lorenzo e Isabella, che non l’hanno lasciata sola un istante. «È stato un momento emozionante, come quando è nata», aveva ricordato il papà ripensando a quegli istanti di pura vita riconquistata.
Ora che i parametri vitali si sono stabilizzati e i chirurghi svizzeri hanno dato il via libera al trasporto sanitario, per la giovane si apre una nuova fase. Sebbene la strada della riabilitazione sia ancora lunga, il ritorno in Italia segna la fine dell’emergenza più acuta.


