
Il conto alla rovescia è ufficialmente ripartito: il prossimo primo aprile, Cape Canaveral sarà il teatro di una delle sfide spaziali più ambiziose degli ultimi decenni. Quattro astronauti, tre americani e un canadese, si preparano a solcare i cieli verso la Luna, non per un allunaggio immediato, ma per compiere un’orbita attorno al satellite che li porterà a una distanza record dalla Terra, un traguardo che non si vedeva dai tempi della storica missione Apollo 13 del 1970. La missione Artemis II, pur essendo una tappa intermedia, rappresenta un banco di prova cruciale dopo i rinvii forzati causati da criticità tecniche ai serbatoi di idrogeno ed elio, che avevano costretto la Nasa a riportare il gigantesco razzo Space Launch System — un colosso da 98 metri — negli hangar per le necessarie riparazioni.
Il primo aprile e la corsa allo spazio tra Usa e Cina
La conferma arriva direttamente dai vertici dell’agenzia spaziale: «Siamo sulla strada giusta per lanciare il primo aprile», ha dichiarato durante una conferenza stampa Lori Glaze, amministratrice della sezione missioni per la Nasa, pur ammettendo che «c’è ancora del lavoro da fare». Il successo dell’operazione è subordinato a una finestra di lancio strettissima, legata al perfetto allineamento orbitale tra la Terra e il suo satellite; in caso di imprevisti dell’ultimo minuto, il volo verrebbe slittato a cavallo tra fine aprile e inizio maggio. Il programma Artemis, tuttavia, non è solo una sfida scientifica per riportare l’uomo sulla Luna a oltre cinquant’anni dal programma Apollo; è soprattutto un complesso terreno di scontro geopolitico con Pechino. La Cina ha infatti accelerato i tempi, puntando a portare i propri taikonauti sulla superficie lunare entro il 2030, avendo già individuato, secondo recenti pubblicazioni sulla rivista Nature Astronomy, le coordinate di quattro siti strategici per l’allunaggio nella regione di Rimae Bode.
Mentre la Nasa continua a perfezionare un ecosistema di stazioni orbitanti e lander sempre più sofisticato, il cronoprogramma di Washington si è fatto via via più cauto. Il 2027 sarà l’anno dei test di ancoraggio con il lander durante la missione Artemis 3, preludio al ritorno effettivo dell’uomo sul suolo lunare, previsto tra l’inizio e la fine del 2028 con le missioni Artemis 4 e 5. Per ora, però, l’attenzione è tutta concentrata su questo imminente lancio primaverile: il successo del primo aprile sarà il segnale definitivo che la nuova corsa alla Luna è ufficialmente entrata nel vivo.

