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Ben Stiller furioso con Trump: “La guerra non è un film, rimuovete la clip di Tropic Thunder dalla vostra macchina propagandistica. Non avete il permesso”

Pubblicato: 09/03/2026 11:30

L’attore e regista Ben Stiller è intervenuto con forza su X contro la Casa Bianca e l’ex presidente Donald Trump, criticando l’utilizzo di una clip del suo film del 2008 “Tropic Thunder” in un video pro guerra intitolato “Giustizia secondo il modello americano”.

Con un messaggio diretto e senza mezzi termini, Stiller ha scritto: “Ehi Casa Bianca, per favore rimuovete la clip di ‘Tropic Thunder’. Non vi abbiamo mai dato il permesso e non abbiamo alcun interesse a far parte della vostra macchina propagandistica. La guerra non è un film”. L’attore, noto anche per film come Zoolander, ha espresso così il proprio dissenso per l’uso del materiale cinematografico in un contesto politico che, secondo lui, strumentalizza l’arte a fini propagandistici.
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Il video della discordia

Il video pubblicato sui canali social della Casa Bianca includeva sequenze tratte da altri celebri film americani come “Braveheart”, “Top Gun”, “Superman” e “Iron Man 2”, mescolate a messaggi a sostegno delle iniziative di Trump. L’uso di queste clip ha suscitato non solo la reazione di Stiller, ma anche un dibattito più ampio sull’utilizzo di opere creative a scopi politici senza autorizzazione.

Non è la prima volta che la Casa Bianca o il team dell’ex presidente ricorrono a film o canzoni per promuovere messaggi politici. Lo scorso anno, ad esempio, un video mostrava le operazioni dell’ICE con la canzone “Juno” di Sabrina Carpenter, senza alcun coinvolgimento dell’artista. In passato, anche brani di Taylor Swift erano stati inclusi in video celebrativi, come “The Fate of Ophelia” in un montaggio pubblicato a novembre, senza che la pop star commentasse l’accaduto.

La posizione di Ben Stiller

Stiller ha sottolineato che l’arte e il cinema non possono essere utilizzati come strumenti di propaganda bellica: “La guerra non è un film” ha ribadito nel suo post, evidenziando il rischio di banalizzare conflitti reali attraverso immagini di intrattenimento. Il messaggio dell’attore mette in luce una questione più ampia, legata al rispetto dei diritti d’autore e al consenso degli artisti per l’uso delle loro opere in contesti politici.

Reazioni e dibattito

L’intervento di Stiller ha ricevuto immediata attenzione sui social, scatenando reazioni sia di sostegno che di dibattito sulla responsabilità dei governi nell’utilizzo di materiale protetto da copyright. Molti utenti hanno elogiato l’attore per la fermezza e la chiarezza del suo messaggio, mentre altri hanno discusso sul confine tra comunicazione politica e appropriazione indebita di contenuti creativi.

L’episodio si inserisce in un contesto più ampio di crescente attenzione sul ruolo dei social network nella diffusione di contenuti politici e sull’importanza di rispettare il lavoro degli artisti, anche quando i messaggi veicolati sembrano allinearsi con le proprie convinzioni politiche.

Ben Stiller, dunque, non solo difende il diritto d’autore, ma sottolinea anche la responsabilità morale di separare intrattenimento e propaganda, ricordando che l’arte, quando strumentalizzata, può assumere significati distorti e pericolosi.

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