
Dopo decenni di speculazioni, una nuova inchiesta giornalistica riaccende il dibattito sull’identità di Banksy, lo street artist più famoso e misterioso del mondo. Secondo un’indagine di Reuters, l’artista che da oltre trent’anni firma murales e graffiti politici in tutto il pianeta sarebbe Robin Gunningham, nato a Bristol nel 1973, che nel frattempo avrebbe cambiato legalmente nome diventando David Jones.
L’ipotesi non è del tutto nuova. Già nel 2008 il Mail on Sunday aveva indicato Gunningham come il possibile autore delle opere firmate Banksy. La novità dell’inchiesta di Reuters è però l’insieme di nuovi elementi e documenti che rafforzerebbero questa tesi, tra cui registri pubblici, confronti fotografici e dettagli legati a un arresto avvenuto negli Stati Uniti nel 2000.
Dalle strade di Bristol al mito mondiale
Banksy è considerato uno degli artisti più influenti dell’arte contemporanea. Attivo dagli anni Novanta, è diventato celebre per i suoi graffiti realizzati con stencil, caratterizzati da satira politica, ironia e critica sociale.
Le sue opere sono apparse sui muri di città di tutto il mondo, spesso senza preavviso, e molte sono state vendute per cifre milionarie nelle aste internazionali. Il mistero sulla sua identità ha sempre contribuito ad alimentare il fascino della sua figura.
Secondo molte ricostruzioni, Banksy sarebbe cresciuto nella scena artistica underground di Bristol, città inglese nota per il fermento culturale e musicale degli anni Novanta.
Il nome Robin Gunningham e la nuova identità
Secondo l’inchiesta Reuters, l’uomo indicato come Banksy sarebbe proprio Robin Gunningham, artista originario di Bristol e legato fin dagli inizi al mondo dei graffiti.
Dopo che il suo nome iniziò a circolare pubblicamente, l’artista avrebbe deciso di cambiare legalmente identità, adottando il nome David Jones, uno dei più comuni nel Regno Unito.
La scelta avrebbe avuto un obiettivo preciso: proteggere l’anonimato che per anni ha rappresentato uno degli elementi centrali del personaggio Banksy.
Un dettaglio curioso riguarda proprio il nome scelto. David Jones è anche il vero nome di David Bowie, il cui alter ego Ziggy Stardust avrebbe ispirato una celebre opera di Banksy raffigurante la regina Elisabetta.
Le tracce che portano all’artista
L’indagine dei giornalisti Simon Gardner, James Pearson e Blake Morrison è partita da alcune opere realizzate da Banksy in Ucraina nel 2022, durante la guerra con la Russia. Gli autori hanno ricostruito gli spostamenti dell’artista attraverso testimonianze, documenti e registri di viaggio.
Uno degli elementi più rilevanti riguarda un arresto avvenuto nel 2000 a New York per vandalismo. Nei documenti della polizia comparirebbe proprio il nome di Robin Gunningham, che avrebbe firmato una confessione relativa a un graffito realizzato su un cartellone pubblicitario.
Il ruolo di Robert Del Naja
L’inchiesta ha chiarito anche un’altra teoria che circola da anni. Per molto tempo alcuni fan e studiosi hanno ipotizzato che Banksy potesse essere Robert Del Naja, frontman dei Massive Attack e storico artista della scena graffiti britannica.
Secondo la ricostruzione di Reuters, Del Naja non sarebbe Banksy ma un collaboratore e amico dell’artista, con cui avrebbe realizzato alcune opere.
I due condividono infatti le stesse radici culturali a Bristol e hanno spesso incrociato i loro percorsi artistici.
Il silenzio dell’artista
Nonostante le nuove rivelazioni, Banksy continua a mantenere il suo proverbiale riserbo. L’artista non ha risposto alle domande dei giornalisti, mentre la società che gestisce le sue opere, Pest Control, ha ribadito che l’autore preferisce non commentare le ricostruzioni sulla sua identità.
Il suo avvocato ha inoltre contestato parte delle conclusioni dell’inchiesta, sostenendo che alcune informazioni non sarebbero corrette.
Il mistero che alimenta il mito
Anche se il nome di Robin Gunningham torna ancora una volta al centro dell’attenzione, il mistero su Banksy resta parte integrante del suo successo.
Per molti osservatori, l’anonimato dell’artista non è solo una scelta personale ma un elemento fondamentale del suo linguaggio artistico: un modo per criticare potere, politica e società senza essere identificato.
E forse proprio per questo, nonostante indagini e rivelazioni, Banksy continua a restare uno dei personaggi più enigmatici dell’arte contemporanea.


