
È uno di quei momenti che in tv si sentono prima ancora di capirli: il ritmo si spezza, la voce si abbassa, lo studio cambia temperatura. Durante Storie Italiane, Eleonora Daniele ha interrotto la scaletta e, con parole nette, ha avvisato il pubblico: “Devo darvi ora una brutta notizia”.
Pochi secondi dopo è arrivata la conferma: è morta Enrica Bonaccorti, volto amatissimo della televisione italiana, scomparsa oggi a 76 anni dopo una lunga malattia.
Un annuncio che gela lo studio
Da subito, il ricordo in diretta ha messo al centro non solo la carriera, ma soprattutto la persona. Eleonora Daniele, visibilmente scossa, ha voluto fissare un’immagine precisa di Bonaccorti, fatta di forza e attenzione verso gli altri: “Ha avuto una grandissima forza nell’affrontare questa malattia e io mando un bacio a tutte le persone a lei vicine. Una persona che aveva sempre una parola buona, che aveva un sorriso, che era accanto agli altri, e questo è stato il suo grande valore umano”.
Nel racconto è emerso anche un legame importante, quello con Eleonora Giorgi: “Erano molto amiche, fu Enrica ad avvisarmi che stava male Eleonora”.
Il lato umano dietro la celebrità
La conduttrice ha poi condiviso un ricordo più personale, fatto di gesti concreti e presenza vera nei passaggi cruciali della vita: “Mi è stata molto vicina nei momenti più importanti della mia vita poi ad un certo punto ho deciso di scrivere un libro sulla malattia mentale e lei teneva molto a questo tema e quando le chiesi di scrivere di ragazzi che avevano queste malattie lo fece subito senza esitare, accettò subito e ricordo le sue parole che ha scritto in questo libro molto forti e profonde, una grande osservatrice, e si è occupata più degli altri che di se stessa”.
Un ritratto che parla di sensibilità e di una disponibilità rara, quella che non ha bisogno di luci puntate per essere riconosciuta.

Eleonora Daniele annuncia la morte di Enrica Bonaccorti in diretta
In studio è intervenuto anche il giornalista Riccardo Bocca, sottolineando il valore di una professionista capace di attraversare i decenni senza perdere misura: “Un’assenza importante che abbiamo visto non solo all’apice della sua carriera ma anche negli ultimi anni: dopo che è stata male, ha continuato a raccontare l’Italia in tv ma anche attraverso la sua opera di scrittura, una narratrice con un rispetto sempre per chi ha guardato la tv, qualcosa che ogni tanto si dimentica, una guida precisa che lei ha mantenuto fino all’ultimo”.
Parole che rimandano a una cifra precisa: eleganza, attenzione, e una relazione con il pubblico costruita sul rispetto.
Una carriera che ha fatto epoca
Il ricordo si è allargato alla sua parabola artistica: attrice, conduttrice, autrice, voce e volto tra radio, teatro e televisione. In Rai, il passaggio simbolico: raccolse idealmente il testimone di Raffaella Carrà con Pronto, chi gioca?. Poi l’ingresso nella storia Mediaset con Non è la Rai, il programma cult di Gianni Boncompagni che avrebbe segnato un’epoca.
Riccardo Bocca ha ricordato anche il modo in cui Bonaccorti ha scelto di non trasformare il dolore in spettacolo: “Lei non si è fatta sfruttare dalla tv, senza toni enfatici, senza rimarcare la sua sofferenza, ha saputo trasmettere il senso di coraggio e di fiducia, e questo è un grande valore umano”.



Quei dettagli che restano impressi
Ci sono ricordi che fanno più rumore di una biografia, perché raccontano una persona in un gesto semplice. Bocca ne ha condiviso uno che ha colpito tutti: “Lei ha vissuto la tv come casa, lei si portava delle micro confezioni di formaggio, che lei mangiava negli studi tv. Li chiamava “munizioni” e questa cosa fa amare il pubblico, che ama le persone vere, Enrica Bonaccorti ha sempre vissuto la televisione come casa, verità e identità”.
E poi una visione di libertà personale, senza scorciatoie: “La bellezza meravigliosa di Enrica Bonaccorti che ha posato per Playboy per affermare la sua femminilità in modo libero e anche la capacità di affrontare un tabù come la morte, raccontando ciò che stava vivendo e facendolo diventare parte della vita. Una capacità di porsi come l’amica degli spettatori, senza ammiccare, una patologia, una scorciatoia che lei non ha mai avuto”. Fino a un altro episodio: “A me è accaduto 3 anni fa di lavorare con lei e non voleva essere pagata, perchè mi aveva detto che in quel periodo storico della sua vita voleva fare delle cose anche gratis, e questo per chi lavora in tv…”
La malattia e la forza di raccontarla
Solo più avanti, nel flusso del ricordo, è arrivata la parte più dolorosa: Enrica Bonaccorti combatteva da tempo contro un tumore al pancreas, uno dei più aggressivi. Una diagnosi che, alla fine, non le ha lasciato scampo.
Ma anche qui il filo conduttore, per chi l’ha salutata, è rimasto lo stesso: dignità, coraggio, e la scelta di non nascondersi.
L’omaggio di Edoardo Lucarelli
Edoardo Lucarelli ha ricordato la sua presenza e il modo in cui sapeva stare nelle notizie, in quelle leggere come in quelle più difficili: “Ci lascia un volto molto intelligente, sempre con l’attenzione giusta, il piglio giusto nel commentare notizie più liete come quelle più difficili. Poche settimane fa la ricordiamo al concerto di Renato Zero quando il cantautore romano è sceso fra il pubblico per permettere al pubblico stesso di salutarla. La malattia l’ha sopportata con grandissima dignità e forza: ha raccontato la sua malattia e la sua chemio senza paura, dando coraggio alle tantissime persone che stanno facendo lo stesso percorso”.
E ancora, su quel ritorno dopo l’assenza: “Lei quasi si scusò dei suoi 4 mesi di assenza dopo l’operazione, dicendo che aveva fatto lo struzzo e che voleva tornare a volare, e l’esempio dell’amica Eleonora Giorgi le diede forza. Lei decise così di tornare e di parlare della sua malattia con tutta la sua forza che aveva”.

Lo studio come luogo di memoria condivisa
Il racconto si è trasformato in un abbraccio collettivo, fatto di voci e testimonianze. Eva Grimaldi, in collegamento telefonico, non è riuscita a trattenere la commozione: “Ho il nodo in gola, avete detto delle parole delle bellissime. Io l’ho conosciuta negli ultimi due o tre anni, l’ultimo ricordo che ho è quando è venuta a trovarmi a teatro e l’avevo fatta ridere. Era una donna con una grande anima, una bella persona, è stata un’ottima autrice, una mamma molto vicina alla sua figlia, non riesco a trattenere le lacrime, scusate”.
Eleonora Daniele ha poi ricordato un desiderio preciso di Bonaccorti: “Chi conosce Enrica sa che lei voleva essere ricordata con un sorriso”.
Il ricordo di Maria Teresa Ruta
Tra gli interventi più intensi, quello di Maria Teresa Ruta, che ha parlato di un legame lungo decenni e di una lezione umana rimasta impressa: “E’ stata la mia maestra nel 1985 1986, la conosco da 40 anni, abbiamo fatto insieme Italia Sera. Oggi è morto il corpo di Enrica ma il suo spirito vivrà in tutte le persone che l’hanno conosciuta. Non è stata solo una maestra ma anche un porto sicuro, l’affetto con lei non è mai cambiato e io ho imparato da lei la cosa più importante, non essere invidiosa e gelosa delle colleghe, lei non lo è mai stata. Avrebbe dovuto avere un po’ di più? Forse sì ma con lei si sono trovati tutti bene, da lei si imparava a diventare belle donne e brave persone, non soltanto conduttrici. Io sono attonita, l’ho saputo subito stanotte ma io non riesco a pensare che non ci sia più, il suo spirito vive in tutto quello che ha fatto e in tutte le persone che ha incontrato”.
Una frase, su tutte, resta addosso: non solo carriera, ma “porto sicuro”.
Da Benedicta Boccoli ad Andrea Roncato: la stessa stima
Benedicta Boccoli ha messo in luce la sua natura di artista a tutto tondo: “Ho fatto il mio primo lavoro con lei, era una di noi, andavamo a cena con lei nonostante fosse il nostro capo. Era la mia eroina, è sempre stata un’artista, non soltanto una conduttrice, ha sempre avuto una grande sensibilità artistica, e penso che poteva meritare di più. Ha scritto una canzone meravigliosa che è La lontananza di Modugno, i grandi artisti si sono accorti di lei, e credo che alla fine rimarrà nella memoria di tutti per la sua dolcezza, era una persona per bene”.
Andrea Roncato ha raccontato lo shock della notizia e il vuoto lasciato: “Chi era non era legato a lei? Questa mattina quando ho letto la notizia non ci credevo, sono andato a cercare altre notizie e qualcuno diceva fake news, mi ero quasi rilassato poi purtroppo la verità è emersa, Enrica se ne è andata. Io sono rimasto tanto male, la conoscevo da tantissimo, una persona speciale nell’ambiente dello spettacolo, col sorriso sulle labbra, piena di iniziative, una donna intelligente che sapeva andare avanti sempre, potevi parlarci di qualsiasi cosa, non c’era un argomento che non conosceva, sapeva di tutto. Non era solo una conduttrice, un’artista, ha fatto di tutto, era un piacere parlare con lei perchè era sempre un insegnamento e sono rimasto proprio male, una grossa perdita perchè poteva dare ancora tantissimo alla tv, allo spettacolo e a tutti noi, credo che mancherà tanta anche al pubblico”.
L’ultimo saluto di Bruno Vespa
A chiudere il saluto, Bruno Vespa, con un ricordo puntuale e televisivo, di quelli che segnano una lunga frequentazione professionale: “Una brutta notizia, purtroppo attesa, una grande professionista, amica sincera. Venne tante volte a Porta a Porta e la prima volta nel 1998 e giocò a flipper, poi l’ultima volta nel 2018 quando ha ricordato il suo primo incontro con Domenico Modugno. Una perdita grande perchè una grande donna e una professionista ineccepibile, una bellissima voce, una bella presenza e un carattere forte, mi dispiace davvero tanto”.
Resta, nelle parole di tutti, la stessa immagine: Enrica Bonaccorti come presenza autentica, capace di stare in scena senza perdere la realtà. E quel dettaglio che torna come un filo comune, quasi un patto con il pubblico: il sorriso con cui voleva essere ricordata.


