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Morti in ambulanza, almeno cinque decessi sospetti di anziani: “Omicidi premeditati e con sostanze letali”

Pubblicato: 03/03/2026 12:41

Un’inchiesta giudiziaria scuote il mondo dei trasporti sanitari tra Forlì e Santa Sofia. L’autista di ambulanze, sospeso dalla Croce Rossa, è indagato per omicidio volontario continuato, aggravato dalla premeditazione e dall’uso di sostanze venefiche o altri mezzi insidiosi, come riferiscono fonti investigative all’ANSA.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Forlì e condotta dai carabinieri, è scattata dopo la morte sospetta di diversi anziani durante o subito dopo il trasporto in ospedale tra febbraio 2025 e i mesi successivi. Ad oggi, sono almeno cinque i decessi sotto esame, tra cui una donna deceduta lo scorso novembre, su cui è stata già eseguita un’autopsia per chiarire le cause del decesso.
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Le vittime e le circostanze

Secondo quanto emerge dagli atti acquisiti, le morti sarebbero avvenute in circostanze simili: tutte le persone coinvolte erano pazienti anziani trasportati in ospedale, e il decesso si sarebbe verificato durante il tragitto o poco dopo l’arrivo. L’ipotesi della Procura è che l’autista possa aver somministrato volontariamente sostanze letali, trasformando i trasporti sanitari in eventi drammatici e premeditati.

L’esecuzione dell’autopsia sulla donna deceduta a novembre rappresenta un passaggio cruciale per ricostruire le dinamiche del decesso e verificare la presenza di eventuali tracce di agenti chimici o farmaci in dosi non terapeutiche. Altri casi, riferiscono fonti investigative, sono ancora al vaglio e richiederanno ulteriori accertamenti sia sui pazienti sia sulle modalità dei trasporti.

Ipotesi di omicidi seriali

La Procura di Forlì sta valutando la possibilità che si tratti di omicidi seriali, data la ripetitività dei decessi durante lo stesso tipo di servizio. Se confermata, l’indagine rappresenterebbe uno dei casi più gravi di criminalità sanitaria nel territorio romagnolo degli ultimi anni.

Gli investigatori hanno acquisito documentazione clinica, registri di servizio e testimonianze dei colleghi dell’autista sospeso. Questi elementi serviranno a ricostruire l’ordine cronologico dei trasporti, il comportamento del conducente e la sequenza temporale dei decessi, fondamentali per stabilire eventuali responsabilità penali.

Il ruolo della Croce Rossa e delle autorità sanitarie

La sospensione dell’autista da parte della Croce Rossa rappresenta una misura cautelare volta a evitare ulteriori rischi per i pazienti durante le indagini. Parallelamente, le autorità sanitarie locali stanno collaborando con la Procura per fornire tutta la documentazione clinica e le registrazioni dei trasporti.

In questi giorni gli inquirenti potrebbero disporre ulteriori accertamenti tecnici e perizie chimico-tossicologiche sugli altri decessi sospetti, al fine di verificare se vi sia un legame diretto con l’indagato. L’esito di tali verifiche sarà determinante per chiarire se le morti siano da attribuire a cause naturali, a negligenza o a condotte intenzionali.

Attesa per sviluppi giudiziari

L’inchiesta, al momento in fase preliminare, prevede ulteriori ascolti di testimoni, esami autoptici e analisi tossicologiche. La Procura di Forlì intende fare piena luce su ogni aspetto dei trasporti e sulle modalità con cui le morti si sono verificate, così da poter stabilire con precisione le responsabilità.

La comunità locale, profondamente scossa dall’ipotesi di omicidi volontari durante trasporto sanitario, attende risposte chiare dagli inquirenti. L’indagine non solo punta a chiarire eventuali responsabilità penali dell’autista sospeso, ma solleva anche interrogativi sul controllo e la sicurezza dei servizi di trasporto sanitario dedicati agli anziani, mettendo in evidenza la necessità di protocolli più stringenti e di vigilanza costante.

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