Vai al contenuto

Italia, azienda americana licenzia tutti i dipendenti: sostituiti dall’Intelligenza Artificiale

Pubblicato: 12/03/2026 09:02

La rivoluzione dell’intelligenza artificiale entra con forza nel mondo del lavoro e apre un nuovo fronte di confronto tra aziende, lavoratori e sindacati. A Marghera, alle porte di Venezia, la multinazionale americana InvestCloud, specializzata in servizi finanziari digitali e Digital Wealth, ha annunciato l’avvio di una procedura di licenziamento collettivo che riguarda l’intero organico della sede locale: 37 dipendenti destinati a perdere il posto a seguito di una riorganizzazione aziendale basata sull’utilizzo dell’IA.

La decisione è stata comunicata ufficialmente il 9 marzo attraverso una lettera inviata alle organizzazioni sindacali e alle istituzioni. Il documento annuncia quello che l’azienda definisce un “riallineamento strutturale”, un cambiamento organizzativo che porterà alla progressiva eliminazione delle strutture nazionali per lasciare spazio a un modello centralizzato e fortemente automatizzato.
Leggi anche: Vincono al Lotto grazie all’intelligenza artificiale: clamoroso in Italia, come hanno fatto

La riorganizzazione di InvestCloud e i licenziamenti

Nel dettaglio, la misura riguarda un dirigente, sette quadri e ventinove impiegati, tutti professionisti del settore tecnologico tra ingegneri e informatici. La sede di Marghera rappresenta uno dei centri italiani della multinazionale, ma il nuovo assetto organizzativo non prevede più team locali dedicati allo sviluppo di soluzioni personalizzate per ogni Paese.

Secondo quanto spiegato dall’azienda nella comunicazione ufficiale, il modello finora utilizzato — basato su team distribuiti in diverse giurisdizioni e impegnati nello sviluppo di adattamenti locali — avrebbe generato duplicazioni operative, scarsa economia di scala e tempi di sviluppo più lunghi.

L’azienda ritiene che l’evoluzione dell’intelligenza artificiale consenta ora di superare questa struttura tradizionale. La crescente integrazione di strumenti di automazione e IA nei servizi di gestione del patrimonio digitale avrebbe reso possibile un’organizzazione diversa, con meno sedi operative e una maggiore centralizzazione delle competenze.

La nuova strategia prevede infatti la creazione di pochi poli globali di eccellenza, capaci di sviluppare soluzioni tecnologiche replicabili e scalabili su scala internazionale.

Il confronto con sindacati e lavoratori

L’annuncio ha provocato forte preoccupazione tra i dipendenti coinvolti. Nelle prossime ore è previsto un primo incontro tra lavoratori e organizzazioni sindacali, mentre un ulteriore confronto con l’azienda è stato fissato per la settimana successiva.

Tra i dipendenti prevale un sentimento di sgomento, ma anche la consapevolezza che la decisione della multinazionale sia difficilmente reversibile. “Si tratta di una multinazionale e la scelta sembra ormai presa”, racconta uno dei lavoratori interessati dal provvedimento.

I sindacati chiedono ora un intervento più ampio sul tema dell’impatto dell’intelligenza artificiale nel settore ICT. Il segretario della Fim Cisl, Matteo Masiero, ha sottolineato la necessità di definire nuove regole per evitare che situazioni simili possano moltiplicarsi nel settore tecnologico.

Anche Cgil e Fiom hanno chiesto l’apertura di un tavolo istituzionale, sostenendo che la vicenda non riguardi soltanto una singola azienda ma rappresenti una questione più ampia legata al modello di sviluppo tecnologico e industriale del Paese.

Il timore della sostituzione del lavoro umano

Tra i lavoratori coinvolti emerge anche la preoccupazione per una trasformazione radicale del lavoro nel settore digitale. Le attività svolte nella sede di Marghera riguardano lo sviluppo di demo tecnologiche e servizi cloud per la piattaforma finanziaria dell’azienda.

Secondo i dipendenti, il passaggio a un sistema basato quasi esclusivamente sull’intelligenza artificiale comporta il rischio di eliminare completamente il contributo umano in fasi delicate del lavoro tecnologico.

“Il nostro compito è creare demo e infrastrutture cloud”, spiega uno dei lavoratori. “Ora queste attività saranno svolte dall’IA, ma l’esperienza dimostra che la presenza umana resta fondamentale, soprattutto quando qualcosa non funziona o quando i sistemi si bloccano”.

La vicenda della sede InvestCloud di Marghera diventa così uno dei primi casi italiani in cui una ristrutturazione aziendale viene esplicitamente motivata dalla volontà di sostituire parte del lavoro umano con sistemi di intelligenza artificiale. Un passaggio che molti osservatori considerano un possibile segnale delle trasformazioni che potrebbero investire nei prossimi anni l’intero mercato del lavoro tecnologico.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure