
Quando una perdita arriva all’improvviso, la vita cambia direzione senza chiedere permesso. E a raccontarlo, con una sincerità che colpisce, è una giovane donna che ha scelto i social per mettere in ordine pensieri e dolore, condividendo con chi la segue un momento intimo e fragile.
Lo ha fatto attraverso alcune Storie su Instagram, dove ha lasciato spazio a riflessioni semplici ma pesanti, nate in un periodo delicatissimo: quello in cui si impara a stare in piedi mentre tutto, dentro, sembra crollare.
Una notte che ha cambiato tutto
Sono passati poco più di tre mesi dalla notte tra l’1 e il 2 dicembre 2025. Un malore improvviso ha strappato alla vita l’uomo con cui condivideva amore, progetti e quotidianità: un vuoto enorme, difficile anche solo da nominare.
Da quel momento, ogni cosa ha richiesto una nuova forma: la casa, le abitudini, il lavoro, soprattutto la famiglia. E per lei è iniziata una fase fatta di stop forzati e ripartenze lente, una giornata alla volta.

Il dolore dell’ex Amici Susy Fucillo per la morte del marito Salvatore
A parlare è Susy Fucillo, ex ballerina di Amici. Ha perso il marito Salvatore Raciti, morto a soli 41 anni. Nei suoi messaggi la 36enne racconta come stia provando a convivere con il lutto e a trovare un equilibrio nuovo. “Sto affrontando il cambiamento più difficile che potessi immaginare”, scrive, spiegando quanto sia complicato andare avanti dopo la perdita del compagno di vita.
Solo pochi giorni fa Raciti avrebbe compiuto 42 anni. Per ricordarlo, Susy ha organizzato un momento molto toccante insieme alle loro bambine, lanciando palloncini nel cielo: un gesto simbolico per celebrare chi era il centro della loro famiglia.

Tre figlie, una forza quotidiana
Dal loro amore sono nate tre figlie: Cristina nel 2018, Giordana nel 2020 e la piccola Costanza, venuta al mondo nel 2024. Oggi, proprio loro sono il punto fermo a cui aggrapparsi quando il resto sembra scivolare via.
Nel lungo messaggio condiviso sui social, la ballerina racconta quanto le figlie rappresentino la sua forza più grande. “In questo periodo della mia vita sto affrontando il cambiamento più difficile che potessi immaginare. La mia forza sono le mie figlie e il senso di responsabilità verso tutto ciò che io e mio marito abbiamo costruito insieme con anni di sacrifici, lavoro e sogni condivisi”.
La casa a Catania e la scelta di rallentare sui social
Susy è rimasta nella casa di famiglia a Catania, il luogo dove lei e Salvatore avevano costruito la loro vita. E mentre prova a tenere insieme tutto, ha deciso anche di proteggersi: meno esposizione, più tempo per respirare.
In questo momento ha scelto di rallentare anche il rapporto con i social. “Per questo, almeno per ora, ho dovuto mettere un po’ da parte anche una parte del mio lavoro: i social. Non mi sento ancora pronta ad espormi come prima. Non so ancora quanto tempo mi servirà, ma so che voi saprete capirmi”.


Il lavoro da portare avanti: Le Capannine e le attività di ristorazione
Oltre alla dimensione privata, c’è un altro fronte che non si può fermare: quello del lavoro. Salvatore Raciti figurava infatti tra i proprietari dello storico stabilimento balneare Le Capannine, a cui si aggiungono alcune attività di ristorazione.
Un patrimonio che, nelle sue parole, non è solo business: è storia, sacrificio, rete di persone. “Le nostre attività non sono solo un lavoro: sono una parte della nostra storia. Dietro ci sono impegno, rinunce, progetti e tante persone che ogni giorno lavorano con noi. Oggi mi trovo a rimboccarmi le maniche ancora di più, insieme ai nostri soci e a tutta la squadra, per continuare a portare avanti quello che abbiamo costruito”, scrive ancora.
Il tempo del dolore e la ricerca di un nuovo equilibrio
Nel finale, Susy Fucillo lascia una riflessione che suona come una verità nuda, senza filtri: “Il dolore non è qualcosa che si supera dall’oggi al domani. Sto ancora cercando di capire come ritrovare i miei equilibri senza dimenticare chi sono”.
È il racconto di un lutto che non fa rumore, ma pesa ogni giorno. E di una donna che prova a ricostruire, per sé e per le sue bambine, una normalità possibile.


